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ALESSANDRO SIANI

Vi faccio un REGALO

di Maria Paola Di Palma

Numero 205 - Dicembre 2019

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La sua è una comicità contagiosa, di quelle alle quali è impossibile resistere. L’attore campano ritorna nelle sale con un film divertente ma allo stesso tempo ricco di morale


Negli ultimi cinque anni Alessandro Siani ha compiuto una grande crescita artistica, che l’ha portato a calcare palcoscenici molto importanti e migliorare le sue (già) grandi doti di Show man, comico, attore e regista. Se pensate che ha iniziato la sua carriera nell’ormai lontano 1995, quando poco più che ventenne faceva già ridere tutti al laboratorio Tunnel Cabaret, storico locale di Napoli. L’anno di svolta, però, è certamente il 2003, quando Siani partecipa alla trasmissione di RaiDue “Bulldozer” nella quale interpretava uno dei suoi ruoli più celebri: Tatore. Il suo personaggio ha ottenuto subito un buon successo e approvazione a livello nazionale, tant’è che da quel momento ha iniziato a girare la Penisola in lungo e in largo strappando una risata anche ai più scettici. Che Alessandro Siani facesse strada, era cosa scontata; anche perché la sua è una satira travolgente alla quale è impossibile resistere, e soprattutto il pubblico ricorda almeno una delle sue battute, a dimostrazione del fatto che si tratta di veri e propri tormentoni che negli anni non sono scemati, anzi si sono consolidati come pezzo della comicità italiana. Nel 2013 Siani aggiunge un’altra “skills” al suo già ricco portfolio: debutta alla regia con il film “Il principe abusivo”, pellicola ambientata a Napoli. Tra gli attori troviamo Christian De Sica, Serena Autieri e Sarah Felberbaum. Il film si rivela un grande successo al botteghino, registrando un incasso di quasi 15 milioni di euro. Dopodiché, è la volta della regia teatrale con la commedia “Benvenuti in casa Esposito”, scritta con Paolo Caiazzo e Pino Imperatore e liberamente tratta dall'omonimo romanzo bestseller di Pino Imperatore. L’anno successivo è la volta del suo secondo film alla regia, dal titolo “Si accettano miracoli” al quale segue qualche anno dopo “Mister Felicità”. Questo 2019, invece, si chiuderà certamente in bellezza per Alessandro Siani, infatti è nelle sale con il film “Il giorno più bello del mondo” e lo ritroveremo il giorno di Natale in diretta su Sky Uno per uno spettacolo imperdibile.

Partiamo subito dallo spettacolo di Natale, che andrà in onda su Sky, dal titolo “Stasera felicità”. Come mai hai scelto questo giorno?

“Perché amo il Natale, e non vedo l’ora di poter condividere il mio entusiasmo con il pubblico che sarà presente in sala e (si spera) anche a casa. Diciamo che già il titolo parla molto chiaro: ‘Stasera felicità’... mi piacerebbe che anche solo per un’oretta e mezzo le persone potessero dimenticare i problemi e godersi i vari sketchs che ho preparato.”

Ci saranno molti ospiti...

“Sì, più che ospiti preferirei chiamarli amici. Tutte le persone che parteciperanno a questo show, hanno accettato perché mi vogliono bene, perché nutrono stima nei miei confronti ed avevano piacere a trascorrere una serata in mia compagnia. Pensa che anche chi fisicamente non potrà essere presente, in un modo o nell’altro ci sarà!”

Ci puoi anticipare qualche nome?

“Ci sarà Clementino, Gigi&Ross, Rossella Brescia... e poi guardatevi lo spettacolo! – ride ndr.”-taglio-

Passiamo ora al film che attualmente è nelle sale “Il giorno più bello del mondo”. Nella pellicola c’è molta magia... qual è “l’incantesimo segreto’ nel tuo lavoro?

“Sicuramente come prima cosa, la scelta di professionisti eccellenti che possono quindi sopperire ad alcune mancanze che ammetto di avere come regista. La strada è ancora lunga da fare in questo senso, ed accetto un aiuto quando questo è sincero. Poi, in ogni lavoro che faccio non devono mai mancare le risate e le emozioni: questi due elementi messi insieme difficilmente possono non suscitare qualcosa nel pubblico.”

A proposito di crescita professionale, come senti di essere cambiato dagli esordi fino ad oggi?

“Diciamo che sono cambiato e non. Nel senso che sicuramente sono maturato molto, però ammetto di non aver mai perso quella fantasia propria più dei bambini che degli adulti. Nonostante il mio percorso non sia stato sempre rose e fiori, io non ho mai affrontato le difficoltà con rabbia o ansia, anzi ho indossato il mio sorriso migliore ed ho sempre continuato per la mia strada. Inoltre, da quando mi cimento anche a fare il regista, mi rendo conto di tanti piccoli particolari che riguardano questo lavoro, che prima non sapevo nemmeno esistessero. Ecco, forse il vero cambiamento è avvenuto quando sono passato anche dietro la telecamera. Approcciare al ruolo di regista ha affinato le mie capacità empatiche e la mia attenzione nei confronti delle piccole cose.”

Anche in questo tuo ultimo film, durante le riprese, non sono mancati momenti di pura improvvisazione: i tuoi compagni di set come si sono adeguati a questa cosa?

“Beh, Giovanni – Esposito ndr. – non ha avuto bisogno di ‘adeguarsi’ poiché, come me, ha iniziato facendo cabaret e quindi sa perfettamente cosa significa improvvisare una scena, oppure aggiungere una battuta al momento giusto. Stefania – Spampinato ndr – invece all’inizio non poteva crederci; mi diceva ‘Alessandro, ma come è possibile? Io ho il mio copione, le battute sono quelle scritte qui!’. Il consiglio che le ho dato come regista, attore ed amico è stato: fatti trasportare dalle emozioni, e così è stato. Sono molto soddisfatto del lavoro che ne è risultato e sembra che anche il pubblico stia apprezzando il film e questa cosa mi rende molto orgoglioso.”

Più volte sei stato definito l’erede di Massimo Troisi, come vivi questo confronto e come ci si sente ad essere paragonato ad un attore come Troisi?

“Sono certamente lusingato da questa cosa, ma io personalmente credo sia esagerato. Troisi ha fatto scuola, io cerco di arrivare almeno ad un quarto di quello che riusciva a fare lui su un set oppure dal vivo. Trosi è una grande ispirazione per me come persona ed artista e non credo ne nascerà un altro come lui!”

Se non avessi fatto l’attore, oggi saresti?

“Nu scem’! – ride ndr. No, scherzi a parte... anche ora sono uno scemo! No, dai seriamente: se non avessi fatto l’attore non saprei proprio cosa sarei adesso. Recitare, far ridere, sono cose che ho sempre amato e che hanno sempre fatto parte della mia vita, non riesco ad immaginare come sarebbe stato senza.”

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“Approcciare al ruolo di regista ha affinato le mie capacità empatiche e la mia attenzione nei confronti delle piccole cose”

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