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FRANCO D’ANDREA

di Maresa Galli

Numero 223 - Settembre 2021

Franco D’Andrea, maestro dei maestri del jazz, pianista, compositore e didatta


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Ottant’anni ma li dimostra solo per bravura: Franco D’Andrea è maestro dei maestri del jazz. Pianista, compositore e didatta, nato a Merano, classe ’41, è abile sperimentatore, legato al jazz delle origini, al blues e alla tradizione ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Quando si parla della sua musica si parla di arte, di poesia, -taglio-vera, scarnificata. Dopo l’esordio al fianco del trombettista Nunzio Rotondo, l’incontro fondamentale della sua carriera avviene con Gato Barbieri, con cui registra il suo primo album, la colonna sonora di “Ultimo tango a Parigi”. Sperimentatore, precorritore di stili e tempi, costituisce il Modern Art Trio con Franco Tonani e Bruno Tommaso. Dal 1972 al 1977 fa parte di un’altra incredibile formazione jazz-rock: il Perigeo. Formidabile band di jazz e progressive composta da tutti talenti: Giovanni Tommaso al basso, Bruno Biriaco alla batteria, Claudio Fasoli al sax, Tony Sidney alla chitarra, D’Andrea alle tastiere. Il loro primo album, “Azimut” (’72) riscuote ampi consensi ma con “La valle dei Templi” (’75), che si avvale anche di Tony Esposito alle percussioni, il gruppo raggiunge anche il successo commerciale. Spazia dal quartetto, al sestetto, al trio, in formazioni sempre innovative: con Fabrizio Bosso e Gianluca Petrella suona con tromba e trombone, con Ares Tavolazzi e Massimo Moriconi con due contrabbassi, -taglio2-con lo stesso Tavolazzi e Massimo Manzi nel trio classico, con Mauro Ottolini, trombone e Daniele D’Agato, clarinetto, altro tipo di trio. L’attuale quartetto è formato da Andrea Ayassot, sassofonista, Aldo Mella, bassista, Zeno de Rossi, batterista. Leader di un ensemble di undici elementi, Eleven, è insignito dall’Académie du Jazz de France del “Prix du Musicien Européen” e riceve tanti altri riconoscimenti top jazz. Ha suonato al fianco di musicisti di fama internazionale, da Max Roach a Slide Hampton, da Pepper Adams a Jean-Luc Ponty. Ha all’attivo centosessanta album, duecento composizioni, un vasto repertorio che va da Bix a Monk ai propri progetti, e tanti duetti con star del calibro di Lee Konitz, Dave Liebman, Phil Woods. Infaticabile innovatore, apprezzato da jazzisti del calibro di Dave Douglas e Glenn Ferris, D’Andrea non ferma mai la ricerca artistica e la scoperta di talenti. Scrive di lui Enrico Rava: “Non sono molti i pianisti europei che possano reggere il confronto con lui. È allo stesso tempo genio e regolatezza”.





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