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Christian Ginepro

Dolcezza e fantasia

di Teresa Pugliese

Numero 203 - Ottobre 2019

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Arriva a Milano “Charlie e la fabbrica di cioccolato”: certamente il musical dell’anno


Fantasia, magia, spensieratezza, colori e tanta dolcezza, sono questi gli ingredienti per un grande spettacolo che si prospetta essere l’evento dell’anno: “Charlie e la fabbrica di cioccolato”. Il musical basato sul romanzo di Roald Dahl che, dall’8 novembre, andrà in scena presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano. Lo spettacolo, nella sua versione originale inglese, ha debuttato nel 2013 a Londra con la regia di Sam Mendes, restando in scena per quasi 4 anni, e raggiungendo il più alto incasso settimanale nella storia del teatro inglese, per poi spostarsi a New York. Il volto che darà vita Willy Wonka italiano sarà Christian Ginepro attore di grande talento, interprete delle più grandi fiction italiane, da Sirene a Che dio ci aiuti fino ad arrivare a Don Matteo e Rocco Schiavone. Un onere ed un onore importante vestire i panni di un mito del cinema e del musical mondiale. Christian ci ha raccontato così questa meravigliosa esperienza.

Questo musical è una grande produzione, siamo agli stessi livelli americani ed inglesi? -taglio- “È una produzione da due milioni e mezzo, è come se fosse un quarto di una produzione di Broadway, in Italia è già qualcosa di straordinario. Questo ci avvicina sempre di più alle grandi opere americane, pur non avendo lo stesso pubblico e gli stessi mezzi.” Lo spettacolo è coprodotto dal comune di Milano, quanto è importante la collaborazione delle istituzioni nel mondo dell’arte? “È importantissimo, se ci fossero più aiuti a livello ministeriale sarebbe una grande cosa. Il comune di Milano va un po’ in controtendenza, questa è una città che ha ingranato una marcia diversa. C’è una grande capacità di rivalutare grandi spazi, come appunto la Fabbrica del vapore. Milano vive un piccolo rinascimento!”

La Fabbrica del Vapore, infatti, sarà trasformata in un teatro, che tipo di ambientazione sarà?

“Siamo contenti che la fabbrica del vapore sia diventata un polo di interesse; ha ospitato la mostra su Harry Potter, su Leonardo. Tutti hanno cominciato a conoscerla come un punto di riferimento sia nella città sia a livello nazionale. Verrà trasformata in un enorme spazio aperto all’interno del quale verrà costruito un teatro di settecento posti, uno spazio dove lo spettatore si troverà nel bel mezzo della Fabbrica di cioccolato.”

Quanto è importante proporre e riproporre questi spettacoli fantastici e fantasiosi, immergendosi in questi mondi meravigliosi?

“La parola immergersi è perfetta per uno spettacolo del genere, ci saranno effetti speciali che porteranno il pubblico sul palco ed il palco sul pubblico, ad esempio sarà allestito un ascensore di cristallo che volerà sulla platea: sembrerà di essere su un attrazione di Disneyland. -taglio2- il pubblico verrà immerso completamente in questa esperienza. La cosa bella di questo spettacolo, dopo aver fatto tante prove, è che portiamo in scena un messaggio con mezzi straordinari e con la formula adatta. Per questi spettacoli non c’è mai una ricetta ma una pozione, dove ogni ingrediente ti deve dare la possibilità di arrivare al tema principale dello spettacolo, che il pubblico percepisca senza neanche essersene accorto. Sono quegli spettacoli che poi ci bagnano gli occhi di lacrime di gioia o anche di dolore. Questo show tocca un grande tema che è quello dell’infanzia tradita, cosa che inevitabilmente tocca un po’ tutti noi.”

Tu interpreti Willy Wonka, che emozione ti da confrontarti con due grandi attori come Johnny Depp e Gene Wilder che hanno dato il volto a questo fantastico personaggio?

“I confronti a questi livelli sono difficili, anche perché per esempio Gene Wilder è un icona della mia infanzia, abbiamo due cose in comune, il fatto di avere i capelli ricci dietro e che entrambi abbiamo studiato il metodo Stanislavskij. Loro sono attori straordinari, per me più che un punto di arrivo è un premio meraviglioso. È come se il biglietto d’oro lo avessi vinto io. Ne ho fatti tanti musical da protagonista, così come tante fiction, ma il vero privilegio è quello di avere un pubblico in carne ed ossa.”

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