Stupiscimi!

di Fabrizio Grieco

È nascosto in una lettera il segreto sulla vera storia degli spaghetti alla Nerano, simbolo oramai della tradizione culinaria della penisola sorrentina


Chi non si è recato almeno un volta in “pellegrinaggio” a Nerano per gustare il celebre spaghetto con gli zucchini da Maria Grazia o da qualche altro ristorante vicino? I locali fanno a gara per preparare il miglior piatto, ed a conservare il segreto della ricetta. Dopo averlo mangiato, e goduto, ciascuno di noi si è chiesto o ha chiesto al ristoratore quali fossero gli ingredienti che davano al piatto quel particolare sapore, ma la risposta è sempre stata evasiva. Poi, quando si è tentato di riprodurre il piatto a casa, il risultato non è mai stato uguale a quello assaggiato a Nerano. D’altra parte sui ricettari antichi non ce n’è traccia di questa ricetta, non fa parte della tradizione culinaria napoletana né di quella della costiera. Come mai? La verità è in una lettera! La penna è quella di Francesco Caravita Principe di Sirignano alias Pupetto, ricco e aristocratico viveur napoletano che sperperò allegramente la sua fortuna tra USA, Capri, Roma, insomma tra viaggi, avventure e amori. A Napoli il suo casato resta noto per il nome del Rione Sirignano, la strada signorile che sbocca sulla Riviera di Chiaia, così chiamato dal grandioso palazzo che un suo antenato volle crearsi aggiungendo una nuova e imponente costruzione gentilizia alla preesistente torre seicentesca ad angolo con la Villa Pignatelli. -taglio- Gli interventi condotti a partire dal 1889 dal Sirignano furono radicali: i lavori comportarono la completa realizzazione degli esterni in stile neorinascimentale e degli interni in gusto Art nouveau. L’edificio è stato poi sede della Tirrenia ed attualmente è chiuso. Il discendente Pupetto, nato nel 1907 e morto nel 1989, in un epitaffio aveva scritto di sé “Non fece mai niente d’importante, ma non fece mai male a nessuno. Si divertì”. Nella sua famosa lettera racconta che durante una gita a Nerano, partendo da Capri in compagnia di Fred Chandon, produttore di uno dei più famosi Champagne, si erano fermati in quella che era allora l’unica trattoria del paese: “Maria Grazia”. L’amico francese, ironizzando benevolmente sulla monotonia dei soliti spaghetti al pomodoro, lo sfidò ad offrirgli un piatto nuovo. Il Principe suggerì a Maria Grazia di preparare degli spaghetti usando zucchini fritti ed un particolare condimento. La cuoca realizzò la ricetta, aggiungendovi parmigiano e provolone del monaco esaltando così l'origine napoletana e del territorio della penisola amalfitana. “... Arrivato nell’ unica e piccola trattoria di Nerano, Fred col sarcasmo, qualche volta amichevole, che hanno i francesi verso gli italiani quando si parla di cucina, mi disse: basta con gli spaghetti al -taglio2- pomodoro, piatto nazionale di voi italiani del sud, voglio vedere se almeno tu sei capace di offrirmi qualcosa di più nuovo, di più personale. La stuzzicante domanda mise in moto tutte le mie idealizzazioni culinarie, e pregai Maria Grazia di preparare un sugo per gli spaghetti con gli zucchini fritti con metà olio, un quarto di burro, un quarto di sugna. La nostra cordon bleu, in ammirazione per il mio suggerimento, eseguì la ricetta aggiungendo sugli spaghetti cotti al dente due tipi di formaggi: il parmigiano e il provolone per far ancor più risaltare l’origine napoletana della ricetta. Per anni e anni questa innovazione subitanea fu un grande successo e Maria Grazia ha vissuto su questa ricetta che divenne per i miei amici ‘maccheroni alla Sirignano’ e, per i suoi clienti, ‘spaghetti alla Maria Grazia’”. Queste le parole scritte, un bel po’ di anni dopo, da Francesco Caravita Principe di Sirignano il quale per tutta la vita raccontò lusingato questo aneddoto. Nacquero così gli spaghetti alla Nerano il cui vero nome dovrebbe dunque essere quello altolocato di spaghetti alla "Sirignano", piatto ricco di gusto ed è il caso di dire di storia. Non vi resta che fare un salto a Nerano, per far si che il vostro palato si delizi con questo fantastica ricetta!





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