Una nuova sfida!

di Angelo Luongo

Numero 185 - Febbraio 2018

Roberto Casalino si mette in gioco: ecco “Errori di Felicità”, disco dal sound moderno nato da un’urgenza comunicativa, quella di farsi conoscere anche come cantautore!


Ha scritto la musica e le parole di alcuni tra i più grandi successi italiani degli ultimi anni: da “Non ti scordar mai di me”, passando per “Cercavo l’amore” e L’Essenziale”, culmine di un percorso cominciato a soli 7 anni, quando il suo svago erano i 45 giri di mamma e papà… Roberto Casalino ne ha fatta di strada e soprattutto si è fatto le ossa, in primis da autore. Da qualche tempo la volontà di mettersi in gioco anche nelle vesti di cantautore e il suo sogno, come si può immaginare, è quello di ri-vincere il Festival, possibilmente mettendoci “la faccia”...

Partiamo dal tuo ultimo progetto: qual è il tratto caratterizzante del tuo “Errori di Felicità”?

“’Errori di Felicità’ è un disco di dieci tracce la cui peculiarità è innanzitutto il fatto che sia interamente suonato da musicisti, quindi c’è la totale assenza di elettronica. -taglio- È un album che vuole in un certo senso richiamare le sonorità del pop-rock degli anni ’90, ad esempio per quanto riguarda l’Italia la prima Carmen Consoli, piuttosto che i Placebo, o i The Smashing Pumpkins. Diciamo che la caratteristica di base è questa, naturalmente il tutto è incentrato su delle sonorità molto orecchiabili, ma con una presenza massiccia di chitarre elettriche.”

Il disco è anticipato dal singolo “Le mie giornate”: com’è nato questo pezzo e di cosa tratta nello specifico?

“Il brano è nato qualche anno fa, da un’urgenza comunicativa e di scrittura – io scrivo sempre quando sono ispirato e mai sotto pressione o imponendomelo – e racconta un po’ il malessere odierno, il dover sempre essere di corsa, il dover essere infallibili, perché al giorno d’oggi purtroppo il successo di una persona si misura anche dal numero di follower o dai like che ha e questo si traduce in una perenne incertezza che domina le giornate. In realtà per trovare una propria serenità basterebbe ridimensionare un po’ tutto, comprese le proprie aspettative, e anche le ‘sconfitte’ vanno in qualche modo accettate. È una canzone un po’ scura nell’arrangiamento ma che prevede un’apertura tramite un ritornello solare e una chiusura molto propositiva.”

Facciamo un salto indietro: come nasce la passione per la musica di Roberto Casalino?

“La mia passione nasce insieme a me, nel ’79: sin da piccolo ricordo di aver subito mostrato interesse per tutto ciò che fosse musica, da uno strumento ad una canzone, tant’è che avevo pochissimi giocattoli ma tantissimi 45 giri e questa cosa mi ha portato a coltivare la passione. A sette anni ho iniziato a studiare la chitarra da autodidatta, poi sono arrivate le prime canzoni e la prima band durante il periodo del liceo, insomma il solito iter di un periodo nel quale non c’erano i talent televisivi ma dovevi suonare tanto nei locali, andare a bussare alle porte delle case discografiche e cercare di proporre le tue canzoni in giro...”

Guardando un po’ al panorama nazionale ed internazionale, quali sono gli artisti che segui ed apprezzi maggiormente?-taglio2-

“Beh... ce ne sono tanti, io mi nutro di tantissima musica: ad esempio adoro molto ascoltare l’indie, quello che le radio non passano o che comunque non arriva a tutti. In primis ho un amore artistico per Umberto Maria Giardini, noto anche col nome d’arte Moltheni, dalle sonorità particolari e che apprezzo tantissimo. Diciamo che sono onnivoro, ascolto di tutto e mi lascio contaminare.”

Nell’arco della tua carriera hai collaborato con diversi artisti di calibro internazionale, quale delle tante esperienze ricordi con maggiore entusiasmo?

“Ogni esperienza ha avuto la sua importanza nella mia fase di crescita e maturità artistica e umana. Sicuramente ho un affetto particolare verso la mia prima canzone di successo, ‘Non ti scordar mai di me’ scritta per Giusy Ferreri, che in qualche modo ha dato una svolta alla mia carriera, ma anche tutte le altre collaborazioni non sono da meno, con Emma, con Alessandra - Amoroso, ndr -, quella con Mengoni e la conseguente vittoria al Festival è un’altra tappa importante.”

A questo punto della tua carriera ti senti più autore o cantante?

Le due cose vanno di pari passo, sono due facce della stessa medaglia, mi sento entrambi e continuo a coltivarle con la giusta serenità e passione. Chiaramente il percorso da cantante ed interprete delle mie stesse canzoni ha una sua difficoltà e ne sono cosciente, tuttavia cerco di affrontare tutto con la giusta tranquillità cercando di fare sempre un buon lavoro per arrivare quanto più possibile alle persone, perché è quello che alla fine conta di più”

I sogni sono sempre il motore della vita: qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Beh... di sogni ne ho tanti, sicuramente uno di questi è la possibilità di partecipare ad un Festival di Sanremo come interprete di una mia canzone. Poi in realtà io cerco di essere sempre felice di tutto quello che ho già e che ottengo ogni giorno. Il cassetto dei sogni viene costantemente riempito, guardando sempre e comunque quello che da quel cassetto ne è già uscito...”





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