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ALESSANDRO BORGHESE

Around the world

di Laura Fiore

Numero 202 - settembre 2019

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A tu per tu con uno degli chef più amati del Belpaese, pronti a scoprire cosa ci aspetta nella prossima edizione di “4 Ristoranti”?


È certamente lo chef più rock che abbiamo in Italia, con i suoi sorrisoni e le sue squisite ricette ci ha fatto praticamente innamorare tutti, e prossimamente ritornerà con una nuova serie di puntate del programma tv “4 ristoranti”. Alessandro Borghese si racconta in questa intervista; dagli studi alla scuola inglese, passando per l’esperienza sulle navi da crociera, fino ad arrivare ai tantissimi progetti che lo vedono protagonista ogni giorno. Borghese è l’esempio di chi non molla mai e di chi pensa che il mondo sia un posto meraviglioso!

Tra pochissimo ritornerai in tv con il programma, ormai cult, “4 Ristoranti”, quali le novità di questa stagione?

“Ripartiremo martedì 24 settembre in prima serata su SkyUno, e inaugurerò la stagione, che sarà di 7 puntate, volando ad Hong Kong alla ricerca del miglior rappresentante della cucina italiana nella città più occidentale dell'Estremo Oriente. Sarà una puntata ricca di risate, e nella quale lo spettatore avrà la possibilità di scoprire come viene concepita la cucina italiana all’estero. Per il resto delle puntate mi sposterò tra l’Isola d’Elba, Palermo, Gargano, Firenze, Franciacorta, Riviera di Ulisse, lungo la costa del golfo di Gaeta… un bel giretto per il nostro Belpaese.”

La tua vita, professionale e non, ti vede quindi spesso in giro per l’Italia ed il mondo. Ti sei mai sentito “stanco” di tutto questo andirvieni?

“Stanco sicuramente, ma sempre e comunque contento! Fin da ragazzo ho sempre amato molto viaggiare quindi il fatto di poter scoprire sempre posti nuovi, provare a vivere il viaggio come uno del posto, sono fattori che mi rendono estremamente felice. L’unica pecca è che essendo un po’ scordarello, spesso mi capita che nel fare le valigie dimentico quasi tutto; così spesso mi ritrovo a dover ‘sopravvivere’ con le poche cose che ho ricordato di portare con me!”-taglio-

Come riesci a conciliare tutti i tuoi progetti con la vita privata?

“Non è semplice, ma ce la faccio! Ho la fortuna di essere affiancato da persone formidabili e di avere una moglie che è mia alleata in tutte le avventure che decido di intraprendere. Gestisco 24 ristoranti, più il mio che ho aperto nel 2017, gestisco con mia moglie una società di catering, un'altra di comunicazione, promozione e produzione (AB Normal ndr.). Sono convinto che nella vita bisogna diversificare, ho sempre creduto nell’investimento in più settori. Quando si fa l’imprenditore c’è sicuramente il rischio però, se lavori su diversi fronti anche se una cosa va male, hai una base solida su cui contare.”

Come ha conosciuto sua moglie?

“Wilma (Oliviero ndr.) lavorava in una azienda di videogiochi, e cercava un cuoco come testimonial del gioco ‘Cooking Mama’ qui in Italia. Così andai a Milano, però poi non ho fatto più nulla... ci siamo conosciuti, ci siamo innamorati e ci siamo sposati.”

A Milano, poi, ci sei rimasto...

“Sì, e anche se mi manca Roma, devo dire che a Milano mi trovo molto bene. Ormai sono 7 anni che sto qui, si tratta di una grande città, che offre infinite opportunità. La cosa che mi piace di più di Milano è il suo essere internazionale.”

A proposito di internazionalità, hai frequentato fin da piccolo la scuola inglese a Roma, quanto ti è servito studiare in un contesto del genere?

“Studiare è un parolone! – ride ndr. Scherzi a parte, frequentare una scuola inglese mi ha fatto vivere la realtà romana in maniera totalmente diversa da quella tradizionale. Nella mia scuola c’erano ragazzi da ogni parte del mondo; ricordo la sensazione di libertà e la voglia di scoprire il mondo, che poi mi sono portato per tutta la vita. Frequentare un posto del genere, e soprattutto crescere a stretto contatto con ragazzi di nazionalità diverse, mi ha permesso di apprezzare chiunque ed ogni cosa, mi ha aperto la mente.”

Poi hai deciso di imbarcarti sulle navi da crociera...

“Più o meno è andata così. Diciamo che dopo la fine della scuola, mi resi conto di non essere forse adatto all’università, ma non sono mai stato un tipo che resta con le mani in mano. Da subito ho seguito mio padre, imprenditore napoletano, perché volevo capire come funzionava il mondo del lavoro e proprio da lui ho preso l’intraprendenza che ancora oggi mi contraddistingue. Capì subito, però, che a Roma in fatto di lavoro era tutto molto inconcludente, ed io avevo voglia di fare! Così a 17 anni decisi di imbarcarmi sulle navi da crociera, mi sembrava un buon modo per diventare indipendente e lavorare. Ho iniziato come animatore e poi sono passato in cucina e lì è scoccata la scintilla. È stata un’esperienza incredibile, sono stati anni indimenticabili, durante i quali ho vissuto a stretto contatto (molto stretto) con tantissimi ragazzi che come me avevano voglia di spaccare il mondo! La nave diventa come una casa, e anche se ti spacchi la schiena perché i ritmi sono assurdi, alla fine capisci che ne vale la pena.”

Un’ultima domanda: dai la sensazione di essere una persona molto tranquilla e solare, ma ti incazzi mai?

“Ride ndr. Sì, come tutti! Cerco, però, sempre di guardare il lato positivo delle cose. Cioè per me incazzarsi a lungo termine non ne vale la pena, è una totale perdita di tempo… capita, però poi trovata la soluzione o comunque chiarito il tutto arrivederci e grazie.”

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“Sono convinto che nella vita bisogna diversificare, ho sempre creduto nell’investimento in più settori”

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