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FEDERICA PELLEGRINI

La Divina

di Maria Paola Di Palma

Numero 206 - Gennaio 2020

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È scattato finalmente l’anno delle Olimpiadi di Tokyo, l’ultimo appuntamento agonistico per una delle nuotatrici più forti di tutti i tempi. Ecco cosa ci ha raccontato...


Federica Pellegrini è ormai un’icona. Un’icona non solo per tutti quelli che ammirano le sue doti atletiche ed i suoi successi in vasca, ma anche per le persone che di nuoto a stento ne sentono parlare. Sì, perché Federica è ormai il simbolo di una generazione: quella delle donne forti ed emancipate, che non hanno il timore di raccontare e di mostrare le proprie debolezze e al tempo stesso le proprie vanità e soddisfazioni personali. Una donna che ha saputo farsi valere dentro e fuori dall’acqua, ed ha conquistato anche il mondo dello spettacolo, che ormai la vede per il secondo anno consecutivo come giudice del programma di Sky “Italia’s got Talent”. Fenomeno sportivo e mediatico come forse nessun altro in Italia in questo momento, Federica Pellegrini si prepara a concludere la sua incredibile carriera nel migliore dei modi possibili. L’appuntamento olimpico, da dodici anni a questa parte, non le ha riservato le stesse soddisfazioni dei Mondiali e degli Europei e questo piccolo neo l’ha spinta a non fermarsi dopo Rio, ad affrontare altre due sfide da cui è uscita campionessa mondiale con in mezzo quel famoso anno semi-sabbatico, a impostare un nuovo ciclo olimpico, insomma, che si concluderà a Tokyo 2020. Incontrandola tra un impegno e l’altro, leggete cosa ci ha raccontato.-taglio-

Prima dello sport parliamo di Italia’s Got Talent, anche quest’anno sei tra i giudici... com’è andata?

“Direi bene, o meglio... spero bene! In realtà, ad essere sincera, non pensavo di essere così tesa come lo scorso anno e invece è stato praticamente uguale se non peggio. Ogni volta che mi siedo lì, dietro quella scrivania, affiancata da persone decisamente esperte rispetto alla sottoscritta, mi sento le farfalle nello stomaco. È incredibile come le persone siano in grado di trasmetterti delle emozioni così forti, anche quest’anno ci sono delle esibizioni durante le quali è impossibile non commuoversi. Mi stupisce sempre la passione delle persone, le loro storie, la loro forza, questo mi fa capire che qualcosa di buono nel mondo c’è, ed è bello che le persone entrino in contatto con tutte queste incredibili realtà. Inoltre, sono stata molto contenta di essere stata riconfermata anche per questa nuova edizione, significa che nonostante sia impacciata riesco a far arrivare un po’ di me a chi mi guarda.”

Quest’anno c’è anche la new entry Joe Bastianich, com’è lavorare con lui?

“Eh, Joe – sospira ndr. È una persona incredibile. Non so se ti è mai capitato di vedere qualcuno e senza conoscerlo, di esserti fatta una determinata idea sul suo carattere o il suo modo di fare... ecco, questo è quello che avevo fatto io con Joe; pensavo fosse un tipo un po’ sulle sue, il classico americano. Invece, ho scoperto che dietro a quella faccia tosta si nasconde una persona super simpatica e soprattutto empatica! E poi lui aveva già avuto esperienza in tv quindi subito è stato in grado di ‘amalgamarsi’ al nostro gruppo di matti!”

Sei stata eletta come una delle sportive più influenti di questo decennio, come ci si sente?

“Vecchi! – ride ndr. No, scherzi a parte, è un grandissimo onore per me perché significa essere stata in grado di raggiungere grandi obiettivi non solo durante le gare, ma anche fuori dalla vasca. Se ripenso a quando ho iniziato, non avrei mai immaginato di arrivare fin qui... è una sensazione stranissima, un mix tra nostalgia e soddisfazione. È bello vedere tutte le giovani atlete che mi chiedono consigli sugli allenamenti, su come affrontare le proprie paure; essere un punto di riferimento è una grande responsabilità, però io mi sento in grado di sostenere questo ruolo e soprattutto ho la voglia di trasmettere ai giovani quelli che sono i valori fondamentali nello sport e nella vita in generale.”

Che rapporto ha con il suo passato? C’è qualcosa che non rifaresti?

“Beh, il rapporto che ho con il mio passato lo definirei molto interiore e riflessivo. Posso dire che sono cresciuta e che quindi ho imparato dagli errori, ma nonostante ciò non rinnego niente e sono contenta delle scelte che ho fatto anche se poi non si sono rivelate le migliori. Dico questo perché sono convinta che le scelte che ho fatto prima mi hanno aiutato dopo. Se proprio dovessi scegliere una cosa da non rifare, penso che forse avrei dovuto continuare a seguire Philippe Lucas (suo ex allenatore, ndr) l’anno delle Olimpiadi di Londra 2012.”

Passiamo adesso alla domanda che ti faranno tutti fino al prossimo agosto: Tokyo 2020. Come ti stai preparando?

“Sono carichissima! Mi sto allenando molto intensamente, ma ho ben a mente qual è il mio obiettivo e per questo mi sento molto determinata. A differenza delle Olimpiadi scorse, sono certa che affronterò questa competizione con maggiore consapevolezza e, sembrerà assurdo, anche con meno stress. Ormai il mio l’ho fatto, quindi entrerò in vasca con la voglia di vincere canalizzando tutti gli sforzi e le paure in maniera positiva. Non vedo l’ora di gareggiare e di vivere l’atmosfera olimpionica che, si sa, è davvero speciale. Spero di poter ‘concludere’ il mio sogno come si deve, ed è bellissimo avere il supporto della gente!”

Quindi hai deciso: dopo Tokyo...

“Dopo Tokyo si vedrà! Lo so, ho detto che mi ritirerò ma potrei anche cambiare idea. Per uno sportivo smettere è come rompere col tuo moroso dopo anni ed anni di relazione, una convivenza e magari anche dei figli. Dire stop è complicato, anche perché gli equilibri della tua vita cambiano, così come le priorità. È vero, ci sono anche tanti pro, tipo avere più tempo libero e potersi concedere qualche ‘sfizio’ in più, però ci vuole del tempo per abituarsi ad un nuovo stile di vita ed io non so se sono pronta a tutto questo.” Okay, allora non pensiamoci. Non resta che farti un enorme in bocca al lupo! “Esatto. Crepi il lupo!”

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"È bello vedere tutte le giovani atlete che mi chiedono consigli sugli allenamenti, su come affrontare le proprie paure; essere un punto di riferimento è una grande responsabilità"

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