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Cominciare con la poesia

di Pasquale Matrone

Numero 222 - Luglio-Agosto 2021

Una poesia va ascoltata più volte. Contiene una musica particolare, una sua voce, in cui si alternano pause, toni; suoni, più intensi e più deboli; ritmi lenti, che invitano a riflettere, a meditare e dare forma ai crepuscoli e alla notte; e altri, allegri veloci, miscela di brio e di luce.


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Cominciare la giornata con la poesia. Sceglierne una, a caso; leggerla, percepirne, sia pure solo la superficie. Rileggere, poi, parola per parola. Alcuni vocaboli sono già noti; di altri appena s’intuisce il senso. Il vocabolario, poi, schiuderà universi impensabili, consentirà di scandagliare le parole; -taglio-fornirà strumenti nuovi per entrare nel mondo di chi ha scritto, svelandone intenzioni, codici, messaggio… Dopo aver percorso i sentieri segnati dai versi in silenzio, occorre ripercorrerli leggendo ad alta voce. Bisogna ascoltarsi e ascoltare l’intero “spartito” più volte, sino a quando si riesce a individuare un equilibrio tra la voce propria e quella ‘solo immaginata’ del poeta. L’operazione non tollera la fretta. Richiede esercizio, attenzione, concentrazione; impone di essere presenti a sé stessi; di fare, in piena consapevolezza, ciò che si sta facendo; di fermarsi un poco; di riappropriarsi del proprio respiro; di avere controllo pieno dei processi di ispirazione e di espirazione; di raggiungere il giusto equilibrio tra corpo e mente; di liberare i pensieri dal superfluo, di riscoprirsi creature nate per “sentire”; di ritrovare la propria particella d’infinito e di restituirle la naturale e perfetta sintonia coi battiti del cuore.-taglio2- Allenamento e fiducia nei risultati sono precondizioni indispensabili. Anche per la palestra funziona così. Il corpo si abitua a poco a poco, con gradualità, senza sottoporsi a sforzi scoraggianti e dannosi. Scaldare i muscoli, imparare a usare gli attrezzi, non perdere mai di vista il traguardo da raggiungere e cioè restituire al proprio corpo elasticità, funzionalità, tono, energia… Serve fare tutto questo per mettere a frutto la propria fatica. Cominciare la giornata con la poesia. Se possibile, svegliarsi presto, spalancare la finestra sulla vita e sul giorno appena nato; riempirsi i polmoni d’aria pulita; riflettere, sia pure solo per un attimo, sul miracolo di essere vivi… Allenarsi. Non perdere mai di vista il traguardo da raggiungere. E, subito dopo, aprire anima mente cuore libro e leggere, da ‘Il giardiniere’ di Tagore, i versi: “Le ore del mattino passano. L’acqua scura/ scorre/ Le onde ridono e sussurrano tra loro, / così, solo per gioco.”





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