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Festeggiamo con i Boomdabash

Festeggiamo insieme

di Teresa Pugliese

Numero 216 - Dicembre 2020 Gennaio 2021

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L’inimitabile band salentina festeggia quindici anni di grande carriera, con il loro personalissimo inno alla vita


Loro sono la vera rivelazione di questi ultimi anni. I Boomdabash ormai non hanno bisogno di presentazioni. Trionfatori delle ultime estati, protagonisti sul palco di Sanremo, oggi accompagnano con il loro ennesimo successo questo inverno con Don’t worry realizzato con i Musici Cantori di Milano, -taglio-coro di voci bianche, fondato nel 2009, e diretto da Mauro Penacca. Il pezzo anticipa l’uscita del loro ultimo album «Best Of 2005-2020», una raccolta tra inediti e grandi successi, pubblicata in digitale e in cd che percorre i loro primi 15 anni di musica insieme. Milano è protagonista di questa storia, una città che ha regalato tanto a questi quattro ragazzi salentini ai vertici delle più alte vette delle classifiche italiane. Noi li abbiamo incontrati per parlare di questi anni fatti di musica, amicizia, qualche piccola sconfitta ma soprattutto tante vittorie e soddisfazioni. Don’t worry è già un grande successo, ma è l’ultimo di una grande serie. Qual è il segreto per scrivere un vero e proprio tormentone? “Si siamo molto contenti che i feedback del nostro pubblico siano stati molto buoni. Don’t worry è una canzone a livello di produzione musicale leggermente diversa dai ritmi caldi dell’estate a cui il pubblico è abituato ma comunque è una canzone avvolgente, in molti ci hanno già detto che è il tormentone delle feste. Non esiste una vera e propria ricetta per scrivere un tormentone, noi produciamo la musica che prima di tutto ci piace, mettendoci sempre la stessa passione e grinta che ci contraddistingue. Anche perché se scrivi pensando di fare un tormentone è difficile che tu riesca a farlo, la spontaneità e le good vibes sono fondamentali in questo.” Il vostro nuovo singolo è un inno alla speranza? È stato scritto anche per regalare un po’ di positività in questo periodo buio? “Assolutamente sì. Don’t worry è un brano che seppur è stato scritto oltre un anno fa trasmette di positività, un inno in generale a non lasciarsi abbandonare dalle avversità che la vita quotidiana ci sottopone ogni giorno. Ognuno di noi ha dei periodi bui caratterizzati da problemi che sembrano insormontabili. Bisogna cercare di non perdere la speranza e la lucidità per non farsi abbattere e cercare di rimanere con la schiena dritta, come diciamo sempre noi. Nel video del brano ad esempio una bambina grazie alla musica evade anche per qualche minuto da un contesto famigliare difficile dove i genitori litigano continuamente. La musica è in grado di regalare positività, noi abbiamo sempre creduto in questo grande nostro mezzo a disposizione e speriamo con la nostra musica di arrivare anche in questi termini. Certo poi dato il periodo difficile in cui in questo momento tutti siamo sottoposti diciamo pure che Don’t worry si presta a essere un vero e proprio inno di speranza collettivo.”-taglio2- Il vostro album festeggia 15 anni di carriera. C’è stato mai un momento in cui avete detto “basta molliamo tutto?” “Grazie a Dio no, nonostante ci possono essere stati alcuni momenti di sconforto. Ad esempio alla vigilia dell’uscita del nostro primo album ufficiale per sfregio ci rubarono tutto, ma noi nonostante arriviamo da famiglie molto umili e modeste non ci siamo mai fatti scoraggiare, con le nostre forze siamo risusciti a riprendere tutta l’attrezzatura necessaria per produrre il nostro sogno in musica. In questi 15 anni ne abbiamo viste di tutti i colori, molti ci dicevano che non saremmo mai arrivati da nessuna parte, ma noi non ci siamo mai arresi, il nostro sogno era più forte di ogni cosa. Per questo ai giovani diciamo non lasciatevi abbattere.” Tra i tanti artisti con i quali avete duettato chi definireste il vostro “portafortuna”? “In questi 15 anni abbiamo lavorato con tantissimi amici e artisti che stimiamo umanamente e professionalmente da Loredana Bertè ad Alessandra Amoroso, Franco Ricciardi, Fabri Fibra passando per Sergio Sylvestre, J ax e il nostro amico Rocco Hunt. Siamo legati da valori di amicizia con ognuno di queste persone, difficile scegliere il nostro portafortuna, sono davvero persone speciali con il quale ci fa piacere condividere la nostra musica e il palcoscenico.” Dopo il grande successo ritornereste mai a Sanremo? “Ci abbiamo pensato e se ricapiterà l’occasione perché no? Certo in questo momento siamo impegnati su tantissime nuove produzioni per il 2021 e non abbiamo avuto il tempo di pensare a Sanremo proprio perché quel tipo di palco richiede tantissime energie apposite e noi in questo momento siamo impegnati nella promozione del best of e in tantissime altre produzioni per cui dobbiamo concentrarci su questo, in futuro mai dire mai.” C’è qualcosa che guardandovi indietro non rifareste? “Se ci guardiamo alle spalle rifaremmo tutto quello che abbiamo fatto fino qui. Sono stati anni intensi, pieni di gioia e di molti sacrifici. La musica ci ha dato la forza di superare molte difficoltà e per questo non l’abbiamo mai abbandonata. Don’t worry – il best of è molto più di una raccolta di successi e brani inediti, è la fotografia del nostro modo di vivere e concepire la musica, è l’essenza dei nostri primi 15 anni insieme. Siamo molto legati a questo progetto in quanto costituisce una bella fotografia di quello che siamo e che siamo stati. Oltre ai brani nuovi il pubblico ha con questa speciale collection la possibilità di poter conoscere anche i Boomdabash delle origini. La nostra grinta è sempre stata quella sin dal principio, la gavetta è stata lunga, noi siamo rimasti però gli stessi di sempre, i piedi sempre ben ancorati a terra e una forte determinazione nel voler fare la nostra musica. Negli anni abbiamo lavorato con tantissimi amici e artisti che naturalmente non potevano mancare nel nostro primo best of. Il nostro istinto è stato quello di creare una tracklist dove poter ripercorre il viaggio musicale di questi primi 15 anni di carriera, con tutti i momenti più salienti ma anche con l’intento di far conoscere i Boomdabash oltre le hit, un regalo prima di tutto per tutti i nostri fan.”

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