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Alessandro Servido

Rispettiamo le tradizioni

di Samuele Cristiani

Numero 211 - Giugno 2020

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L’esperienza e la passione sono alla base di tutto per uno dei più gettonati pizza chef del momento, che ci racconta in esclusiva di questo successo “arrivato quasi per caso” e del suo amore per “il mestiere più bello del mondo”


Cucinare per lui è un atto d’amore. E di amore per il suo mestiere ne ha davvero tanto. Alessandro Servidio, trent’anni, campano di nascita, ma reggiano d’adozione, è uno dei nomi più in vista nel mondo dei pizza chef nostrani. Mastro pizzaiolo e docente di panificazione, Servidio durante la recente quarantena è diventato anche un fenomeno social. -taglio-I suoi video tutorial, infatti, su pizza, pane, focaccia e piadina, sono diventati virali. Entusiasta per gli importanti traguardi raggiunti, Servidio, già vincitore dell’Italian Tv Award 2019 e del Lifestyle Award 2020, sezione food &Tv, si racconta al nostro mensile. Alessandro, durante questa quarantena, ti sei trasformato in un fenomeno social. Le tue video ricette hanno registrato numeri davvero da record. Come e perché hai deciso di cimentarti con questa nuova esperienza? “I social mi hanno sempre divertito, ma, fino a qualche mese fa, ne ho fatto sempre un uso piuttosto moderato. Durante il cosiddetto “lockdown”, per ovvie ragioni, sono stato costretto a chiudere il mio ristorante. In quei giorni, mi sono accorto che sempre più gente si dedicava alla cucina, molti miei clienti mi scrivevano dicendomi di avere tanta nostalgia della mia pizza, così ho pensato di girare un video in cui illustrare la mia ricetta per realizzare a casa un'ottima pizza.” Perché, secondo te, i tuoi tutorial hanno riscosso così tanto successo? “La pizza è da sempre uno dei cibi più amati e tante persone, anche non così abituate a stare in cucina, si sono dilettate nella sua preparazione. Io ho proposto una ricetta facile da realizzare che si fonda sul cosiddetto metodo “no knead”: si prepara riducendo al minimo le manipolazioni dell'impasto e si sfruttano, invece, i tempi di riposo. Basta un cucchiaio per impastare. Il riscontro così massiccio da parte degli internauti è stato davvero sorprendente. Quando ho visto che quel mio video, girato con il telefonino dalla mia compagna nella cucina di casa mia, aveva addirittura superato 5 milioni di visualizzazioni, non riuscivo davvero a credere ai miei occhi.” Dopo quello della pizza, hai “sfornato”, sollecitato dai tuoi follower, altri contenuti video. “Ho girato il video per la preparazione casalinga del pane, della focaccia, della piadina e del casatiello. Sono stato inondato da foto e story di tanta gente che mi mostrava i suoi “capolavori”, ringraziandomi perché, finalmente, era riuscita a preparare con successo quei piatti a casa. Il loro entusiasmo è stato davvero contagioso per me e mi ha aiutato a superare quei giorni così difficili trascorsi lontano dalla mia pizzeria.” Perché, secondo te, così tanti italiani hanno trascorso la quarantena in cucina? “I fornelli, specialmente per noi italiani, sono da sempre sinonimo di tradizione, radici e famiglia. In un momento di disorientamento, sconforto e paura come quello che abbiamo vissuto, la cucina è stato per molti una boccata d'ossigeno, qualcosa che ci ha confortato. Sono sempre stato convinto che cucinare sia un atto d'amore: amore per le materie prime impiegate e amore per chi consumerà quanto da noi preparato.”-taglio2- A proposito di amore, tu come ti sei innamorato della pizza? “É successo quando ero adolescente. Lì ho capito che quella poteva essere la mia strada. L'ho percorsa con tenacia e passione e oggi sto raccogliendo i frutti dei tanti sacrifici affrontati. Quando mi dicono che la mia pizza è considerata la più buona di tutta Reggio Emilia, mi si scalda il cuore.” Negli ultimi anni, il mondo pizza ha conosciuto evoluzioni importanti e innovative. “La pizza è e resta il piatto italiano più famoso al mondo. Basti pensare al fatto che non esiste una parola con cui viene tradotta. Anche dall'altra parte del mondo la pizza è pizza. L'attenzione per l'alimentazione, per il buon mangiare è aumentata da parte dei clienti. Questo per tutti gli operatori del settore ha rappresentato uno stimolo a migliorarsi, a impegnarsi in un costante lavoro di studio e di ricerca.” Tu come elabori le ricette delle tue pizze? “Mi lascio guidare dalla creatività, dalla passione e dall'attenzione maniacale per la qualità degli ingredienti impiegati. L'Italia è uno scrigno ricco di tesori gastronomici, abbiamo così tante eccellenze da mettere in tavola che non possiamo che ritenerci fortunati. Mi piace mettermi alla prova con ingredienti sempre nuovi, rispettando la stagionalità dei prodotti e valorizzando la loro territorialità.” Tra tradizione e innovazione, la tua filosofia di cucina dove si colloca? “Il mio motto è “la tradizione in cammino”. Ho un sacrosanto e doveroso rispetto nei confronti della tradizione e dei suoi insegnamenti. Al tempo stesso, però, sono convinto che la tradizione possa aprirsi alla rivisitazione, possa, cioè, mettersi in marcia e avere sempre un occhio verso il futuro.” Hai mai pensato a che cosa avresti fatto nella vita se non avessi scelto questo mestiere? “Sono sempre stato affascinato dalla psicologia. Mi ritengo una persona sensibile e mi attrae studiare i meandri della nostra mente. Mi piace anche il mondo della recitazione, da bambino sognavo di fare l’attore.” A quali progetti professionali ti dedicherai in futuro? “Sto lavorando al mio primo libro, in cui ci sarà tanta cucina, ma non solo. Sono convinto, infatti, che alimentazione e mondo dei sentimenti siano strettamente collegati tra loro. Nel frattempo, sto elaborando un format Tv: un progetto a cui tengo molto e che spero presto di veder realizzato.” Hai una figlia di un anno e mezzo. Le piace già “pasticciare” in cucina con il papà? “Moltissimo. È una bimba vivace, un vero terremoto a dirla tutta. Sofia si diverte tanto in cucina con me. Ma sembra già predisposta anche per il mondo del fitness che è quello in cui opera la mamma. Io e la mia compagna già discutiamo perché io la immagino chef da grande, lei, invece, ballerina di danza classica. In realtà, le lasceremo scegliere in piena libertà la sua strada. L’importante è che possa diventare una donna felice, realizzata e libera.”

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