Ugo La Pietra

di Joanna Irena Wrobel

Numero 183 - Dicembre 2017

Un artista dalla forte personalità, uno dei maggiori esponenti di una creatività “Made in Italy”: pittore, scultore, architetto, designer, docente universitario, regista e saggista, Ugo La Pietra vive e lavora a Milano.


Un artista dalla forte personalità, uno dei maggiori esponenti di una creatività “Made in Italy”: pittore, scultore, architetto, designer, docente universitario, regista e saggista, Ugo La Pietra (1938, Bussi sul Tirino, PE) vive e lavora a Milano. Laureato in Architettura (1964) presso il Politecnico di Milano, si forma artisticamente nella città meneghina ricca di fermento e aperta ad ogni novità e provocazione. Esordisce con le prime opere pittoriche già alla fine degli anni ’50. Nel 1962 fonda (con Agostino Ferrari, Ettore Sordini, Angelo Verga e Arturo Vermi) il Gruppo di Cenobio, sviluppando un’attività con mostre orientate nell’area della pittura segnica. Nel 1968 pubblica il saggio “Il Sistema Disequilibrante”, teoria che, applicata a opere e azioni a scala oggettuale e dell’ambiente urbano per sottolinearne le condizioni, rappresenta una delle espressioni più originali del design radicale. Ironico e disarmante, con le sue opere esprime tutto il senso di una società che, cadute le grandi utopie, vive di continue attese. -taglio- Il percorso artistico di Ugo La Pietra è orientato verso la ricerca di un equilibrio tra l’uomo e l’ambiente, sperimentando in ambiti diversi e superando i confini disciplinari. Generatore di idee innovative e organizzatore culturale inesauribile, con la propria ed altrui opera, ha promosso il recupero e rilancio del valore dell’artigianalità e del “fatto a mano”, che reputa più completo e funzionale rispetto alle produzioni industriali di design. “Un ricercatore delle arti” e della comunicazione, come si definisce, anomalo e scomodo, non etichettabile, sin dai primi anni ’60 promuove e sostiene un Design Territoriale contro quello internazionalista, sviluppando temi come “La casa telematica”, il “Rapporto tra spazio reale e spazio virtuale”, “La casa neoeclettica”. Il tema ricorrente della “diversità”, viene applicato al recupero di valori legati a territori che conservano ancora la propria identità. Nasce così, una serie di opere raggruppate in collezioni e dedicate a varie aree italiane, con le loro realtà culturali, artistiche e produttive ben distinte, che rappresentano in modo esemplare tutte le teorie e ricerche, che l’artista porta avanti negli anni ’80 e ’90. Il tentativo di rinnovare la grande tradizione dell’artigianato artistico italiano, viene continuamente alimentato dalla approfondita ricerca stilistica e concettuale. Disegni e dipinti preparatori accompagnano spesso gli oggetti, le installazioni e le opere che, sovente, assumono espressioni simboliche e allusive. “L’interno verso esterno”, unito allo slogan “abitare è essere ovunque a casa propria”, sono i soggetti portanti del fare e del teorizzare di Ugo La Pietra, che si -taglio2- batte in modo incessante e convinto per uno spazio urbano con le qualità dello spazio domestico privato. Negli ultimi anni, l’artista milanese si concentra nella ricerca nel campo della ceramica, promuovendo un’operazione molto interessante dal punto di vista formale: cosiddette “opere a quattro mani”. È un nuovo alfabeto del design, che vede lavorare insieme il progettista/artista con l’artigiano/maestro, portando a compimento delle meraviglie di alcune opere-sculture, che in forma di teiere, piatti, fermalibri, vasi di varie fogge e colori, case-giardino, salvadanai, ironicamente dialogano con la loro funzione primaria e con le diverse tradizioni dal Sud al Nord dell’Italia. Come nel caso di una serie di manufatti realizzati in collaborazione con Francesco Raimondi e dedicati alla ceramica di Vietri, dove i nuovi oggetti (una grossa teiera con la maschera di Pulcinella e un piatto “Bellezza al bagno” con una buffa sirena che riemerge dalle acque) assumono una veste nuova, tagliente e contemporanea, smitizzando una certa “sacralità” della tradizione e generando uno “svecchiamento” delle forme tradizionali, diventate ormai quasi folcloristiche. L’ironia innata di Ugo La Pietra è un valore aggiunto di tutti suoi prototipi, pezzi unici, oggetti-sculture rare e irripetibili. La natura gioiosa e giocosa dell’Artista, veste di forme inedite la nostra vita quotidiana, creando oggetti belli e divertenti, che seminati negli anonimi spazi delle case contemporanee, diffondono (ancora e per fortuna!) un barlume di luce e di speranza.





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