Vento nuovo, fino a Bangkok

di Fabrizio Grieco

Una delle città più affascinanti della Thailandia e di tutto il sud-est asiatico vive un periodo di cambiamenti; l’arrivo del monsone oltre a portare la tanto attesa pioggia, ha fatto si che anche la politica fosse avvolta da un’aria nuova...


Esiste un importante fenomeno meteorologico che colpisce la Thailandia e tutti i paesi tropicali: il monsone. Un vento ciclico, caldo, tipico dell'Oceano Indiano, che influenza profondamente il clima. Il nome deriva dall'arabo mawsim che significa "stagione". Questo indica perfettamente il carattere stagionale di questi grandi flussi d'aria. Il cambiamento di direzione del vento, che avviene in maggio e in ottobre, è accompagnato da cicloni tropicali molto violenti, i tifoni, che hanno spesso effetti devastanti sulle coste dell'Oceano Indiano. Verso il mese di maggio, appaiono, provenienti dal mare, le prime nuvole che viaggiano verso la terraferma. Il continente, nel periodo primaverile, si è riscaldato più del mare, e perciò è divenuto una zona di bassa pressione: le masse d'aria s’innalzano e il loro vuoto è coperto da venti freschi e umidi provenienti dal mare, e dunque arriva la pioggia: turbini di nubi corrono lungo la pianura birmana e indiana, invadono le valli spinti da forti venti, e rovesciano acqua con una intensità fortissima. Il monsone arriva all'improvviso e quando finalmente giunge è temuto ma atteso da mesi. Se si è sulla spiaggia lo si vede arrivare e diventare sempre più scuro e maestoso all'orizzonte, inizia a tuonare, a fare lampi e ad agitare il mare. Un momento magico: i colori prendono tonalità magiche e l'atmosfera diventa surreale. Dopo pochi secondi arriva puntuale la pioggia e gli odori della terra, che finalmente si disseta, saturano l‘aria. -taglio- La prima pioggia è sempre un evento lieto che in Thailandia è celebrato con una bella festa chiamata Songkran. In questa occasione i thailandesi vanno in ferie e ne approfittano per divertirsi per giorni al punto da costringere le autorità a vietare con scarso successo il consumo di alcolici. L’intero paese è paralizzato, e l'attività principale è bagnarsi a vicenda con secchi d'acqua palloncini e fucili ad acqua, quelli per bambini, insomma con tutto quello con cui si può spruzzare, proprio a simboleggiare il ritorno della pioggia e l'abbondanza dell'acqua. Tutti vi partecipano ed anche i turisti sono invitati a queste folli e bagnate giornate festive. Le strade sono invase da auto e furgoncini scoperti carichi di persone festanti intente a fare gavettoni, e questo divertente delirio in alcune zone rurali dura finanche un’intera settimana. Sulle spiagge è gran festa ed è un momento liberatorio, anche la stagione turistica è finita e finalmente il suono della pioggia battente concilierà il sonno. E lo stesso vento, ha toccato metaforicamente la Thailandia anche da un punto di vista sociale e politico. Tutti i Thai hanno molto amato il re Bhumibol, sovrano da sempre (la sua è stata la monarchia più longeva del mondo, al trono per più di 70 anni) ma il monarca dopo una lunga malattia polmonare è morto lo scorso ottobre. Aveva 88 anni. Il suo popolo lo ha pianto sinceramente. Durante il suo lunghissimo regno la Thailandia è diventato uno dei paesi più ricchi del sud est asiatico grazie all’industria e al turismo. In tutti i luoghi pubblici del paese comparivano le sue fotografie. Negli ultimi mesi molte erano state sostituite con immagini di suo figlio Maha Vajiralongkorn, perché il paese si stava preparando alla successione. Vajiralongkorn però non è molto amato. È stato incoronato dopo due mesi senza troppo clamore ma il potere della monarchia è minato da nuovi equilibri di potere. Pochi anni fa le camicie rosse misero a ferro e fuoco Bangkok, arroccandosi nel principale parco della città e dando battaglia fino all'intervento dell'esercito che oggi controlla il paese e mantiene un apparente equilibrio. La protesta era stata organizzata in maniera massiccia e capillare, a bloccare la città erano state le classi ricche di Bangkok e i proprietari terrieri del sud, vicini al re e teoricamente appoggiati dall'esercito, stanchi, a loro dire, di anni di politica corrotta e decisi ad imporre una nuova legge elettorale. Negli anni si sono succeduti tutta una serie di colpi di stato, che possiamo definire pacifici, nel corso dei quali ogni volta l'esercito è intervenuto a mettere la parola fine agli scontri tra le parti -taglio2-in gioco, sempre dopo aver ricevuto l'avallo della monarchia. I destini dell’intero paese si determinano nella capitale. Conosco Bangkok, e la amo, è una citta vibrante, piena di vita, superiore per me ad ogni altra città asiatica. Per alcuni è sporca, caotica, puzzolente, ma bisogna entrarci, tuffarvici, imparare a vivere e a percepire i vari livelli attraverso i quali essa scorre e si trasforma. La gente, i Thai, vivono su un livello diverso, agiscono e si muovono lentamente, pigramente oppressi dal gran caldo, eppure la grande macchina si muove all'unisono, tutto, incredibilmente, funziona come un orologio svizzero. Trasporti, servizi, comunicazioni, persino i mercati, che fioriscono dappertutto in maniera apparentemente casuale, sono regolati da scadenze precisissime. Bangkok, la città dal lungo nome impronunciabile "Krung-dēvamahānagara amararatanakosindra mahindrayudhyā mahātilakabhava navaratanarājadhānī purīramya utamarājanivēsana mahāsthāna amaravimāna avatārasthitya shakrasdattiya vishnukarmaprasiddhi" che significa: “Città degli angeli, la grande città, la città della gioia eterna, la città impenetrabile del dio Indra, la magnifica capitale del mondo dotata di gemme preziose, la città felice, che abbonda nel colossale Palazzo Reale, il quale è simile alla casa divina dove regnano gli dei reincarnati, una città benedetta da Indra e costruita per Vishnukam”. È il cuore della Thailandia, da questa cosi diversa eppure cosi inscindibile, oltre ad essere il centro degli affari di tutto il sud-est asiatico è anche il centro del potere politico della tigre asiatica. Qui hanno sede il governo, la monarchia, e anche la cosiddetta upper-class costituita dai discendenti dei cinesi, gli half chinese, dalla pelle bianchissima che detengono gran parte del potere economico. Ovviamente anche la politica thailandese appare a noi imperscrutabile e di norma il turista ha difficoltà a capire le dinamiche che la governano. Ho cercato di avere notizie su cosa stesse realmente accadendo, ma la censura qui in Thailandia è estremamente efficace, ed incredibilmente, non è censura applicata da una delle fazioni. Qui nessuno vuole la fuga di informazioni, nessuno vuole spaventare i turisti, il buon nome del paese è radicato nella cultura Thai, anche del semplice tassista. Da nessun'altra parte come qui "i panni sporchi si lavano in famiglia". Non ci resta che sperare che il paese, che è l’antico glorioso Siam, mai dominato da occupanti europei, riesca anche con il nuovo re ad andare avanti verso un futuro di pace e di progresso.





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