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Binomio Contemporaneo

di Lucia de Cristofaro

Albatros 182 - Novembre 2017

I due concetti di caos e di ordine descrivono, a prima vista, due situazioni opposte, delineando anche le caratteristiche di ognuno di noi e di vite a volte vissute agli antipodi.


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I due concetti di caos e di ordine descrivono, a prima vista, due situazioni opposte, delineando anche le caratteristiche di ognuno di noi e di vite a volte vissute agli antipodi. In realtà i due aspetti coesistono, perché esiste dell’ordine nel caos e del disordine nell’ordine. Infatti mentre i veri dati casuali rimangono dispersi in una confusione indefinita, il caos (deterministico e strutturato) attrae i dati in un ordine invisibile che attiva solo alcune possibilità, delle molte del disordine.-taglio- Molti scienziati studiando il caos si sono accorti che forse lo stesso nome non è adeguato, perché il termine “caos”, a livello etimologico, è legato a “casualità”, ma tali processi caotici producono splendidi edifici complessi senza casualità, strutture ricche, nonché belle, ovvero quegli schemi “predefiniti”, ma armonici con ciò che ci circonda. Non possiamo non prendere in considerazione il fatto che è l’organizzazione che dà forma, nello spazio e nel tempo, ad una realtà nuova: il sistema. È l’organizzazione che produce un ordine conservativo della stessa. In pratica la relazione ordine/organizzazione è di tipo circolare, seppure il disordine non è eliminato dall’organizzazione e permane nel sistema, quindi, accanto ad un “principio d’organizzazione”, esiste un “principio di disorganizzazione” che ci ricorda. Nessuna cosa organizzata, nessun essere organizzato può sfuggire alla degradazione, alla disorganizzazione, alla dispersione, ogni sviluppo e ogni informazione conserva il suo aspetto entropico. A volte un solo piccolo dettaglio insignificante può determinare e modificare la vita o la storia umana, come recita la filastrocca: “Per colpa di un chiodo si è perduto lo zoccolo; per colpa dello zoccolo si è perduto il cavallo; per colpa del cavallo si è perduto il cavaliere; per colpa del cavaliere si è perduta la battaglia; per colpa della battaglia il re ha perduto il suo regno.”... o la metafora di Edward Lorenz : “Il minimo battito d’ali di una farfalla può causare un uragano all’altra parte del mondo.” Ecco che la scienza, la filosofia entra nella quotidianità modificando le vite di tutti noi, perché sono-taglio2- le piccole scelte di ogni giorno che determinano di fatto l’intera nostra esistenza. A volte non sappiamo nemmeno dare una spiegazione del perché decidiamo di andare a piedi al posto dell’auto, determinando ad esempio un incontro inaspettato, oppure perché decidiamo di cambiare strada e senza accorgercene ci ritroviamo in un luogo sconosciuto. Forse chissà nella teoria degli antipodi, nella teoria del caos, c’è spazio anche per la teoria del sesto senso, o meglio il potere dell’intuizione, quel pensiero irrazionale che giungendoci direttamente dal subconscio ci porta a fare scelte apparentemente senza alcuna credibilità. L’intuizione di fatto si colloca nella sfera di quel “Battito d’ali” che determina l’uragano, causa-effetto, un sapere non acquisito ma innato sin dalla nascita in ognuno di noi. Seguire l’intuizione per molti potrebbe significare un azzardo, ma quale scienziato, quale filosofo, quale inventore, non ha dovuto attingere proprio da un’intuizione improvvisa e inaspettata, la soluzione che cercava. Immergiamoci dunque in un presente caotico e ordinato allo stesso tempo, facciamo attenzione ai piccoli segni quotidiani al centro del pensiero “effetto farfalla”, e impariamo a fidarci delle nostre intuizioni, lasciandoci andare accettiamo i piccoli e i grandi cambiamenti, come qualcosa di positivo che spingendoci fuori dalla routine ci pone di fronte a momenti di vita caotici, disordinati, inaspettati, ma che portano in sé la certezza di farci sentire vivi e sempre in gioco.





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