Luca Nobis e Roberto Gualdi presentano il loro nuovo lavoro “Echos de bazar”, intimo ed elegante
Dalla sinergia del talento di Luca Nobis e Roberto Gualdi, rispettivamente chitarrista e batterista tra i più apprezzati e attivi nel nostro Paese, nasce “Echos de bazar”, un interessante nuovo album. Lo stile, la personalità e il vissuto di Nobis e Gualdi trovano terreno d’incontro in undici composizioni originali che miscelano colori, culture e atmosfere variegate. Un racconto musicale volto all’inclusività e alla libertà espressiva.-taglio- “Echos de bazar”. Perché la scelta di questo titolo e concettualmente come vuole tradurre la musica del disco? LN – “Il titolo nasce da un’immagine semplice: un luogo vivo, pieno di passaggi, colori, storie diverse che si sfiorano. Gli echi sono ciò che rimane dentro dopo aver attraversato quel movimento.” RG – “Ci piaceva l’idea di un “bazar musicale” all’interno del quale si potevano trovare stili e atmosfere diverse in completa libertà.” Il vostro linguaggio musicale attraversa confini tra jazz, world music e sperimentazione. Qual è stato il punto di incontro principale tra le vostre visioni artistiche durante la lavorazione del progetto? LN – “Io e Roberto abbiamo trovato un terreno comune nel gesto semplice, nel togliere invece che aggiungere. Quando ci si incontra davvero come persone, la musica arriva già pronta, senza bisogno di accordarsi troppo.” RG – “A mio avviso l’aspetto veramente importante è che il tutto è nato e stato sviluppato in modo estremamente naturale senza forzature o compromessi.” Molti brani sembrano costruiti su dialoghi ritmici e melodici molto spontanei. Quanto spazio ha avuto l’improvvisazione nella creazione dei pezzi e quanto invece la composizione strutturata? LN – “C’è sempre una struttura di base, essenziale, come una soglia. Da quella soglia ci muoviamo in libertà. Alcuni brani nascono da improvvisazioni catturate sul momento, altri da idee piccole sviluppate insieme. La composizione più strutturata è derivata solo da tre brani miei già esistenti che abbiamo comunque rivisto per renderli efficaci anche in duo.” RG – “Più che improvvisazione la chiamerei composizione estemporanea. Nel disco possiamo trovare tre tipologie di brani: tre brani precedentemente composti da Nobis e adattati per il duo, alcuni brani composti in studio e altri completamente improvvisati e registrati.”-taglio2- Dal punto di vista sonoro, la produzione di “Echos de bazar” è estremamente curata. Ci potete raccontare qualcosa sulle scelte tecniche — strumenti, registrazione, collaborazioni — che hanno definito il sound del disco? LN – “Abbiamo scelto di registrare in modo molto naturale, privilegiando l’ambiente, il legno degli strumenti, l’aria tra i suoni. Niente sovraccarichi, niente suoni ‘costruiti’.” RG – “Direi che un valore aggiunto di grandissimo livello è stato Alessandro Marcantoni che ha registrato, mixato e masterizzato il disco. Alessandro non è solo un fonico è un prezioso alleato.” Il disco sembra avere un filo narrativo che accompagna l’ascoltatore in un viaggio. C’è un tema o un’idea centrale che unisce i vari brani? LN – “Ogni brano è una piccola scena, un incontro, una traccia che rimane.” RG – “Personalmente penso che il filo narrativo fosse non avere un filo narrativo, come girare per un bazar senza sapere di preciso che cosa comprare.” “Echos de bazar” segna un punto di arrivo o un punto di partenza? In che direzione pensate evolverà la vostra ricerca musicale dopo questo progetto? LN – “Quando suoniamo, sento che le possibilità sono ancora tante, ancora aperte. Questo progetto non chiude, apre. Finché ci sarà quella scintilla, continueremo a seguirla. Il viaggio continua in modalità “apertura”.” RG – “Oserei direi arrivo e partenza. Per noi era importante un disco che sancisse l’esistenza e la stabilità del duo e del progetto, detto questo la volontà è di crescere sia dal punto di vista del live che dal punto di visa discografico con future pubblicazioni.”