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2019, che???

di Lucia de Cristofaro

Numero 195 - Gennaio 2019

Nuovo anno, nuove speranze, nuovi progetti... ma quali?


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Nuovo anno, nuove speranze, nuovi progetti... ma quali? Mai come in questo momento tutto ci appare incerto, non riusciamo a vedere all’orizzonte qualcosa che ci dia una speranza per un futuro con punti di riferimento concreti. Sul fronte politico dovrebbe arrivare il reddito di cittadinanza, lavoro per i giovani, secondo i proclami della classe dirigente italiana. Ciò darebbe di fatto una spinta al famoso “welfare” tanto paventato, ma mai raggiunto, almeno per la nostra Italia. Guardando, però, al resto del mondo, non appaiono all’orizzonte isole felici e ciò non dà certo sicurezza a nessuna latitudine e viene da pensare: “Ma come siamo arrivati a tutto questo?”. -taglio-Di certo ciò che preoccupa di più è la “rabbia”, la “violenza”, che trasuda in ogni strada, quartiere, centro e periferia, gente urlante con obiettivi precisi e spesso giusti, ma anche urla a random, giusto per intorbidire le acque sociali e stare a vedere che succede. Se da una parte tale atteggiamento si può anche capire, cercando di interpretare un malcontento che desidera cambiare, anche senza una direzione precisa: basta che si cambi, dall’altra non si può non considerare che certi inasprimenti sociali, non fanno altro che essere espressione di un cambiamento antidemocratico di storica memoria. Un’altra incertezza già vissuta nel presente, e si prospetta anche per il nuovo anno, è purtroppo il clima, anch’esso impazzito e senza più quei riferimenti fissi, essenziali per la nostra agricoltura, pastorizia, la nostra economia primaria e quindi la nostra vita, ovvero i bisogni primari dell’uomo. Secondo il rapporto dell'IPCC, il gruppo intergovernativo che studia i cambiamenti climatici, pubblicato a dicembre, le previsioni future sul riscaldamento globale sono catastrofiche e disperati gli appelli a contenerlo mediante la riduzione delle emissioni di CO2. Appelli che erano già contenuti nel trattato siglato a Parigi tre anni fa e come tutti gli altri: ignorato. Invece, poi, di cercare di porre rimedio a quella che potrebbe rappresentare una vera e propria catastrofe, il mondo, inteso come cooperazione internazionale, acuisce, con sonde e reperti, gli studi sul pianeta Marte. -taglio2-Perché? Per poter ravvisare la possibilità di vita su un altro pianeta, per capire meglio la Terra e porre rimedio ai guasti operati dall’uomo, tra le due speriamo nella seconda, perché a dirla tutta personalmente il pianeta Terra ci piace e non abbiamo sogni di vita in altri pianeti del nostro sistema solare. Prima ad interessarsi quotidianamente al “tempo” atmosferico erano gli addetti ai lavori e quanti dipendevano per il loro lavoro dal clima, oggi siamo tutti attenti a ciò che i metereologici ci indicano quotidianamente, perché possiamo dire che i “Temporali”, le famose “Bombe d’acqua” riguardano tutti noi. Ecco che compare un’altra nota dolente, ovvero la Protezione Civile, ottima ad intervenire a disastro avvenuto, ma quale prevenzione è attuata nei nostri territori, dalle Alpi alla Sicilia? Nessuna. I cittadini di fronte a nuove emergenze, come le alluvioni, sono del tutto impreparati, anche se in verità lo sono anche di fronte alle vecchie emergenze, ovvero i terremoti. Eventuali istruzioni cartacee con brochure da avere in casa relative a punti di raccolta cittadini, alle azioni corrette da mettere in atto, istruzioni del Kit da tenere per tali emergenze… inesistenti. Cosa fare dunque? Avvilirci e buttare la spugna? Chiamatemi pure “Alice nel paese delle meraviglie”, ma spero ancora che qualcosa di positivo possa accadere e che se ognuno di noi fa la sua parte, si adopera impegnandosi nel proprio campo professionale e sociale, sono certa che questa partita con un futuro incerto e ambiguo si possa ancora vincere.





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