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Fuoco e fiamme

di Elisangela Annunziato

Numero 212 - Luglio-agosto 2020

Nuova opera in libreria per Ken Follet, che con “Notre-Dame” riporta alla memoria i terribili momenti dell’incendio che ha devastato la cattedrale più bella del mondo


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“La voce al telefono era quella di una vecchia amica. Era una persona solitamente imperturbabile, abituata ad affrontare le crisi in qualità di deputata e membro del gabinetto, ma ora sembrava sconvolta”. Inizia così il primo capitolo di “Notre-Dame”, nuovo lavoro di Ken Follett scritto tra il 19 e il 30 aprile del 2019 a Knebworth in Inghilterra ed edito da Mondadori.-taglio- Alla vigilia della catastrofe che ha infiammato la maestosa Cattedrale di Notre-Dame, l’autore narra lo sconforto che questa notizia ha riversato nella sua anima. Un turbamento “sull’orlo delle lacrime”, come descrive nel libro lo scrittore di fama internazionale. La costruzione della cattedrale più conosciuta al mondo, situata su un’isola in mezzo al fiume tra la rive gauche e la rive droite, richiese cento anni, dopo i quali, come racconta l’autore continuarono alcune migliorie strutturali. “Conoscono bene quell’edifico”: l’autore ricorda le volte in cui ha visitato la Cattedrale, tra cui l’ultima quando passeggiava sulla riva sinistra, assaporando “lo spettacolo maestoso delle due torri e degli archi rampanti”. Questo, invero, non è il primo libro che lo scrittore internazionale dedica alla maestosa cattedrale, cosa già avvenuta per “I pilastri della terra”, ma stavolta è diversa l’ispirazione che lo sottende, ovvero “Les bâtisseurs de cathédrals” di Jean Gimpel. Lo scrittore descrive all’interno di questo volume, posizionato per diciotto settimane al primo posto nella classifica dei libri più venduti del New York Times, una Notre-Dame in fiamme, quasi come una sorta di premonizione.
“Al calar della sera del 15 aprile 2019, la gente di Parigi uscì nelle strade”: Ken Follett, cede il proprio sguardo a Philip e Cuthbert che,“restarono a guardare, paralizzati, senza pensare a mettersi al sicuro. Il pezzo di tetto cadde su uno dei grandi archi a tutto sesto; -taglio2-l’enorme peso del legno e del piombo incrinò la struttura in pietra con un suono prolungato ed esplosivo simile a un tuono”. All’interno del libro è descritta anche la passione e la stima che l’autore ha per ciò che si sa sulle costruzione medievali, riportate sia da immagini che da documenti, spiegando che “quando gli artisti medievali facevano delle illustrazioni per le bibbie, spesso ritraevano la Torre di Babele” e aggiungendo, “La storia, nel libro della Genesi, dice che gli uomini decisero di costruire una torre che arrivasse fino al cielo, ma la loro arroganza dispiacque a Dio, che li condannò a parlare lingue diverse, e nella confusione derivante il progetto fu abbandonato.” “Al termine di una visita a una cattedrale, se siamo fortunati non ci sentiamo più disorientati”: con questa frase Follett esprime la sua profonda fede e desiderio di non dover per forza interpretare ciò che non è spiegabile, come un quadro di Picasso. Un manoscritto profondo, narrante un fatto di cronaca che ha devastato il mondo intero. Un libro “molto personale” che, descrivendo ciò che di nascosto ha all’interno di sé, vede lo scrittore confidarci il suo sconforto per le fiamme che hanno distrutto la Cattedrale e, al tempo stesso, la sua ammirazione verso questa immensa meraviglia d’arte e di storia.





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