Tiroide e cuore

di Alfredo Salucci

Numero 181 - Ottobre 2017

La ghiandola tiroide è un organo fondamentale per la vita, infatti, attraverso i suoi ormoni – T4 o tiroxina e T3 o triiodotironina – controlla numerose funzioni del nostro organismo.


La ghiandola tiroide è un organo fondamentale per la vita, infatti, attraverso i suoi ormoni – T4 o tiroxina e T3 o triiodotironina – controlla numerose funzioni del nostro organismo. I suoi effetti si hanno sul metabolismo energetico, sul sistema nervoso, sul sistema riproduttivo, sul sistema cardiovascolare. In quest’articolo prenderemo in esame le conseguenze che si possono avere a carico del cuore di soggetti adulti in seguito a una condizione di ipertiroidismo (aumento degli ormoni tiroidei) o di ipotiroidismo (riduzione degli ormoni tiroidei). Capita spesso che il paziente per la sintomatologia avvertita a carico del cuore si rivolga a un cardiologo e sia questo specialista a inviare il paziente all’endocrinologo. Ipertiroidismo La prevalenza nella popolazione generale di queste sindromi, definite genericamente tireotossicosi, è pari allo 0,5-2%. Le cause più frequenti di tireotossicosi (>95%) sono rappresentate da: gozzo tossico diffuso, gozzo nodulare tossico, nodulo autonomo. Le forme meno frequenti (<5%) di tutte le tireotossicosi sono rappresentate da: tiroidite subacuta (fase iperfunzionante), Hashitossicosi, ipertiroidismo da eccesso di iodio esogeno. Ci sono altre forme molto meno frequenti. -taglio- I sintomi e i segni possono interessare la cute e i sistemi: oculare, gastrointestinale, nervoso, muscolare, osteoarticolare, riproduttivo, respiratorio e cardiovascolare. Per quanto riguarda il cuore, organo preso in esame in quest’articolo, il sintomo più frequente e comune a tutte le tireotossicosi è il cardiopalmo, l’angina pectoris è molto rara. Fra i segni c’è la tachicardia, avvertita particolarmente di notte e durante uno sforzo fisico. Altre manifestazioni cardiovascolari sono rappresentate dall’alterazione del ritmo cardiaco, tachicardia atriale parossistica e aritmia totale da fibrillazione atriale. La pressione sistolica è alta, mentre la diastolica è bassa. In presenza di una preesistente malattia cardiaca si può avere insufficienza cardiaca. Bisogna avere particolare attenzione per i pazienti cardiopatici e/o anziani, l’ipertiroidismo per questi soggetti può essere molto pericoloso. Ipotiroidismo La prevalenza dell’ipotiroidismo nella popolazione generale è pari all’1-3%. A parte l’ipotiroidismo postchirurgico e postradiante, condizioni note al paziente, e quello primitivo da agenesia della tiroide, anche questa forma nota, grazie allo screening neonatale di massa, l’ipotiroidismo più frequente è quello da tiroidite cronica di Hashimoto. A queste cause se ne associano altre meno frequenti. Sintomi e segni di insufficienza tiroidea si manifestano a carico della cute e tessuto connettivo, della funzione renale e dei sistemi: gastrointestinale, respiratorio, ematologico, nervoso e neuromuscolare, riproduttivo, scheletrico, endocrino-metabolico e cardiovascolare. Per quanto riguarda il cuore, il segno che caratterizza l’ipotiroidismo è la bradicardia (diminuzione della frequenza cardiaca); può associarsi dispnea, soprattutto da sforzo. In genere si osserva una riduzione della pressione sanguigna, anche se il 20% dei pazienti presenta ipertensione. -taglio2- Circa l’ipotiroidismo subclinico, forma per definizione asintomatica, ho trattato la diagnosi e la cura di questa patologia in un articolo precedente, ma si potrà tornare sull’argomento, se richiesto.
Posta la diagnosi, sia per l’ipertiroidismo sia per l’ipotiroidismo, la terapia medica è finalizzata a riportare i valori ormonali della tiroide nella norma. La terapia va affidata all’endocrinologo che sa come ottenere il compenso evitando effetti collaterali potenzialmente pericolosi. Il compenso ormonale generalmente elimina anche i sintomi e i segni a carico di altri organi, eventualmente interessati. Se questo non dovesse accadere, sarà necessario richiedere altri esami e la collaborazione di altri specialisti, oltre all’endocrinologo. Per l’aspetto cardiologico, sarà il cardiologo a suggerire una terapia quando necessaria. Raggiunto l’equilibrio ormonale con terapia medica, per alcune forme di ipertiroidismo si prenderà in considerazione anche la terapia chirurgica o la terapia radiometabolica. La scelta fra terapia chirurgica o radiobetabolica sarà fatta in base alla patologia, all’età del paziente e all’eventuale presenza di altre patologie. Un consiglio: se avvertite uno dei sintomi sopra descritti, rivolgetevi subito al vostro medico.





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