Trasformarsi

di Laura Fiore

numero 178 - Giugno 2017

Decidere di dedicare la propria vita alla musica è una scelta che presuppone tanto coraggio, Manuela Padoan non ha avuto il timore di affrontare questa sfida e, soprattutto, di vincerla!


La passione per la musica è un qualcosa che ti nasce dentro, all’improvviso, senza nessun preavviso. Ti da gli strumenti giusti per guardare la vita da un punto di vista differente, proprio come è successo a Manuela Padoan, giovane cantautrice, che a soli sei anni ha iniziato a studiare pianoforte e a voler fare della musica una sua fedele compagna di viaggio. Manuela ha studiato tecnica lirica, improvvisazione jazz e canto moderno e nel 2011 è finalista al Festival di Castrocaro, che da sempre permette di conoscere i talenti emergenti del panorama musicale italiano. Lo scorso anno è uscito il suo primo EP “Mille fiori, mille colori”, realizzato con la collaborazione dell’arrangiatore Edu Hebling, lavoro molto gradito dal pubblico e dalla critica. Ora, Manuela Padoan, è tornata con un nuovo singolo “Metamorfosi delle farfalle” brano che parla di lei come persona e come musicista.

È uscito il tuo secondo singolo “Metamorfosi e farfalle”, brano che è stato definito un inno alla vita e che parla di cambiamento. Da quando hai iniziato fino ad oggi, qual’ è stata la tua metamorfosi?

“Dagli esordi, sono certa che la metamorfosi più importante sia stata la scelta di credere nelle canzoni che scrivevo e scrivo tuttora. Scegliere di dire ‘okay’, provo a costruire il mio progetto e quindi a realizzare quello che è il mio percorso da cantautrice. Questo cambiamento è dovuto al fatto che prima si scrivevo canzoni, che però tenevo per me, poi con un po’ di coraggio ho iniziato a condividerle.” -taglio- Quando scrivi un brano, hai una routine?

“Solitamente parto da un testo: cose che ho scritto nei miei appunti/pensieri. Una routine potrebbe essere quella di mettermi al pianoforte, quando ho delle parole che mi suonano in particolar modo in quel momento e che vado a rileggere, e farle diventare melodia, suono. È quasi come se fosse il testo stesso a dirmi qual è il momento giusto per diventare canzone!”

Hai ottenuto una forte risposta di pubblico sul web con il brano “Viola”, il cui testo affronta un tema caldo come quello sulla violenza sulle donne. Com’è nato questo singolo?

“’Viola’ è nata da una mia esigenza personale; tratta di un tema che ho sempre avvertito in maniera molto forte e come donna ho voluto dire la mia. In particolare dire ‘no’ anche per quelle donne che faticano a dire mettere la parola fine ad alcune situazioni. Il testo è volutamente forte, ma allo stesso tempo semplice, il ritornello, infatti, è abbastanza orecchiabile.”

Sei anche musicoterapeuta, in che modo la musica può essere una terapia?

“In primis sono convinta che la scrittura può funzionare, perché ha aiutato me in tante circostanze. Lo scrivere una canzone ed, in particolare, di qualcosa che senti, aiuta a mettere nero su bianco i tuoi pensieri che poi diventano musica. Quindi il processo di cantare parole che scrivi tu -taglio2- oltre ad avere dei benefici fisici, come di massaggio interiore, è un ‘mi esprimo e canto’ quindi dò una forma artistica ad un pensiero che può essere negativo o positivo. Spesso nell’arte quando si da forma a alle proprie emozioni, sentimenti e anche al proprio dolore, è un po’ come se lo si potesse guardare. Tutto questo aiuta a vedere le cose, ad ascoltarle e sentirle.”

La musicoterapia ha aiutato anche te, qual è stato l’ostacolo che hai dovuto superare?

“C’è una canzone all’interno di questo EP, ‘Dietro lo specchio’, che è la dimostrazione concreta della musicoterapia. Un brano autoironico su di me e sulla mia crescita, sui vari cambiamenti che si fanno dall’adolescenza fino alla maturità e che abbracciano tutti gli aspetti della nostra vita. Questa canzone mi ha aiutato ad accettarmi così come sono, con i miei pregi con i miei difetti. E poi, la stessa ‘ metamorfosi’ è una canzone che mi ha aiutato a ridere su alcune situazioni e prendere la vita con più leggerezza. Tutte le canzoni le ho scritte anche per me! Perché quando scrivi lo fai partendo da storie che ti raccontano sia da qualcosa che senti dentro di te.”

Hai in programma dei live?

“Al momento ancora no, sto lavorando all’album e sono in una fase creativa, di costruzione, di ricerca di nuovi suoni e nuove idee.”





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