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Arte, salute e benessere

di Silvia Giordanino

Numero 268 - Marzo 2026

Di grande rilievo il nuovo progetto sperimentale dell’ASLTO3 che unisce cultura e sanità


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Prendendo spunto da Oulx è nato il museo “Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura” il nuovo progetto sperimentale dell’ASLTO3 che porta la prescrizione sociale dentro i Musei, -taglio- trasformando l’arte in un alleato concreto per la salute e il benessere psicofisico dei cittadini. Il progetto, ideato dal personale infermieristico è frutto del lavoro che riunisce MMG, infermieri, psicologi, personale amministrativo, operatori della S.S. Promozione della Salute, insegnanti, artisti e realtà del territorio. Per la capitale piemontese i musei coinvolti sono di grande importanza. Nel progetto sono stati coinvolti due partner culturali di eccellenza, che hanno sede nel territorio dell’ASLTO3: il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, già partner dei percorsi “Passeggiarte” e delle iniziative legate ai gruppi di cammino e all’allattamento materno, e la Reggia di Venaria, sede della grande Festa della Nascita e luogo privilegiato per attività dedicate ai primi 1000 giorni di vita. Il progetto prevede per i pazienti coinvolti visite guidate, laboratori, storytelling corporeo, medicina narrativa e attività esperienziali pensate per attivare emozioni, memoria, movimento e relazioni. Il percorso si rivolge a persone in situazioni di fragilità come adulti e anziani soli, persone con ansia o fragilità psicologiche, con disabilità intellettive lievi, a rischio di isolamento sociale o pazienti con patologie croniche o vulnerabilità sociali. Il medico individua il possibile fruitore e, attraverso la ricetta bianca, ne prescrive l’inserimento nel progetto, con prenotazione presso il Cup del Polo Sanitario. L’équipe che segue il progetto compone piccoli gruppi di persone e li accompagna presso i musei, -taglio2- dove personale dedicato organizza visite guidate e laboratori specifici. Il progetto prevede inoltre un monitoraggio clinico, a cura dei sanitari, e la valutazione finale dei risultati. Sono due le realtà culturali di eccellenza, come il Castello di Rivoli e la Reggia di Venaria che offrono la propria collaborazione, dando concretezza all’idea inclusiva, di superamento del modello tradizionale di cura, che è il cuore e il fondamento del progetto. Così il Museo Benessere si inserisce positivamente come iniziativa sperimentale nella riconsiderazione del ruolo dell’arte nella società di oggi. L’arte è un’esperienza in grado di incidere sulle dimensioni cognitive, emotive e relazionali dell’individuo con la collaborazione del’ASLTO3. Tali esperienze positive coinvolgono ogni fascia di età che incoraggiano a proseguire in questa direzione. “Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura” è denominato nel comunicato congiunto dell'ASLTO3 e delle Regge Sabaude, un concreto alleato per il benessere psicofisico dei cittadini. Questo nuovo progetto, che ha visto coinvolti attivamente i Medici di Medicina Generale, poiché sono loro infatti che, accanto alle consuete indicazioni terapeutiche, possono prescrivere ai pazienti, attraverso una vera e propria “ricetta bianca”, visite museali e attività artistiche, inserendole all’interno dei percorsi di cura. È la cosiddetta “Prescrizione sociale”, una forma di intervento con cui gli operatori sanitari mettono i pazienti in contatto con servizi non sanitari della comunità, per migliorare la salute ed il benessere, con un approccio olistico alla cura e incentrato sulla persona. È scientificamente provato che le esperienze culturali attivano meccanismi psicologici, biologici e sociali che agiscono su più livelli: individuali, di gruppo e comunitari, favorendo benessere, partecipazione e inclusione. Alla luce di queste evidenze, la prescrizione sociale permette di accostare l’arte ai percorsi di cura, offrendo strumenti non farmacologici utili a contrastare ansia, isolamento, depressione lieve-moderata, fragilità sociali e patologie croniche. Un approccio pienamente coerente con il nuovo modello di Casa di Comunità, fondato su prossimità, partecipazione e salute integrata. Il medico individua il possibile fruitore e, attraverso la ricetta bianca, ne prescrive l’inserimento nel progetto, con prenotazione presso il Cup del Polo Sanitario. L’équipe che segue il progetto compone piccoli gruppi di persone e li accompagna presso i musei, dove personale dedicato organizza visite guidate e laboratori specifici. Il progetto prevede inoltre un monitoraggio clinico, a cura dei sanitari, e la valutazione finale dei risultati.





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