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Con il sole dentro

di Lucia de Cristofaro

Numero 223 - Settembre 2021

Reazioni mentali e fisiche di un dramma


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Quando si attraversa un dramma la nostra mente, il nostro fisico ne è profondamente provato. Quando il dramma diventa collettivo si connota di due elementi che possono essere molto pericolosi: la “paranoia” o ai suoi antipodi, il “menefreghismo”. Questi due atteggiamenti contro il pericolo COVID 19, -taglio- che lì dove non ha contaminato i nostri corpi ha contaminato a volte le nostre menti, li abbiamo potuti toccare con mano, appena il via libera del colore giusto ci ha visti di nuovo tornare alla normalità. Ma si può davvero parlare di normalità? Gli eccessi, di chi continua a fare una vita ritirata e che schiva gli altri, seppure in sicurezza: vaccinazione presentazione del green pass, per paura del contagio, e di chi, invece, fregandosene rifiuta di vaccinarsi e ha abbandonato completamente ogni tipo di sicurezza sanitaria. Parlando dei no Vax, ebbene questi irriducibili, in verità mi sembra che sbandierino il loro principio di libertà, senza avere nessuna cognizione della pericolosità del loro atteggiamento, un principio che già era vacillante in altre campagne antivaccinali verso vaccinazioni infantili ormai diventate base di una vita comune in sicurezza per tutti ( non dimentichiamo le morti per banale morbillo di cui negli anni pre pandemia abbiamo dovuto leggere, a causa di mancata vaccinazione), figuriamoci davanti ad una pandemia come quella che ci ha colpiti. Certo le varianti del Virus che continuano a girare fanno riflettere sulla necessità di essere ancora cauti, ma di sicuro chi non si è sottratto alla vaccinazione, ha uno scudo protettivo maggiore anche verso le varianti. Tutti i se e i ma, che adducono i no Vax, hanno ben poche fondamenta scientifiche e inneggiare alla richiesta per una “Norimberga” per i virologi e governi, mi sembra, scusatemi, davvero fuori di testa. “La mia libertà finisce dove comincia la vostra.”, scriveva Martin Luther King. Essere liberi significa poter dire la propria opinione, sicuramente giusto in una società democratica, ma non significa poter ledere la libertà dell’altro di salvaguardare la propria salute e non vaccinarsi, ahimè, significa proprio questo. E allora consideriamo il COVID19 come una sfida e invece di litigare tra di noi, facciamo fronte comune contro il vero nemico IL VIRUS, potendo iniziare in tal modo a riprenderci il nostro presente e ritrovando il giusto ottimismo, che non deve mai mancare, nemmeno nella situazione più difficile. -taglio2-Grazie alla nostra mente che ha mille risorse possiamo trovare dentro di noi la giusta positività, la giusta speranza per cambiare in meglio il nostro modo di pensare. Se vogliamo ritrovare: positività, felicità e ottimismo, iniziamo ad adottare la mentalità giusta, trasformando il nostro modo di percepire la vita e sviluppando delle abitudini sane attente alla nostra salute e a quella degli altri. Essere spaventati per qualcosa che nessuno riesce a debellare definitivamente è normale, ma guardiamo il problema nel suo insieme e vedremo che fare fronte comune è un’ottima opportunità per imparare, crescere e cooperare. Non pensiamo a cosa può andare storto, iniziamo a guardare a tutto ciò che può andare per il verso giusto e focalizziamoci su tutti gli esiti positivi che siamo riusciti ad ottenere: la diminuzioni dei contagiati, la notevole diminuzione, per fortuna, delle morti, la realizzazione di un vaccino in pochi mesi, quando in altri momenti ci sarebbero voluti anni. Ecco cosa significa fare fronte comune, raggiungere risultati, certo non quell’azzeramento che tutti speravamo, ma comunque dei risultati positivi. Smettiamola di etichettare tutto ciò che ci circonda, dando giudizi sui diversi tipi di vaccinazione, o il rifiuto alla stessa, senza nessuna competenza di virologia o scienza applicata o medicina, solo perché abbiamo letto degli articoli di giornale. Impariamo a riflettere e soffermarci sulle cose, senza sparare a zero. Quando si trascorre più tempo a pensare ad episodi favorevoli, il cervello inizia a considerarla le priorità positive e felici. Siamo dunque grati di avercela fatta, siamo grati per essere riusciti a contenere il virus, di essere riusciti a trovare il vaccino, con un pensiero rivolto ai nostri fratelli che non hanno avuto la nostra stessa fortuna. Iniziamo a fare progetti, individuando le cose che riteniamo più importanti, ciò che desideriamo davvero, e dove pensiamo di vederci tra due anni o cinque, iniziamo a pensare positivo e la normalità sarà riconquistata, con qualche sforzo, ma riconquistata.





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