logo-coverstory

EMANUEL CASERIO

Talento e determinazione

di Tommaso Martinelli

Numero 226 - Dicembre-Gennaio 2021-2022

albatros-emanuel-caserio

É uno degli attori più richiesti da televisione, cinema e teatro. Merito della poliedricità di Emanuel Caserio, che passo dopo passo sta costruendo un percorso professionale in perenne ascesa.


Emanuel, ormai sei uno dei volti più amati del Paradiso delle signore. Quanto ti sta dando, in termini professionali, questa esperienza? Mi sta dando molto più di ciò che mi sarei mai aspettato, devo tanto al Paradiso e a chi mi ha permesso di farlo. Un grazie speciale però lo devo al pubblico che mi segue e che ogni giorno, anche grazie ai social, mi dimostra il suo affetto. In cosa ti somiglia il tuo personaggio? In cosa, invece, è lontano anni luce? Salvatore è un ragazzo spontaneo e buono, io sono molto simile a lui su questo. Facilmente mi si può ferire, proprio perché metto il cuore in tutto ciò che faccio. In cosa è lontano? È troppo geloso ed a tratti "bigotto". Io sono estremamente diverso su questo aspetto. L’aneddoto più divertente finora avvenuto sul set? Tutte le scene che faccio con Pietro Genuardi. Ultimamente siamo colpiti da una maledizione: quando iniziamo a ridere non finiamo più. Spesso dobbiamo stoppare le scene perché non riusciamo a trattenerci e non riusciamo ad andare avanti. Poi quando esageriamo però, il regista richiama l'attenzione e proseguiamo. Lavorando anche per il cinema, quali sono le principali differenze riscontrate tra piccolo e grande schermo? È una questione di tempistiche. In un progetto come Il Paradiso delle Signore i ritmi sono serratissimi. In una giornata portiamo a casa nove scene (circa 45 minuti di girato). Questi ritmi sono impensabili per il cinema. Devo dire che questa pero, è la miglior scuola per imparare a stare sul set. Oltre al Centro Sperimentale metto sempre "il Paradiso delle Signore" nella mia formazione. E con il teatro? Ho fatto pochissimo teatro, ho sempre amato la macchina da presa. Mi crea meno imbarazzo del pubblico, con lei riesco a farmi capire meglio. Il regista da cui moriresti dalla voglia di essere diretto? E i colleghi con cui ti piacerebbe condividere il set? Sicuramente Virzi, Luchetti, Sorrentino, Garrone, Dolan, Tarantino. Troppi? Colleghi invece, Favino, Lo Cascio, Germano, anche se con Elio ho già lavorato in "In arte Nino" e tutti quelli oltreoceano. Pensi mai a un eventuale proseguimento della tua carriera all’estero? Al momento no, voglio proseguire nel mio paese. Per l'estero chi lo sa, un domani forse. Per ora però voglio dare tutto alla mia Italia. Quali ricordi conservi della tua gavetta? Tante paure, pianti, fatica accompagnati da tenacia, impegno e dedizione. Senza dubbio rifarei tutto il percorso che ho fatto con tutte le difficoltà del caso. Senza difficoltà non si cresce. Senza cadere non si impara. Non si gioisce alla vittoria se non si conosce la sconfitta. Queste tre frasi me le ripeto sempre come una preghiera.

ads-publicità


Booking.com

Booking.com