VIRGINIA RAFFAELE

Una persona, mille volti

di Laura Fiore

Numero 179 - Luglio-Agosto 2017


Anni di gavetta, di provini andati male. Ma ci vuole tanta determinazione per diventare una comica di successo. E ora che è arrivata in prima serata su Rai Due con uno show tutto suo, può dire grazie a qualcuno. Indovinate a chi...


Virginia Raffaele, una forza della natura che ci sta conquistando giorno dopo giorno grazie alla sua grande professionalità e soprattutto grazie all’originalità dei suoi personaggi. Attrice ed imitatrice, Virginia è capace di far ridere a crepapelle anche il più scettico e serioso degli spettatori. Questo 2017 sarà - forse - l’anno che ricorderà per sempre, poiché l’abbiamo vista debuttare in televisione con lo spettacolo “Facciamo che ero io”, un one-woman – show che l’ha vista riscuotere una grande successo di critica e di pubblico. Come ha dichiarato in questa intervista, non è stato semplice riuscire a ritagliarsi il proprio spazio, però si dice soddisfatta del risultato finale. Virginia Raffaele risulta sempre piacevole e divertente, ama il suo lavoro e sembra nata per stare su un palcoscenico.

Ha debuttato con un programma tutto suo, “Facciamo che ero io”, com’è nato questo progetto?

“In realtà ci pensavo da un po’, dopo le numerose collaborazioni pensavo fosse arrivato il momento di provare a mettermi in prima linea e provare un’esperienza totalmente nuova. Per fortuna ho trovato persone che hanno accolto l’idea con tanto entusiasmo e quindi mi sono messa all’opera. Devo ammettere che c’è stato un periodo in cui quando arrivavo a Cinecittà e vedevo l’evoluzione delle scenografie e tutti i preparativi, stentavo a crederci! Ero così emozionata all’idea che ho passato numerose notti insonni. Inoltre non considero questo un punto di arrivo, ma nemmeno di partenza… Si tratta di una bellissima tappa, molto significativa. Un programma tutto mio, fortemente voluto, pensato. Lo considero una specie di figlio” -taglio- Oltre ai suoi cavalli di battaglia, quali Carla Fracci, Ornella Vanoni, Belen etc…, ha proposto nuovi personaggi come Marina Abramovich. Come ha scelto chi interpretare?

“Beh, in realtà i nuovi personaggi erano fino all’ultimo in forse. Questo perché, prima di portare un nuovo volto sul palco, devo essere certa che mi stia addosso a pennello, altrimenti meglio lasciar perdere! Quando si decide di fare delle imitazioni bisogna stare attenti a non scadere in qualcosa di già visto. Nonostante i personaggi che coinvolgo sono super conosciuti, la bravura sta nel trovare qualcosa di nuovo da fargli raccontare. Questo processo avviene abbastanza naturalmente, quindi non faccio una vera e propria scelta. Inoltre, per riuscire ad indossare la personalità che imito parto da un lungo ascolto e da una attenta osservazione di tutti i materiali. Dalle presenze in tv, fino ai film e così via. Alla fine di questa ‘selezione’ iniziale, continuo lo studio di quelli che mi vengono meglio e con cui ho un feeling particolare!”

Le è mai successo di aver avuto problemi a seguito di una delle sue imitazioni?

“Si, e mica solo una volta! Credo e spero, però, di non essere mai stata offensiva. La satira ha le sue regole, tra cui quella di essere talvolta irritante, altrimenti dovrei proporre solo un stanca galleria di omaggi. Chi proprio non riesce a guardare quello che faccio, può liberamente cambiare canale. Ricordo quando la Vanoni mi ha confessato che si incazzò per l’imitazione a Sanremo 2015, perché molti pensavano che fosse davvero lei – io avevo anche chiesto a Carlo Conti di non dire mai il mio nome sul palco – però poi ci ha riso su. In generale, a me non interessa se un personaggio reagisce bene o male, io voglio fare bene il mio lavoro e far divertire il pubblico.”

Chi ha creduto fin da subito in lei e nella sua professionalità?

“I primi in assoluto sono stati Lillo e Greg, che oltre ad essere legati a me professionalmente, considero due veri amici. Poi, subito dopo c’è la Gialappa’s Band, che reputo una straordinaria spalla per un comico specialmente agli esordi. Infine, ci sono io! Devo tutti i miei traguardi alla mia cocciutaggine, alla mia determinazione, al fatto di non essermi mai disperata, di non essermi mai fermata. Perché le delusioni, i no, i provini andati male sono stati tanti. Ma ho voluto a tutti i costi continuare con questo lavoro, l’ho sempre amato infinitamente. Non avendo nulla da perdere, ho provato ogni strada fino all’estremo mettendo a disposizione del risultato tutta la mia concentrazione e la mia professionalità e anche la mia serietà. Perché può sembrare un gioco di parole, ma occorrono molta serietà e tanta fatica per essere dei bravi comici.”

Quindi non si è mai vista in una veste diversa da quella che indossa attualmente?

“Diciamo che fare spettacolo è stata sempre una prerogativa della mia famiglia. Per esempio mia nonna era un’acrobata cavallerizza e al circo recitava con il suo gruppo delle parodie di sceneggiate. Io da piccola volevo fare la ballerina; mi ricordo che ai saggi di danza spesso mi mettevano davanti, e pensavo fosse perché ero brava, invece era perché doppiavo le canzoni e facevo ridere. Quindi mettendo insieme queste due cose, ho iniziato di intraprendere la strada della risata, ed eccomi qui!”

Sembra di capire che la tua famiglia ti ha appoggiata ed aiutata durante questo percorso...

“Sì, e mi sento davvero una persona molto fortunata. Crescere in un Luna Park è come frequentare una scuola di recitazione gratis, perché lì avevi a che fare continuamente con persone che volevano divertirsi. Quindi di volta in volta cercavamo l’escamotage giusto per far passare una piacevole giornata a tutti coloro che venivano parco. È stata l’infanzia più bella che mi potesse capitare.”

Qual è stato il primo personaggio che hai imitato?

“Ho fatto Giusy Ferreri al citofono, tutta improvvisata. Era girato su blue screen, e mentre lo facevo, mi vedevo nel monitor dentro al garage che avevo visto in tv, da cui erano passati Albanese, Aldo Giovanni e Giacomo. Divertente.”

Un ultima domanda: la nostra cover story di questo mese è sulle verità scomode da dover affrontare, le è mai successo di dover “guardare in faccia la realtà”?

“Si, ma grazie al mio carattere determinato non mi sono mai lasciata abbattere psicologicamente. Sicuramente si tratta di una rottura di palle – oh scusa – ma il segreto è trasformare questa verità da negativa in positiva.”

“Ai saggi di danza spesso mi mettevano davanti, e pensavo fosse perché ero brava, invece era perché doppiavo le canzoni e facevo ridere”


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