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ALICE URCIUOLO

di Maresa Galli

Numero 226 - Dicembre-Gennaio 2021-2022

Alice Urciuolo, classe ’94, è un’affermata sceneggiatrice, tra le autrici della serie di successo “Skam Italia” (Netflix, TIMvision e Cross Productions) e al lavoro su altri progetti internazionali


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Alice Urciuolo, classe ’94, è un’affermata sceneggiatrice, tra le autrici della serie di successo “Skam Italia” (Netflix, TIMvision e Cross Productions) e al lavoro su altri progetti internazionali. Come sceneggiatrice Urciuolo ha intervistato molti teen ager, e l’ascolto dei giovanissimi le ha dato il là per scrivere “Adorazione”, -taglio-suo debutto narrativo. Il libro è un romanzo corale che mostra la vita di cinque ragazzi di 16 e 18 anni immersi nella realtà soffocante di Pontinia, un piccolo centro della provincia di Latina. Le loro esistenze saranno sconvolte dall’omicidio di una coetanea, Elena, uccisa dal fidanzato, Enrico, folle di gelosia che non accetta di essere lasciato. Come spesso accade in questi casi, la violenza e i modi arroganti del giovane sono sottovalutati dai coetanei, dall’intera comunità. Un anno dopo i giovani, tutti amici di Elena, si confrontano, interrogandosi, e i drammi dell’età adolescenziale diventano un percorso condiviso e doloroso di crescita. L’amore, il tradimento, il disagio, la richiesta di affetto, di comprensione, sono le fasi che attraversano tutti gli adolescenti. “Si parla sempre di adolescenza come de “il tempo delle mele”, ma io credo che sia un periodo caratterizzato da molti dolori e da molte oscurità, ed erano proprio quelle oscurità ad interessarmi”, spiega l’autrice. Il suo sguardo sull’effetto del femminicidio sulle giovani coscienze che amplificano le emozioni sono lo specchio della cultura circostante, dei modelli errati di comportamento, di controllo asfissiante della vita delle proprie compagne, di “toxic masculinity”, di banalità del male, sempre evitabile. La scrittrice indaga con grande introspezione l’universo giovanile, la vita della provincia,-taglio2-le sue regole non scritte da infrangere per ritrovare se stesse. Le ragazze, vere protagoniste del romanzo, scoprono il desiderio e ce la metteranno tutta per rompere gli schemi, anche se ciò provoca incertezza nel loro futuro. I ragazzi appaiono spaesati, privi di punti di riferimento, di risposte adeguate, condizionati quanto le coetanee da stereotipi e disvalori. Gli adulti, ancor più colpevoli, non aiutano i giovani a superare il dramma di Elena, parlando di sfuggita della “brutta cosa che è successa”. Il “senso del luogo” è uno degli elementi fondamentali del racconto fatto di intensi dialoghi, osservazione della realtà, indagine sulle relazioni familiari e sociali. “La provincia di Latina non è affatto l’unico posto d’Italia che deve ancora fare i conti con quel passato fascista, ma di certo è il posto d’Italia dove quel passato non puoi dimenticarlo, perché ce l’hai costantemente sotto gli occhi – afferma l’autrice - le architetture, le strade, i palazzi, è ovunque”. Il linguaggio è quello dei ragazzi del 2020: restituisce sincerità e verità. È difficile oggi ricevere un’educazione sentimentale: tutto nella angusta vita di provincia suggerisce ai giovani di vergognarsi dei desideri, di percorrere strade nuove e rischiose. Se solo la realtà fosse stata più aperta al dialogo, solidale, presente, avrebbe consentito ai giovani di elaborare, attraverso il confronto, le proprie emozioni e iniziare, finalmente, a cambiare registro.





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