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ENRICO PAPI

Generazioni a confronto

di Gennaro Santarpia

Numero 179 - Luglio-Agosto 2017

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A cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, il quiz musicale “Sarabanda” era un appuntamento fisso. A vent'anni dalla prima puntata, il programma è ritornato con il divertentissimo Enrico Papi diventato ormai il simbolo di una generazione


In molti non credevano ad un suo possibile ritorno in televisione, o meglio, alla possibilità che potesse nuovamente conquistare lo stesso successo di vent’anni fa. E invece, Enrico Papi, è tornato più in forma che mai! L’abbiamo visto neanche un mese fa alla conduzione della nuova edizione del famosissimo quiz “Sarabanda”, che debuttava sugli schermi di Italia 1 nel lontano 1997. La sua è stata una scommessa, ovviamente vinta, perché il pubblico italiano gli ha dimostrato ancora una volta grande affetto, infatti, le nuove puntate di “Sarabanda” hanno registrato un audience degno di nota e ben oltre le aspettative. Come se non bastasse, in questa fase di “rinnovamento” Enrico Papi ha deciso di incidere una canzone (tormentone) scritta in collaborazione con Danti, rapper e cantautore, prodotto da Marnik e i Widemode. Il singolo è uscito insieme ad un video, diretto da Mauro Russo e girato a Roma. Nella canzone ci sono riferimenti a Sarabanda e la coreografia è un mix di tormentoni, personaggi famosi interpretati da Papi e ballerini guidati da Simone Baroni. Papi ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di buttarsi nel mondo della musica, ma l’idea di incidere questo brano per ironizzare sulla vita e prenderla sempre in allegria gli è piaciuta fin da subito. Insomma, un fiume in piena che non vuole assolutamente fermarsi. Noi l’abbiamo incontrato per farci raccontare tutti i retroscena di questo grande ritorno.

Lo scorso mese sei ritornato in tv con lo storico show “Sarabanda”, a conti fatti, qual è il bilancio di questa “nuova” avventura?

“Ottimo! Sicuramente essermi reso conto di non essere cambiato nello spirito e nel mio modo di fare televisione, è stato gratificante e necessario per me stesso! Proprio come vent’anni fa, durante le nuove puntate di ‘Sarabanda’ sono stato spensierato e mi sono divertito tanto. Certo, inizialmente c’era il dubbio sulla risposta del pubblico, ma la televisione non è poi cambiata così tanto quindi Sarabanda non ha fatto altro che portare una ventata di nostalgia positiva.” -taglio- Ci sono state però delle novità...

“Ovvio. Abbiamo inserito il fattore social, e poi abbiamo cambiato la struttura del programma, o meglio, i campioni storici di Sarabanda si sono sfidati con dei concorrenti nuovi, dei talenti fortissimi che abbiamo trovato alle selezioni e che hanno dato del filo da torcere ai nostri eroi! Un confronto generazionale divertente, soprattutto se si pensa che quando l’uomo gatto vinceva a ‘Sarabanda’ questi ragazzi avevano appena una decina d’anni!”

Nonostante hai sempre dichiarato di voler riportare “Sarabanda” in tv, come mai è passato tutto questo tempo prima che il progetto potesse nuovamente prendere forma?

“Eh, bella domanda! Devo premettere che ho sempre avuto l’idea di un quiz musicale al passo con i tempi, il ritorno di ‘Sarabanda’ voleva essere un modo per poter dimostrare che questo genere ha ancora qualcosa da dire e per fortuna così è stato! Inoltre, ha sancito il mio ritorno in tv dopo tanto tempo. Pensavate che mi fossi levato dalle scatole, ma amo troppo questo lavoro e quindi ne valeva la pena mettersi in gioco.”

Hai pubblicato anche un singolo “Mooseca” che è diventato virale in poco tempo e dove ti auto-etichetti “quello di Sarabanda”...

“Si – ride ndr - questo è un programma che mi sono cucito addosso, che ho creato e plasmato dall’inizio. Quando mi chiedono se possa essere condotto da qualcun altro io rispondo di sì, ma non potrà mai essere come l’originale, con la stessa sinergia fra me e il pubblico a casa. Sono quelle scintille che non puoi creare in laboratorio. Quindi non mi dispiace affatto essere riconosciuto come ‘quello di Sarabanda’.”

Ci sarà un’altra serie di puntate quindi?

“Al momento no, ma vista la risposta davvero positiva del pubblico mi piacerebbe ritornare ad avere un mio spazio nel palinsesto Mediaset. Staremo a vedere, mai dire mai...”

Più in generale, cosa pensi della tv di oggi?

“Penso che abbia sempre gli stessi personaggi e gli stessi prodotti. Può un conduttore pensare di essere sempre a tempo indeterminato? C’è chi non si sposta, chi non lascia neanche le chiavi del camerino per paura che gliele freghino. Oggi la gente ha bisogno di persone che si rimettono in gioco, senza il timore di fallire. È necessario ritrovare l’entusiasmo di un tempo.” Dalle tue parole si evince la grande passione che metti in quello che fai, ma perché per un periodo hai scelto di “ritirarsi”? “Beh, in primo luogo perché ho scelto di fare il papà e poi andandomene non ho fatto dispiacere nessuno, anzi, ho liberato un posto! Mi sono goduto i miei due figli, ho fatto tutte quelle cose quotidiane che fino a quel momento mi stavo perdendo: primi passi, recite scolastiche e così via. Avevo bisogno di staccarmi dal mondo televisivo, e forse è stato un bene. Magari se fossi rimasto, non sarei stato poi così entusiasta nel ritornare! Reinserirsi in quest’ambiente non è semplice, molti mi hanno detto che mi sarei giocato la faccia, e quindi? L’importante è essere convinti nella vita e soprattutto professionali, posso avere milioni di difetti, ma se decido di fare una cosa mi impegno al 100%.”

Questo mese la nostra cover è sulle verità scomode che ognuno di noi dovrebbe affrontare prima o poi. Cosa ti farebbe paura ascoltare

“Beh, difficile dirlo, a nessuno fa piacere ascoltare verità scomode. Non mi sono mai posto questo quesito. Forse, se un giorno qualcuno mi dicesse che non sono stato un buon padre, lì mi sentirei davvero male. Come ho detto prima, ho deciso ad un certo punto di dedicarmi alla famiglia e fallire sarebbe davvero un brutto colpo.”

Hai altri progetti futuri?

“Assolutamente si. Non posso ancora anticipare nulla, ma ho un po’ di cose in pentola. Sento di essere finalmente ritornato in pista! È quello di cui avevo bisogno.”

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“Il ritorno di ‘Sarabanda’ voleva essere un modo per poter dimostrare che questo genere ha ancora qualcosa da dire e per fortuna così è stato!”

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