"Vivo di cultura"

di Antonella Bianco

Con l’uscita del suo ultimo libro e la presidenza Rotary, il nuovo anno di Lucia de Cristofaro parte con il piede giusto! Una donna multitasking che non smette mai di stupirci


Lucia de Cristofaro, Presidente della Albatros Edizioni, scrittrice, giornalista, critico letterario e critico d’arte, è stata ospite della trasmissione televisiva “Terra Mia”, all’interno della rubrica letteraria “Parole per fare parole”. Quest’intervista ha dato modo di conoscere le tante attività svolte dall’autrice, tra cui l’impegno come Presidente del Rotary Club Nocera Inferiore Apudmontem, e ha dato la possibilità di scoprire qualcosa in più del suo ultimo libro “Il capolavoro”, opera che ha guadagnato la segnalazione al Premio Strega 2016 e che è tra i best seller di quest’anno.

Come è nata la sua passione per la scrittura?

“Uno scrittore scrive da sempre. La scrittura è dentro di te e cresce anno dopo anno con lo studio e con le esperienze di lettura perché, prima di essere buoni scrittori, occorre essere buoni lettori. Poi c’è la vita che viene incontro ed è la più grande suggeritrice di storie. Personalmente, cerco di provocare un momento di riflessione nei miei lettori attraverso la narrazione: parlo della condizione della donna, parlo delle sorti dell’Africa oppure delle problematiche che affliggono i giovani di oggi. Temi forti a cui troppo spesso non viene data la giusta importanza.” -taglio- È impegnata su diversi fronti e la sua padronanza di linguaggio e di contenuti ne sono la prova. Vuole parlarci del mensile da lei ideato Albatros Magazine?

“Albatros Magazine è nata nel 2000 come rivista mensile di approfondimento nel campo delle arti figurative, della letteratura e della musica. È gratificante sapere di avere un ampio pubblico: ciò dimostra che non è vero che le persone non vogliono leggere; semplicemente, alle persone, non sempre vengono proposti prodotti di qualità. Un fattore molto importante è il contatto con i lettori che non ci fa mai perdere di vista la realtà.”

Tanti premi e tanti riconoscimenti: a quale di questi si sente maggiormente legata?

“Sicuramente il Premio ricevuto dalla Binghamton University di New York, ma anche il Premio del Salone del Libro di Barcellona. Ricordo poi ancora con commozione il Premio come ‘scrittrice neofita’ ricevuto dal Salone del Libro di Torino: era il 1999 ed ero agli inizi della mia carriera di scrittrice. In giro per la penisola ne ho vinti altri 54 ed oggi posso dire che ognuno di essi ha lasciato dentro di me qualcosa di indissolubile: la sensazione di essere sulla strada giusta.”

È anche Presidente del Rotary Club Nocera Inferiore Apudmontem, può parlarci delle iniziative in itinere?

“Nocera Inferiore Apudmontem è un Rotary Club molto attivo sul territorio e brulicante di progetti. Tra questi, quello a cui tengo di più è indubbiamente il ‘Rotary for women and children’, contro la violenza su donne e bambini. Attraverso un’opera letteraria cui parteciperanno scrittori, psicologi, saggisti, raccoglieremo fondi per sostenere le case famiglie del territorio. Tutto questo è necessario poiché su alcuni argomenti non bisogna mai abbassare la guardia. Il nostro Rotary Club inoltre è attivo nella debellazione della polio, -taglio2- con raccolte fondi destinate alle vaccinazioni dei bambini dell’India e del Pakistan, dove i nostri volontari si recano periodicamente!”

Passiamo, invece, al suo ultimo best seller “Il capolavoro”: qual è la trama?

“Il protagonista è uno scrittore che, come sua prima opera, ha scritto un romanzo bellissimo: un capolavoro. Nel momento in cui si ritrova a scrivere la sua seconda opera avverte su di sé una forte responsabilità. Subentrano sensazioni quali la paura, l’inadeguatezza, la confusione. Incomincia così a girare per le strade in cerca di una storia che gli vada incontro. La storia arriva e lo travolge, portando con sé altre storie che si intrecceranno per le vie del Nord Europa. Una nazione tra l’altro, quella in cui il romanzo è ambientato, cui non si farà mai riferimento fino alla centoventesima pagina!”

Come mai ha deciso di far vivere i suoi personaggi lontano dall’Italia?

“L’idea del Nord Europa mi è piaciuta sin dall’inizio poiché volevo che tra le pagine si avvertissero quei silenzi e quella nebbia tipici del posto. Ho ambientato altri miei libri in Italia e in Africa, luoghi in cui splende sempre il sole. Sviluppare la trama di questa storia a Roma o a Napoli sarebbe stato impossibile perché c’è troppo chiasso, troppa musica, troppa vita.”

Visto che lei si trova a gestire entrambi i ruoli, quale rapporto crede che debba instaurarsi tra autore ed editore?

“Il rapporto editore-autore è un legame molto intimo. Lo scrittore deve affidarsi all’editore, ascoltarne i consigli soprattutto. L’editore, da parte sua, deve seguire con cura i singoli passi dei suoi scrittori. La fiducia reciproca è alla base di una vicendevole crescita professionale e personale.”





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