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Amare il teatro

di Maresa Galli

Numero 202 - Setembre 2019

È iniziata da poco la nuova stagione del Teatro alla Quercia del Tasso, che promette di fare faville


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I turisti ed i romani amano la passeggiata del Gianicolo, magari partendo da Porta San Pancrazio, al fresco di alberi centenari che raccontano vicende storiche e poetiche. Famosa è la quercia del Tasso, dove il poeta, ammalato, a 51 anni, durante l’ultimo mese di vita, sedeva a meditare, iniziando “la sua conversazione con il cielo”. E tante furono le visite di Giacomo Leopardi alla quercia, anche lui attratto dall’incanto del luogo. Proprio sotto l’albero, in onore di Torquato Tasso, i religiosi dell’ordine di San Filippo Neri (lo stesso Santo si recava nel luogo di contemplazione) edificarono un anfiteatro dove ancora oggi si tengono spettacoli teatrali. Dal 1965 l’anfiteatro è la sede stabile de “la Plautina”, la compagnia teatrale diretta dall’attore e regista Sergio Ammirata che mette in scena spettacoli di autori classici e contemporanei. -taglio- “La proposta progettuale 50 Stagione alla Quercia del Tasso. Mezzo secolo di Teatro” – spiega Ammirata – mirano a coinvolgere e ad accogliere un pubblico eterogeneo in una serie di iniziative che rispondono a gusti ed esigenze di più target di riferimento. Il programma comprende il teatro di prosa, quello musicale, il canto lirico, le attività di formazione e di animazione per i piccoli, la poesia internazionale, la presentazione di un libro, l’esibizione di un coro polifonico e un’iniziativa a tutela dell’ambiente con il WEEC network internazionale”. Lo spettacolo, in scena fino al 3 settembre, è “Càsina” di Plauto, interpretato e diretto da Sergio Ammirata con un eccellente cast composto da Enrico Pozzi, Elisabetta Centore, Tania Lettieri, Vittorio Aparo, Amedeo D’Amico, Hèléne Olivi Borghese. La commedia, conosciuta anche come "La ragazza dal profumo di cannella", è l’ultima delle opere di Plauto. -taglio2- “Cercan due schiavi di sposare la medesima fanciulla. A fare il proprio gioco spinge l'uno il vecchio, l'altro il figlio. Serve il vecchio la fortuna, ma lui cade in un inganno Infatti, al posto che con la fanciulla, celebra le nozze con un uomo Nel letto gli entra e l'altro picchia lui e il fattore Al figlio Càsina, scoperta libera, va in sposa”. Questa, in versi, la trama della commedia che porta l'attenzione dello spettatore sull' “illusione”. Un grande lavoro che ricorda come Plauto sia stato uno dei più importanti e prolifici autori dell’antichità, capace di influenzare profondamente il teatro occidentale, ispiratore di drammaturghi del calibro di Shakespeare, Molière e Beaumarchais. E di far divertire il pubblico con sapienti trovate, con l'umorismo dei personaggi e delle situazioni, con una lingua ricca di sfumature.





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