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Fabrizio Salce

di Silvia Giordanino e Gloria Ferrari

Numero 211 - Giugno 2020

Attraverso un singolare menù raccontiamo l'universo giornalistico di una delle più importanti firme del food italiano, la cui ricetta vincente anche dopo tanti anni è sempre la stessa : essere "curiosi ed ingenui"


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“ANTIPASTI” Quattordici anni e già a lavoro a Torino in un programma radiofonico relativo alla sveglia del mattino. Altre primizie sono date da lavori in teatro con Margherita Fumero e Claudia Penoni.-taglio- Lo accoglie anche il mondo del calcio, partecipando al primo programma in cui ebbe inizio la lunga carriera di Simona Ventura (“Calcio Fun”). Gli “affettati” sono rappresentati da lavori eseguiti nei vari ritiri delle principali squadre di serie A: Juve, Inter, Milan, eccetera. Tenendo conto che Fabrizio è anche un ottimo degustatore di vini e un convinto assertore dei sapori italiani, proponiamo di accompagnare gli antipasti con dei bianchi secchi: Pinot bianco, Chardonnay e Erbaluce di Caluso.

“PRIMI PIATTI” L’agricoltura e l’enogastronomia si insinuano pian piano nella sua vita Un mix di stimate strutture televisive italiane e straniere brama la sua presenza: Stream News, Stream Verde, Gambero Rosso, Rai World, Rai Expo e Mediaset Lo stesso fanno le riviste: La Madia, Terre del Vino, l’Imprenditore Agricolo, e altre Attualmente collabora con una quindicina di siti e portali web italiani ed esteri; da più di un anno segue alcuni servizi legati ai prodotti tipici per la trasmissione TV “Eat Parade” di Rai Due e di recente frequenta il programma “Mi manda Rai Tre”. Bagnare il tutto con un classico Chianti Gallo Nero o i grandi rossi strutturati dell’Astigiano e dell’Albese

“SECONDI PIATTI” Gli “arrosti e relativi contorni” degni di un grande chef di fama internazionale, sono rappresentati dal programma “Agrisapori” di cui ha condotto oltre 750 puntate, mentre per Rai Expo ha curato più di cinquanta servizi sulle eccellenze italiane destinate al pubblico cinese. Con gli arrosti e la cacciagione non possono mancare l’aristocratico Barbaresco e il Barolo (il vino dei re e il re dei vini).

“FRUTTA & DESSERT” L’offerta è ricca di svariati sapori: il pellame, l’arte orafa, la pietra vulcanica, i caffè storici e le auto di Pininfarina. Innumerevoli articoli per le riviste di settore, l’imprenditoria agricola, servizi T.V. e radio. Consigliato abbinare le più prestigiose marche di Asti spumante. Dopo aver stilato un ricco menù, mentre gustiamo il caffè e il classico “grappino”, o un più profumato e signorile cognac, prendiamo atto che abbiamo avuto la fortuna di incontrare Fabrizio Salce. Si tratta di una delle firme più conosciute nel comparto del giornalismo alimentare, come attestano i numerosi premi che gli sono stati assegnati. Una vera e propria “eccellenza” italiana. Partiamo dall’attualità. Come sta reagendo il mercato alimentare davanti ad una pandemia mondiale? “Credo ci siano mondi separati. C’è la grande distribuzione con i prodotti di sempre, i marchi della potente industria alimentare. Poi c’è il pianeta prodotti tipici, peggio ancora se di nicchia. In questo caso non è crisi, ma disastro per molti. I prodotti di quel genere sono tutti messi male e alcuni potrebbero rischiare di morire. -taglio2-Per quanto riguarda il vino è chiaro che se non si riesce ad esportare la situazione diventa drammatica. Noi come consumo interno ne beviamo veramente poco rispetto a quello che produciamo. Io personalmente in questo periodo sto scrivendo diversi articoli relativi a svariate realtà produttivi al fine di incentivare le vendite direttamente dalle cantine.” Come unisci giornalismo e passione per l’enogastronomia? “Mi piace molto farlo, amo raccontare, utilizzo termini semplici di facile comprensione per tutti, scendo poco nel tecnico, preferisco trasmettere emozioni e dire ciò che io in prima persona ho vissuto e, chiaramente, assaggiato. Mi innamoro della gente che produce più ancora che del prodotto; hanno tutti una storia alle spalle ed è bellissimo quando riesci a fartela raccontare in modo da poterla proporre a chi legge. Cosa ti piace di più del tuo lavoro? “Ricordo un bellissimo complimento che mi fece Jose Rallo delle Cantine Donnafugata durante un Vinitaly: ‘Fabrizio è un uomo affidabile!’. Un buon giornalista deve sempre essere curioso, sempre, anche con il passare degli anni, curioso e ingenuo. Quando affronti un argomento che hai già affrontato mille altre volte fallo sempre come fosse la prima, chiedi e richiedi, c’è sempre qualcosa da imparare e che non conosci. Accompagnaci in un piccolo tour enogastronomico dell’Italia, immaginario, partendo dai tuoi viaggi reali... “Partiamo dalla Sicilia. Il vulcano, il mare, il sole, il vento, la fatica dell’uomo, il Vino, un viaggio tra le vigne, curiosità e sapori, per poi correre dritti verso la Puglia, in Salento dove l’acqua del mare è limpida, dove la cucina è gustosa, dove la storia abbraccia la modernità. Soprattutto, dove la “Gente” vi abbraccia. Ci si tuffa nell’olio che sfrigola, quello delle Marche, dove per un’ottima e originale Oliva Ascolana, parlo di quella farcita, bisogna utilizzare solo ed esclusivamente la Cultivar “Oliva Tenera Ascolana del Piceno”, magari da accompagnare con la Focaccia di Recco, in Liguria. L’impasto non viene lievitato e si lavora in due sfoglie molto sottili che a loro volta vengono farcite con formaggio fresco a pasta molle di latte vaccino fresco pastorizzato. Come non passare dalla Lombardia, regione in cui si produce uno dei Caviali più pregiati al mondo. Gustatelo al naturale, in purezza, e poi al cucchiaio come appetizer con blinis e créme fraiche, con un uovo sodo o sulla burrata. Anche se ora non possiamo viaggiare se non con l’immaginazione, è un momento storico in cui solo il gioco di squadra può risultare utile, stare insieme e lavorare all’unisono: per tornare ad abbracciarci!”





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