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Disposofobia

di Marco Zorzetto

Numero 246 - Dicembre-Gennaio 2024

Nel tessuto complesso delle nostre vite quotidiane, c'è un fenomeno che sta emergendo sempre più chiaramente: la "disposofobia", una condizione caratterizzata dalla mania di accumulare cose.


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Accumulare oggetti può sembrare una reazione normale al consumismo moderno, ma quando questa pratica si trasforma in una vera e propria mania, gli effetti diventano profondi e duraturi.-taglio-

Cos'è la disposofobia e in che modo può influenzare la vita di una persona?

E' un disturbo che mette la persona nelle condizioni di aver timore di sbagliare una certa azione. Sostanzialmente, al giorno d'oggi viene espressa come accumulo compulsivo di oggetti: come si vede in qualche trasmissione televisiva che ha messo in luce questo disturbo, chi ne soffre vive in condizioni igieniche precarie e vive in situazioni difficili. L'accumulo compulsivo è un tipo di patologia che per lo più riguarda la sfera psicotica, quindi pazienti con patologie croniche, ma anche in alcuni casi quella nevrotica.

Quali sono le possibili cause della disposofobia?

Vi sono diverse cause, tra cui la paura di perdere la propria indipendenza, le proprie risorse. In generale c'è un retro-pensiero di tipo inconscio in cui la persona soffre il timore della perdita poiché il trauma da perdita si proietta anche sugli oggetti. L'essere umano infatti riflette spesso sugli oggetti sentimenti ed emozioni che fanno parte del proprio io.

Come si manifesta la disposofobia nel comportamento quotidiano di un individuo?

Nel quotidiano la persona tende ad accumulare, in alcuni casi provando anche molta vergogna; tende a conservare cibo, scatole, qualsiasi cosa possa avere una qualche utilità presunta o reale. Talvolta questa condizione è associata a cleptomania (tendenza a rubare fuori dal proprio controllo) piuttosto che ad una tendenza all'introversione ed altre caratteristiche di personalità particolari. Generalmente sono persone che hanno un profilo di socializzazione molto basso.

Quali sono le principali differenze tra la disposofobia e la raccolta compulsiva?

La differenza è nei termini ma nella realtà dei fatti, da un punto di vista clinico, si parla sempre di accumulatore compulsivo. La paura di compiere delle scelte sarebbe più specifico per questo termine, ricordando che la parola “scelta” significa “taglio” quindi rinuncia a qualcosa; rimanda pertanto al concetto di perdita, come abbiamo detto.-taglio2- Spesso può essere associata anche a disturbi dell'alimentazione, come obesità importanti dietro a cui si nascondono uno o più traumi, come confermano molti studi.

Quali problemi emotivi o psicologici possono derivare dalla disposofobia?

I problemi emotivi sono la difficoltà a rendere accessibile la propria casa, l'accumulo diventa un bisogno vissuto in modo intimo, una dipendenza, una compulsione a cui si fa fatica a resistere. La persona accumula oggetti perché probabilmente ha difficoltà ad accumulare “relazioni” significative.

Quali strategie terapeutiche o di intervento possono essere utilizzate per affrontare la disposofobia?

Le strategie terapeutiche sono la psicoterapia, la terapia EMDR, la farmacoterapia correlate a tutti gli aspetti educativi e comportamentali di contenimento.

Come può la disposofobia influenzare le relazioni interpersonali di una persona?

Influenza le relazioni in primis perché si può creare una sorta di diffidenza verso l'altro, ma al tempo stesso un bisogno. Una persona può essere in conflitto quando soffre di disposofobia: generalmente se ne rende conto, a parte quando è associata ad una patologia cronica di tipo schizofrenico. Solitamente c'è timore nel parlarne, pertanto sarebbe utile che qualcuno se ne accorgesse ed accorresse in aiuto perché le persone che soffrono questo disturbo tendenzialmente hanno difficoltà a manifestare il proprio disagio.

Quali sono i sintomi fisici o psicologici comuni associati alla disposofobia?

I sintomi psico-fisiologici più comuni sono ansia intensa, disturbi psicosomatici quali tachicardia, tachipnea, insonnia, confusione nel pensiero, ansia generalizzata, disturbi bipolari o depressivi ed episodi maniacali.

Come può una persona riconoscere di avere la disposofobia e cercare aiuto?

Se la persona è cosciente e riconosce di avere questa compulsione, anche perché le viene fatto notare da qualcuno vicino a lei dal punto di vista relazionale, può contattare sicuramente il proprio medico di base per farsi consigliare il percorso di cura più adeguato.





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