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Dante tra le stelle

di Maria Paola Di Palma

Numero 218 - Marzo 2021

Compie 40 anni l’asteroide dedicato al sommo poeta, e di cose, da lassù, di certo ne ha viste tante…


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Nel mese di febbraio del 1981 Norman G. Thomas dall'osservatorio di Lowell, in Arizona, scova un “nuovo” asteroide e decide di battezzarlo come il Sommo Poeta, ovvero “Dante”. Un lontano puntino nel cielo celebra, quindi, il più grande tra i poeti e nel 700.mo anniversario dalla sua morte, compie o suoi 40 anni dalla scoperta.-taglio- Il piccolo asteroide, sette chilometri di diametro, vagava ignaro nei cieli dell’Arizona quando venne scoperto e battezzato come Dante Alighieri. Il pianeta venne avvistato agli inizi di febbraio del 1981 da Norman G. Thomas dell’osservatorio di Lowell. A parlarci del pianeta, l’astronomo Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project e Coordinatore per l’Italia di Asteroid Day. “Dante Alighieri è trasversalmente un gigante, la cui statura svetta sulla cultura dell’uomo a tutto tondo. Nelle sue opere egli ha tratto spunto non poco dall’astronomia del suo tempo” - afferma Masi – “Mi ha fatto particolarmente piacere che a dedicargli un asteroide, un pezzetto di quel cielo che Dante amava, sia stato un americano. Orbita intorno al Sole e, placidamente, il nome di Dante viene immortalato anche così”. Alla domanda se è possibile vederlo nel nostro cielo, Masi precisa: “Si tratta di un asteroide di diametro stimato di 7 chilometri, sta ora concludendo la sua stagione di visibilità. Io sono riuscito a catturare un’immagine con i miei telescopi, ne riparleremo poi nella seconda metà del 2021, quando si concretizza anche ufficialmente la ricorrenza della morte del Poeta”. Tra le curiosità c’è da rilevare che nel Canto I del Purgatorio, Dante cita la costellazione dei Pesci, che è proprio quella in cui il ‘suo’ asteroide si è trovato nel mese di febbraio… “Lo bel pianeto che d’amar conforta / faceva tutto rider l’oriente / velando i Pesci ch’erano in sua scorta.”-taglio2- C’è da sottolineare che Dante attinge moltissimo alla conoscenza scientifica del suo tempo. Aveva, infatti, una conoscenza amplissima su tutto, in molti suoi testi ci sono richiami espliciti o simbolici al cielo stellato. I Pesci sono la costellazione che cita nel Purgatorio, perché quelle deboli stelle venivano offuscate dal bagliore intenso di Venere. Curiosamente nelle notti di febbraio l’asteroide Dante (2999) si trova tra le stelle della costellazione dei Pesci. Norman G. Thomas è venuto, purtroppo, a mancare lo scorso anno, all’età di 90 anni, altrimenti sarebbe stato significativo un suo commento, considerato che oltre il pianeta “Dante” ne ha scoperti ben altri 54 di pianeti minori, numerati durante il 1964-1989. È importante ricordare che per confermare la scoperta di un pianeta, considerato che nel 99,9% si tratta di un corpo celeste già noto, bisogna aspettare di sapere che nessuno lo abbia già visto prima, avviare delle procedure presso il Minor Planet Center da cui si riceve una denominazione di base e aspettare, anche diversi anni, per sapere se effettivamente il corpo celeste sia nuovo. Dopo un certo numero di anni, all’asteroide viene dato un numero definitivo e solo allora lo scopritore può proporre un nome, motivandolo. Non possiamo, quindi, che ringraziare Norman G. Thomas per aver pensato al momento di battezzare la sua scoperta al nostro italico sommo poeta: “Dante Alighieri”.





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