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Cambiamenti epocali all’orizzonte?

di Lucia de Cristofaro

Numero 200 - Giugno 2019

Un’epoca dove ambiente, società, politica, cultura sono smossi continuamente da situazioni al limite...


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Un’epoca dove ambiente, società, politica, cultura sono smossi continuamente da situazioni al limite, a volte, dal fantascientifico o da grotteschi quadri distopici, non si può fare a meno di chiedersi quale posizione assumere, quale atteggiamento adottare di fronte a tutto ciò, quali strumenti utilizzare per affrontare il cambiamento e indirizzarlo verso il migliore dei futuri possibili. Sarà la “Singolarità Tecnologica” a caratterizzare il nostro futuro? -taglio-Possibile, come afferma il futurologo Ray Kurzweil, che descrive la “Singolarità tecnologica”, come un cambiamento dettato dalla tecnologia, in grado di sconvolgere la nostra realtà in pochissimo tempo. Tale visione prevede che nel 2045, l’intelligenza artificiale avrà superato di gran lunga l’intelligenza umana e la robotica, la realtà virtuale e quella aumentata, avranno plasmato e modificato il nostro modo di vivere, creando un mondo non più paragonabile a quello cui siamo abituati. La resistenza all’inevitabile cambiamento dettato dall’evoluzione umana può rappresentare spesso un ostacolo, invece che un punto di forza, se l’uomo invece di analizzarlo e quindi indirizzarlo verso una condizione positiva del reale, lo affronta con: scontrosità, indifferenza, ipercriticità non costruttiva, forse semplicemente perché spaventati e quindi incapaci di guardare oltre. E’ necessario invece andare oltre, valutando quando il cambiamento sia necessario, anche in relazione alla quotidianità. Ma come si fa a guardare oltre? I passi opportuni sono certamente la comprensione della natura della -taglio2-resistenza all’innovazione, la condivisione, l’approccio alla novità e al contributo per il miglioramento generale e particolare, l’informazione corretta circa i benefici, l’attenzione ai dettagli. In definitiva, a guardar bene, la situazione cambiamento appare meno complicata di quello che si pensa, dove ad essere al centro sono gli aspetti sociali, relazionali, motivazionali ed emotivi che guidano l’innovazione. Pertanto è proprio a livello mentale che si deve lavorare e lo si deve fare in maggior ragione molto anticipatamente, andando ad incidere sugli aspetti della cultura, sulla motivazione e sulla condivisione dei valori, nonché dell’obiettivo finale da raggiungere unitariamente. Sono convinta che una resistenza oppositiva al futuro che incalza e alle innovazioni tecnologiche e non, non sia possibile, perché il mondo ci ruota intorno e cambia, indipendente dalla nostra volontà, possiamo però con le nostre idee e il nostro contributo intellettuale far sì che questa innovazione sia a misura d’uomo e che non dimentichi mai la dimensione culturale e sociale della persona come componente primario e destinatario di tutto ciò che accade al mondo.





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