Versi d’amore

di Fabrizio Grieco

L’importanza della lingua napoletana e della sua poetica spiegate da un autore che ha fatto la storia della canzone e della poesia partenopea


Salvatore Palomba ha compilato una deliziosa antologia intitolata “Parole d’ammore – I più bei versi d’amore della poesia e della canzone napoletana” pubblicata dall’editore Cuzzolin. Il libro è stato presentato nel bel salone del Circolo Posillipo alla presenza di un folto pubblico che ha seguito con viva partecipazione. Filippo Smaldone ha dato inizio all’incontro salutando i convenuti a nome del Presidente del Circolo. Il coordinatore Claudio Pennino, raffinato poeta napoletano, ha introdotto il volume e i singoli relatori. Lo stesso editore Maurizio Cuzzolin a sua volta ha chiarito le motivazioni che hanno spinto la casa editrice a proporre il testo in oggetto. Nicola De Blasi, professore ordinario di Linguistica Italiana nell’Università Federico II di Napoli, ha espresso le sue considerazioni in merito alla lingua napoletana, la cui ortografia si presenta spesso variabile a causa della mancanza di una grammatica definitivamente codificata. -taglio- Si è quindi espresso in merito ai testi letterari contenuti nel volume che disegnano il percorso della letteratura napoletana tra ottocento e novecento, i cui protagonisti sono stati personaggi di grande spessore culturale. I brani sono stati letti da due giovani attori, Rosaria Petrillo e Ivan Scandurra dell’ Accademia di recitazione del Teatro Totò diretta da Anna Maria Ackermann. L’antologia si divide in tre sezioni: la fase dell’innamoramento, l’amore nella sua piena fioritura e la sua conclusione, perché ahimè spesso l’amore finisce. Vi sono i versi di Salvatore di Giacomo, Galdieri, D’Aquino e di tanti autori che hanno saputo esprimere in napoletano tutte le sfumature dell’amore, dei palpiti, del desiderio, della passione, della sofferenza amorosa. Non potevano mancare i versi di Claudio Pennino e di Salvatore Palomba. Palomba è l’autore di “Carmela”, una delle più celebri canzoni napoletane contemporanee che fu musicata e cantata da Sergio Bruni. Da quel momento ha cominciato a risuonare nelle-taglio2- strade e nelle case di Napoli alla pari delle canzoni dell’epoca d’oro. Lo stesso si può dire per “Amaro è ‘o bene” sempre di Palomba-Bruni, che Mina ha interpretato in maniera vibrante con la maestria che la contraddistingue. Salvatore Palomba è inoltre un linguista attento all’ortografia del napoletano che, a suo avviso, giustamente, dovrebbe essere studiato a scuola, perché la maggior parte delle persone lo scrivono in maniera incredibilmente sgrammaticata. Ha pubblicato: Napoli, parole e poesie: guida alla lingua e alla poesia napoletane (1998); La canzone napoletana (2001); La poesia napoletana dal Novecento a oggi (2003); Nu cielo piccerillo (2008). Dato un così denso e interessante curriculum di creazioni artistiche ma anche di studio e di approfondimenti, chi dunque avrebbe potuto meglio di lui compiere una ricerca di versi d’amore in napoletano così toccanti e universali come quelli raccolti nell’antologia?





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