il potere dei ricordi nel Natale degli adulti
Il Natale non è soltanto luci, regali e tradizioni. È soprattutto un ritorno — consapevole o meno — a ciò che siamo stati. Ogni anno, quando l’atmosfera delle feste avvolge le nostre città, sono i ricordi a prendere il sopravvento: quelli felici di chi ha vissuto un’infanzia serena, ma anche quelli più dolorosi di chi associa il periodo natalizio a mancanze, conflitti o solitudine. -taglio- La memoria emotiva diventa così protagonista assoluta del nostro benessere, modellando le nostre aspettative e influenzando profondamente il modo in cui viviamo le festività da adulti. Perché alcuni attendono con gioia questo momento dell’anno, mentre altri desiderano soltanto che passi in fretta? Cosa accade nel nostro cervello quando un profumo, una musica o una luce ci riportano indietro nel tempo con sorprendente intensità? Per rispondere a queste domande, abbiamo dialogato con il Dott. Michele Canil, psicologo a Treviso, che ci ha guidati alla scoperta del legame profondo tra memoria, emozioni e Natale. Un’occasione per comprendere meglio come i ricordi dell’infanzia continuino, anche oggi, a parlare dentro di noi — e come prendersi cura di quella voce possa aiutarci a vivere le feste con maggiore equilibrio emotivo. Nel suo lavoro clinico, quanto ritiene che i ricordi del Natale vissuto in infanzia influenzino l’esperienza emotiva del Natale in età adulta? Il Natale è una festa particolare in cui tutti i bambini hanno più o meno consapevolezza che si festeggia la famiglia. Spesso, è motivo di tristezza per le persone la cui infanzia non è stata permeata da sufficienti capacità genitoriali affettive o ambientali. I ricordi del Natale in infanzia tornano sovente nella nostra mente e spesso le emozioni associate sono proprio quelle legate a ciò che abbiamo vissuto ed allo stato d’animo che abbiamo attraversato. Tendenzialmente, le famiglie che propongono un attaccamento sicuro come stile genitoriale tendono a mettere in salvaguardia da diverse patologie mentali. Da un punto di vista psicologico, in che modo le emozioni vissute nei primi anni di vita — gioia, attesa ma anche delusione — condizionano la rievocazione degli stessi ricordi nel presente? Le emozioni provate nella prima infanzia influenzano molto i momenti del presente perché rievocano momenti simili; la nostra memoria e il nostro cervello infatti lavorano molto per associazione. Quanto possono stimoli sensoriali come profumi, suoni o luci del Natale attivare ricordi intensi? Può spiegare il ruolo delle “scintille mnestiche” nel recupero della memoria emotiva? Spesso, sogni, profumi, luci ma anche altri stimoli funzionano da innesco per la nostra memoria. In particolare potremmo citare i profumi perché sono, anche dal punto di vista anatomico, molto vicini ai centri della memoria. Il clima natalizio è connotato in modo molto preciso e questo tendenzialmente è un forte rievocatore. -taglio2- Le festività natalizie possono accentuare vulnerabilità psicologiche. In quali casi nostalgia e memoria rischiano di incidere negativamente sul benessere emotivo durante questo periodo? E’ fatto noto in ambito psichiatrico come l’impatto delle feste natalizie sul benessere sia molto diverso tra persone che rivivono sostanzialmente un’infanzia serena e persone che invece hanno un innesco domestico di situazioni difficili e comunque negative. Infatti alcune patologie, come la depressione o i disturbi borderline di personalità, tendono a peggiorare durante le feste natalizie. Chi tende ad avere ricordi associati al Natale può mettere facilmente in atto comportamenti di evitamento proprio per evitare di ripiombare in certi stati d’animo. Può capitare che ricordi dolorosi legati al Natale riemergano con emozioni intense: quali strategie di evitamento osserva più frequentemente nei pazienti che hanno vissuto Natali difficili? Quando rievoci momenti natalizi felici, senti un miglioramento dell’umore o una dissolvenza dell’effetto emotivo con il tempo? (→ fenomeno del “fading affect bias”) Una dissolvenza dell’effetto emotivo con il tempo è abbastanza difficile poiché si tende a permeare aspetti più negativi che positivi. Per quanto riguarda i ricordi positivi del Natale: secondo la sua esperienza, riviverli può migliorare l’umore o prevale nel tempo una maggiore persistenza delle emozioni negative? I ricordi idealizzati modificano proprio perché sono un’alterazione mnestico-emotiva laddove la percezione non è assolutamente detto che sia aderente ai fatti, ma bensì una rielaborazione di ciò che desideriamo. Quanto gli “occhiali rosa” del ricordo idealizzato possono alterare la percezione del Natale presente, creando aspettative emotive poco realistiche? Può succedere che vi siano dei flashback dovuti all’associazione del Natale ai colori e all’atmosfera che va a crearsi che per alcuni è negativa.