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Chagall – sogno d’amore

di Yvonne Carbonaro

Numero 199 - Maggio 2019

Alla Basilica della Pietrasanta a Napoli, la mostra che ha incantato Napoli, visibile fino alla fine di giugno


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A Napoli nella magnifica e antichissima Basilica della Pietrasanta, per anni abbandonata e chiusa, poi restaurata e adibita a Museo e sede espositiva di importanti mostre, fino a giugno 2019 ha luogo la fantastica esposizione organizzata da Arthemisia, da non perdere assolutamente: “Chagall - sogno d’amore”, curata da Dolores Durán Úcar. Didascalie ampiamente esplicative e audioguida aiutano nella comprensione della mostra aperta anche ai bambini. Si tratta di 150 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, divise in sezioni che evidenziano le caratteristiche della formazione ebraica russa del pittore: il villaggio natio, le feste e le tradizioni; poi il rapporto con il mondo culturale di Parigi; -taglio- la Bibbia come ispiratrice di tanta sua poesie e arte; le riflessioni sull’uomo, la natura e gli animali e dunque la piacevolissima serie di illustrazioni in bianco e nero delle favole di La Fontaine; il circo da lui tanto amato in quanto luogo della fantasia e dell’illusione e, infine, l’AMORE. L’amore che è stato il filo portante della sua vita e della sua produzione artistica e che è per lui un fiume che proviene da Dio e che informa tutte le cose. I riferimenti alla sua lunga e appassionata storia d’amore per Bella sono una costante in tante sue raffigurazioni in cui la moglie è spesso rappresentata in abito da sposa. Chagall, bielorusso nazionalizzato francese, a causa delle persecuzioni naziste si rifugia in America dove Bella muore. Torna in Francia nel 1948, nel 1950 sposa Vava con cui ritrova la serenità e per la quale scrive: “Con te io sono giovane. Quando laggiù gli alberi minacciano e il cielo vanisce in lontananza i tuoi occhi mi toccano.” Pur avendo avuto intense frequentazioni con gli artisti delle avanguardie del ‘900, non aderisce a nessuna di queste creando una sua poetica e suo mondo espressivo -taglio2- assolutamente onirico e fantasioso: “surreale”, in cui come nei sogni e nelle fiabe tutto può accadere. Si può volare, gli animali possono essere visti a testa in giù, e possono essere verdi o rosa, la slitta può vagare nel cielo di un villaggio innevato. Un mondo di mazzi di fiori variopinti, di violini e caprette, di casette nello sfondo dipinte come farebbe un bambino. Sì perché Chagall vuole rappresentare il mondo con gli occhi, il cuore e lo stupore di un bambino, pure là dove il dramma epocale delle terribili vicende del secolo gli straziano l’anima. Il senso lirico di Chagall è in quel suo mondo fantastico eppure legato a fatti concreti, immaginario eppure popolato da persone vere che egli ama, irreale eppure scaturito dalla realtà. Un mondo colorato in cui spesso dominano campiture in azzurro e in rosso e il cromatismo dei fiori inneggia alla gioia di vivere, laddove sfondi plumbei manifestano invece dolore e raccapriccio. Un pittore originale, la cui estetica fuori del comune e le cui particolarissime peculiarità espressive hanno incantato l’Europa e l’America facendone uno degli artisti più noti e più amati del secolo scorso e di tutti i tempi.





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