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Francesca Della Ragione

Sognando e crescendo

di Tommaso Martinelli

Numero 220 - Maggio 2021

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La bella e brava attrice sarà prossimamente protagonista de “La banda dei tre” su SKY, sognando per il futuro un ruolo da protagonista in una produzione internazionale


Su Sky Premiere sta ottenendo un grandissimo successo il film “La banda dei tre” di Francesco Maria Dominedò, che vede tra i protagonisti l’attrice Francesca Della Ragione. Tratto dall’omonimo libro di Carlo Callegari, “La banda dei tre” è un film che stravolge i canoni classici del noir e che gioca sempre sul filo del grottesco e dell'ironia: -taglio-distribuito da Zenit Distribution, vede nel cast, oltre a Francesca Della Ragione, Marco Bocci, Francesco Pannofino, Carlo Buccirosso, Aldo Marinucci e tanti altri. Ne “La banda dei tre”, Francesca interpreta Patrizia, una cameriera maltrattata dal marito nullafacente (Alessandro Cremona) che spende tutto in scommesse. Per andare avanti fa due lavori e proprio nel bar dove Bambola (Marco Bocci) fa i suoi incontri di lavoro, troverà grazie a lui una via di uscita da una vita difficile ed infelice. “E’ un film a cui sono molto legata forse perché come Patrizia sono un’eterna romantica che non smette mai di inseguire i suoi sogni, mettendo al primo posto il cuore e l’istinto nella propria vita” commenta Francesca Della Ragione, che aggiunge: “C’è una frase nel film che la rappresenta al meglio: il lavoro mi serve per campare, l’amore per vivere”. Un ruolo, quello di Patrizia, che le ha già regalato tante soddisfazioni: grazie a questa interpretazione, infatti, Francesca Della Ragione ha vinto il premio come “Miglior Attrice Emergente” al XXIV Terra di Siena Film Festival ed il premio come “Miglior Attrice non Protagonista” al CROFFI 2020. Cos’ha rappresentato, per te, l’arrivo su Sky del film “La banda dei tre”? “La fine di una lunga attesa. Avevo avuto il piacere di vedere il film in alcuni festival ma non vedevo l’ora di poter condividere con tutti la mia Patrizia e questa banda di personaggi alquanto particolari e fuori dagli schemi.” Qual è il messaggio che ti piacerebbe lanciare attraverso questo film? “Che tutti possono avere una seconda possibilità, una seconda vita. E non sempre chi viene dipinto come un cattivo alla fine lo è, così come chi sembra essere buono. A tal proposito, c’è una battuta del commissario Di Gaetano (Carlo Buccirosso) a Bambola (Marco Bocci) che recita più o meno così: “Bambola, stai perdendo di vista chi sono i buoni in questa situazione”. O come Patrizia, il mio personaggio, che nonostante sia vittima di violenza domestica per mano del marito non si arrende e si fa coraggio; nonostante pensi di essere in un vicolo cieco, si concede una seconda possibilità, una seconda vita appunto.” Il ricordo più bello legato al set? “La serenità e la voglia di divertirsi insieme, anche perché alcuni di noi erano già amici al di fuori del set. Lavorare con gli amici è la cosa più bella che possa capitare. Quindi non ho un ricordo in particolare, ho amato tutte le scene che ho girato. Forse mi sono molto divertita a girare la scena nel garage del padre del nano, Tony Piccolo, insieme alle sorelle biologiche che sono le sue fidanzate.” Progetti futuri? “Ho appena finito di girare a Lecce il film di Alberto Ferrari, “The Christmas Show”, che uscirà a Natale prossimo e a Roma il film horror “Piove” con la regia di Paolo Strippoli. Tra due mesi dovrei essere su un altro set in Sicilia ma non dico ancora nulla per scaramanzia!” Come riesci a conciliare la sfera professionale con quella privata? “In realtà, non l’ho mai vista come una cosa difficile. In fondo, basta sapersi organizzare. Ho sempre pensato che le relazioni vadano curate esattamente come si fa con i fiori. Se non gli si dà attenzione, energia e l’acqua necessaria, muoiono come le piante. Tendo a rendere partecipi le persone a me vicine sui progetti futuri e sui prossimi passi che intendo compiere. Si lavora insieme come in una squadra.” Il tuo sogno nel cassetto? “Una grossa produzione internazionale, magari una serie. Grazie a Netflix o Amazon Prime per noi attori è più facile lavorare su set internazionali per fortuna. Ho studiato anche in America: chissà, magari un giorno potrei tornare lì in pianta stabile…” Un’ultima curiosità: quanta fatica fa una donna, oggi, a emergere nel mondo del lavoro? “Devo ammettere che fa ancora più fatica di un collega uomo. Non parlo solo nel mio campo ma nel mondo del lavoro in generale. Nel corso della mia vita ho fatto anche altri lavori che non c’entravano nulla con lo spettacolo e ho testato in prima persona che c’è ancora tanto da fare per equiparare soprattutto gli stipendi tra l’universo lavorativo maschile e quello femminile.”

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