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Carlo Conti

La famiglia al centro

di Tommaso Martinelli

Numero 221 - Giugno 2021

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Tra ricordi, successi e tante emozioni, i suoi “primi sessant’anni” li ha sentiti volare via. Ma per lo showman toscano “questo non è che l’inizio…”


È il volto di punta della TV di Stato e qualunque programma decida di condurre, puntualmente, si trasforma in un grande successo di ascolti e di gradimento. Quando si chiede, però, a Carlo Conti quale sia l'obiettivo più importante tra tutti quelli finora raggiunti, lui non ha dubbi: la costruzione di una famiglia tutta sua. Sposato alla costumista Francesca Vaccaro, che sette anni fa lo ha reso padre del piccolo Matteo, lo showman di origini toscane, che di recente abbiamo visto alla guida di Top10, trasmissione in onda ogni venerdì in prima serata su Rai1, ci racconta il suo periodo d'oro. Carlo, lo scorso 13 marzo hai compiuto sessant'anni. Che effetto ti ha fatto? “Ritengo sia una vera e propria fortuna avere l'opportunità di poter compiere trent'anni per la terza volta. È così che mi sento (sorride, ndr). Non posso che considerare questi sessant'anni un traguardo importante, raggiunto in un periodo della mia vita in cui sono molto felice.” Tracciamo un bilancio di questi tuoi "primi" sessant'anni... “Il bilancio è senza dubbio positivo perché in tutti questi anni, sia dal punto di vista umano che professionale, ho raccolto delle grandissime soddisfazioni, impegnandomi e muovendomi sempre con grande onestà. Di questo ne vado fiero.” C'è un periodo della tua vita che, in particolare, che ricordi con più emozioni? “Sicuramente quello attuale, specialmente da un punto di vista privato. Non smetterò mai di ripetere che uno dei traguardi più importanti che sono riuscito a realizzare, sul fronte personale, è quello di essere riuscito a costruire una famiglia.” Ricordi legati al passato? “Ne ho bellissimi tantissimi legati agli anni che vanno a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta e del mio debutto in Rai. Anni bellissimi, durante i quali ho provato delle straordinarie emozioni e che mi hanno arricchito a livello interiore.” Ultimamente il direttore di Rai1 Stefano Coletta ha dichiarato che, oltre che sui volti storici della rete ammiraglia, continuerà a puntare anche su personaggi più giovani... “Ritengo sia giusto che in Rai si trovi spazio anche per dei volti nuovi. D'altra parte, anni fa, è la stessa opportunità che abbiamo avuto noi che a nostra volta, gradualmente, abbiamo preso il posto di quei colleghi considerati grandi senatori del mondo della televisione. È giusto che ci sia spazio per tutti.” Di recente, su Rai1, hai condotto ogni venerdì sera il programma Top10, incentrato su classifiche di ogni genere nel segno dell'attualità e della memoria... “Dopo la prima edizione, andata in onda lo scorso anno subito dopo il primo lockdown, in vista di queste sei nuove puntate abbiamo deciso di realizzare delle classifiche di ogni genere, facendo leva sulla curiosità che da sempre caratterizza gli italiani. Oltre alle consuete hit-parade, ce ne saranno altre legate al costume e alle abitudini. Lo scorso anno questa scelta ci ha regalato delle grandi soddisfazioni: di conseguenza non ci resta che sperare che anche questa volta ne arrivino altrettante.” In un primo momento, però, sembrava che il programma dovesse andare in onda il sabato sera su Rai1. Poi, invece, la scelta finale è ricaduta sul venerdì... “Vi confesso che il mio primo pensiero è andato a mia moglie, Francesca, che è una fan di Pio e Amedeo (padroni di casa di Felicissima sera, in andato in onda in contemporanea su Canale5, ndr).” Generalmente con quale spirito affronti le sfide? “Non le vivo mai con uno spirito negativo. Neanche quando lo scorso anno decisero di mandare in onda proprio il venerdì in prima serata Amici di Maria De Filippi, ho vissuto con lo stato d'animo di dover andare contro qualcuno (Conti per due puntate ha condotto La Corrida, poi interrotta a causa dell'emergenza Coronavirus, ndr). Non vivo questo tipo di tensione perché resto dell'idea che gli ascolti siano importanti nel nostro lavoro ma, nonostante questo, non mi angosciano. Lo scorso anno, per esempio, quando ho condotto la cerimonia di premiazione dei David di Donatello, gli ascolti furono decisamente bassi. Ma nonostante quell'8% di share, non ho provato angoscia.” Hai dichiarato, infatti, in più di un'occasione, di essere stato comunque felice di averlo fatto... “Sì perché il fatto di essere riusciti comunque a costruire quell'evento e a andare in onda in un modo del tutto inedito (a causa della pandemia, tutti gli artisti coinvolti si collegarono dalla propria abitazione, ndr) fece sì che le soddisfazioni fossero maggiori rispetto a tutto il resto...”

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