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Capolavoro universale

di Michela Secci

Numero 232 - Luglio-Agosto 2022

Fino al 20 settembre presso il Castello di Clos Lucé in esposizione il “San Girolamo” di Leonardo da Vinci


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Un’esposizione-evento del capolavoro incompiuto del genio del Rinascimento il « San Girolamo » sarà esposta dal 10 giugno al 20 settembre 2022, nel Castello di Clos Lucé dove visse gli ultimi anni della sua vita. I Musei Vaticani hanno prestato questo capolavoro di Leonardo di cui l’autenticità non è stata mai contestata.-taglio- La sua firma è indelebile, infatti il maestro ha sfumato il colore con le dita, lasciando le impronte digitali sulla tela. Non si sa se Leonardo abbia iniziato l'opera su commissione o per uno studio sul tema biblico, come è incerta la sua datazione. Alla presentazione per la stampa internazionale Francois Saint Bris, la cui famiglia è proprietaria del Clos Lucé ha dichiarato « Abbiamo quest'opera qui per cento giorni". Cosa rappresenta per Lei quest’opera a Clos Lucé ? “È un immenso onore per noi e una grande emozione per la nostra azienda culturale di poter accogliere questo capolavoro del genio toscano, nel luogo dove ha vissuto i suoi ultimi anni, cinquecento anni fa. È un prestito eccezionale delle Collezioni Pontificali. Si tratta del solo capolavoro di Leonardo che si trova nei Musei del Vaticano e viene a Clos Lucé cinque secoli dopo l’arrivo di Leonardo che portò con sé tre dei dei suoi capolavori: la Gioconda, Sant’Anna e San Giovanni Battista, attualmente esposti al Louvre. Alla presentazione è presente anche Barbara Jatta la direttrice dei Musei del Vaticano dal 2017. È la prima donna della storia a ricoprire questo incarico. Con grande affabilità risponde alle mie domande.” Ricopre un incarico molto importante… qual è il suo percorso professionale? “Sicuramente è un privilegio. Sono laureata in Storia dell’Arte. Ho lavorato in diversi musei italiani e poi ho lavorato per 20 anni nella biblioteca vaticana. -taglio2- E adesso ricopro questa carica da cinque anni e mezzo.” Quanti visitatori hanno i Musei del Vaticano? “Adesso è difficile dirlo, dopo la pandemia. Nel 2019 abbiamo raggiunto quasi 7 milioni.” Cosa rappresenta per lei questo capolavoro di Leonardo? “Rappresenta uno scambio culturale e artistico ma anche uno scambio di evangelizzazione da portare in un territorio come la Touraine e come la Valle della Loira. La raffigurazione di San Girolamo, uno dei grandi padri della Chiesa, è un bellissimo esempio di capolavoro che coniuga la storia, l’arte ma anche la fede È stato un grande traduttore in latino della Bibbia dal greco e dall’ebraico, Sicuramente è una figura che non va dimenticata. Il fatto poi che lo abbia dipinto Leonardo lo rende ancora di più eccezionale.” È complicato far uscire questo capolavoro dai Musei del Vaticano? “Assolutamente sì. Ci vuole una copertura notevole. Una grande sicurezza e passaggi burocratici a livello nazionale e internazionale. Chiaramente l’opera è seguita 24 ore su 24. Durante il trasporto è stata seguita dalla polizia italiana e poi quella francese fino all’arrivo a Clos Lucé. Tutte le garanzie della buona accoglienza dell’opera hanno convinto che era una bellissima possibilità di accettare questo prestito. È l’unico dipinto di Leonardo che abbiamo nei Musei Vaticani e lo abbiamo prestato con grande piacere. La nostra missione è di trasmettere l’eredità e la memoria di San Girolamo.”





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