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Aristotele e il principio di non contraddizione

di Alfredo Salucci

Numero 222 - Luglio-Agosto 2021

Il principio di non contraddizione è uno dei principi fondamentali della logica che Aristotele ha riportato nel IV libro della Metafisica.


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In questo libro lo stagirita affronta il tema degli assiomi. Per assioma si intende un principio evidente di per sé, non dimostrabile, un qualcosa che non ha bisogno di spiegazioni giacché è una verità manifesta. Quanti sono i principi assiomatici? Sono tanti, basti pensare all’aritmetica. Un esempio per tutti: la somma di 1 più 1 è 2, -taglio- nessuno direbbe che non è così. Ecco, questo è un assioma. Bene! Ma che cosa c’entra il principio di non contraddizione con tutto il resto? C’entra giacché il principio di non contraddizione è il primo degli assiomi, e attesta che nello stesso momento e nello stesso modo la proposizione A non può essere anche non-A. In pratica non posso affermare che nello stesso istante una data proposizione e il suo contrario sono entrambe vere, ad esempio non posso asserire che nello stesso momento Giovanni è più alto e più basso di Antonio. Una delle due affermazioni è falsa. Quanti di noi avranno pensato, superficialmente, quando hanno studiato per la prima volta il principio di non contraddizione, che per un principio così evidente, un assioma, non c’era bisogno della testimonianza di un filosofo di tanto prestigio. Confesso che anche io non avevo considerato l’importanza della cosa e la necessità di sottolineare con forza questo principio. Poi, mi sono reso conto che è un principio di vitale importanza che bisogna conoscere fin da piccoli e tenere sempre presente. Cosa che ci evita da una parte di cadere in ingenue contraddizioni, dall’altra di essere ingannati con discorsi demagogici che mutano nell’arco di pochissimo tempo e a seconda dell’uditorio. In pratica Aristotele ci ha fornito una formidabile arma, la logica, per non soccombere dinanzi al primo imbonitore di idee che ci dovesse capitare. Così, da quando ho avuto contezza del principio di non contraddizione, ho cominciato a fare attenzione e a prendere nota di quanto veniva detto o scritto, non solo da personaggi importanti e accreditati, ma anche da persone comuni. Ebbene, con sorpresa, a volte con amarezza, ho avuto modo di constatare come il principio di non contraddizione è spesso completamente ignorato. -taglio2- Sottoporre al vaglio del principio di non contraddizione quello che sentiamo, leggiamo o vediamo ci permette anche di stanare quelli dicono una cosa e ne fanno un’altra, e ci consente di identificare coloro che pretendono di insegnarci come si ci deve comportare per essere delle persone oneste e rispettose, mentre loro fanno spudoratamente il contrario.
È bene, a questo punto, ricordare che il principio di non contraddizione non si applica a chi attraverso l’esperienza fatta negli anni o grazie allo studio ha cambiato opinione. Commetteremmo un grave errore. In questo caso, anzi, bisogna apprezzare lo sforzo di quanti rivedono al meglio le proprie idee e correggono i propri errori. Conosciamo bene il detto che: “solo gli stupidi non cambiano idea”. Ossia quelli che ritengono che non mutando parere restano coerenti per tutta la vita. Dopo quanto ribadito, penso che sia opportuno prendere in seria considerazione la logica aristotelica, proposta oltre venti secoli fa, e applicarla correttamente e costantemente. Ci sentiremo, così, meno in balia dei vari retori e sofisti di turno che incontriamo, nostro malgrado, quotidianamente a cominciare dal luogo di lavoro. Inoltre avremo anche modo di apprezzare ancora di più le tante persone che si propongono nel modo corretto e senza inganni.
Continuerò a prendere nota di quanti ignorano o, maliziosamente, fingono di ignorare il principio di non contraddizione quando parlano, quando scrivono o per come si comportano, per smascherarli. Invito anche voi a fare la stessa cosa. Sono certo che le sorprese non mancheranno.





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