VALENTINA LODOVINI

Lavoro di squadra

di Laura Frigerio

Numero 182 - Novembre 2017


Un’attrice italiana che non smette di stupirci, al cinema ed in tv riesce sempre ad ipnotizzare il pubblico grazie alla sua bellezza, ma soprattutto grazie al suo talento!


Occhi scuri ed intensi, capelli color cioccolato e labbra carnose. Al primo sguardo, Valentina Lodovini, è in grado di stregare chiunque sia intorno a lei. Umbra, ma toscana d’azione, la Lodovini inizia il suo percorso nel mondo del cinema e dello spettacolo nel 2000, quando si diploma presso il Laboratorio Teatrale permanente dell’Associazione culturale “Ottobre”. Il suo primo ruolo importante arriva nel 2004, anno in cui esordisce al cinema nel film di Michele Placido “Ovunque sei”; da quel momento inizia ad attirare l’attenzione dei registi italiani, e così l’anno successivo Paolo Sorrentino la sceglie per interpretare un ruolo nel film “L’amico di famiglia”. Quello che contraddistingue la Lodovini è certamente la sua poliedricità, infatti, nel corso degli anni l’abbiamo vista interpretare i ruoli più disparati ottenendo sempre consenso da parte della critica e del pubblico. Una personalità solare e coinvolgente, è difficile non amarla. Valentina Lodovini è una delle migliori attrici italiane in circolazione e vanta numerosi riconoscimenti, uno su tutti: il David di Donatello come miglior attrice non protagonista nel film di Alessandro Siani “Benvenuti al Sud” del 2011. Al momento, è impegnata in numerosi progetti televisivi e cinematografici, in questa intervista esclusiva per Albatros ci racconta della sua esperienza come giurata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e del suo immenso amore per la recitazione.

Com'è stato avere il ruolo da giurata all’ultima edizione dei “Fabrique du Cinéma Awards” di Venezia?

“Beh, è stato certamente un privilegio, avere la possibilità di vedere così tanti film, confrontarsi su opere prime e seconde provenienti da tutto il mondo. Quello del cinema è un mondo bellissimo ed io sono felice di farne parte.”

Che consiglio daresti a un giovane regista?

“In generale, non sono una persona che ama dare consigli, però gli direi di rimanere fedele a se stesso, sempre. Amo le storie sincere, perché si vede subito se qualcuno racconta qualcosa che gli appartiene, che ha vissuto. Credo che la sincerità sia un valore aggiunto.” -taglio- E a una giovane attrice?

“Esattamente la stessa cosa! Ci sono tantissimi attori bravi che, però, non riescono a dare il proprio contributo personale al personaggio che si trovano ad interpretare, ed è per questo che a volte non si riesce ad arrivare del tutto al pubblico.”

Ormai nel tuo curriculum ci sono tantissimi ruoli da te interpretati, che ricordi hai della tua prima volta su un set?

“Per me è sempre come se fosse la prima volta e spero che queste piccole insicurezze rimangano, insieme all'amore puro che nutro da sempre per il mio lavoro. Poi certo, se penso che il mio primo film –‘Ovunque sei’- era di Michele Placido, non posso che dire 'wow!'”

Sei una persona piuttosto spontanea, qualità che non sempre viene accettata nel mondo dello spettacolo. Come mai è così difficile essere spontanei nel tuo ambiente?

“In effetti, il mio ambiente non è facile, ma anche gli altri non sono messi meglio! Credo che sia proprio questo periodo storico ad essere caratterizzato da finte relazioni, che purtroppo hanno spesso la meglio sulle cose vere e quindi quando ci si ritrova davanti una persona spontanea, invece di apprezzarla per quella che è, si pensa sempre ‘questa non me la conta giusta’. Io, però, non mi lascio intimorire, sono fatta così e le persone che mi conoscono, sia a livello professionale sia nel privato, sanno perfettamente che questo è un lato del mio carattere, non fingo nulla.”

Secondo te è possibile fare squadra nel mondo del cinema?

“La squadra, secondo me, c'è ogni volta che si gira un film. Le circostanze cambiano a seconda delle occasioni; le cose possono essere più belle o più brutte, tensioni e armonie si alternano, però è un lavoro che si fa tutti insieme. Ognuno fa il trapezista, cercando di avere fiducia nell'altro e di acchiapparlo. Poi, certo, quando le riprese sono finite e magari si inizia a promuovere il film le cose possono cambiare.”

Ami il lato più glamour del tuo lavoro?

“Non è la mia priorità, però sono consapevole del fatto che anche il lato estetico faccia parte della mia professione e quindi non mi dispiace curare la mia immagine, ma senza esagerare!”

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

“Per il momento ho un piccolo ruolo nel primo film del Terzo segreto di Satira, ovvero ‘Moriremo tutti democristiani’. Dopodiché, presto, mi vedrete in una fiction di Marco Risi sul terremoto a l'Aquila.”

Grazie mille Valentina...

“Grazie a voi! Ed un saluto a tutti i lettori di Albatro Magazine.”

“Per me è sempre come se fosse la prima volta e spero che queste piccole insicurezze rimangano, insieme all'amore puro che nutro da sempre per il mio lavoro”


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