Storia di un Santo

di Alfredo Salucci

Numero 181 - Ottobre 2017

Il Santo che ha dato inizio al monachesimo occidentale


Il Medioevo è stato un periodo particolare della nostra storia e non ha eguali. Ancora oggi continua a suscitare nella nostra mente fantasie e immagini surreali risvegliate anche da tanti romanzi e film che, spesso, hanno avvalorato l’idea del Medioevo come un periodo di oscurantismo. Non è così. Da molti studi, recenti e non, emerge un Medioevo dinamico, ingegnoso, costruttivo; certo, con le sue paure, le sue ossessioni, le sue superstizioni, ma quale periodo storico ne è stato del tutto esente? Nel secolo scorso Mach Bloch e Lucien Febvre, fondatori della rivista “Les Annales”, Aron Gurevic, Jacques Le Goff e altri storici ci hanno mostrato e insegnato un altro Medioevo ricco di valori e per niente passivo. Uomini e donne, a modo loro, guardavano, comunque, al futuro con fiducia e cercavano di migliorare in tanti modi la propria esistenza. Su questo nuovo modo di intendere il Medioevo si inserisce il libro “Benedetto”, edito da il Mulino, della professoressa Amalia Galdi docente di Storia medievale presso l’Università di Salerno. Benedetto da Norcia (480-547), fondatore dei monasteri di Montecassino e Subiaco e dunque del futuro ordine dei Benedettini, è stato una delle figure più rilevanti della Chiesa. -taglio- L’uomo che ha dato inizio al monachesimo occidentale. L’Autrice, profonda conoscitrice del Medioevo, ha dedicato molte sue ricerche all’agiografia considerata da Marc Bloch di un valore inestimabile, giacché è una fonte molto attendibile del modo di vivere e pensare degli uomini di quell’epoca. L’agiografia era anche un modo efficace della Chiesa di comunicare con gente in maggioranza analfabeta. L’Autrice inizia il suo libro dalla vita di s. Benedetto, per poi analizzare la sua Regola scritta per i monaci di Montecassino. Regola che per volontà dei sovrani carolingi fu diffusa in tutta Europa. Questa Regola, che abbina il lavoro, dandogli dignità, e la preghiera, ci fa conoscere la vita del monaco di quel periodo, l’organizzazione del monastero, il ruolo dell’abate, le penitenze, il cibo, gli scriptorium, i luoghi dove si copiavano i libri, l’ammissione nel monastero, l’accoglienza degli ospiti e dei poveri. Attraverso la storia dei monasteri di Montecassino e Subiaco, poi, la Galdi ci informa anche sulla storia dell’Italia meridionale e sul ruolo che ebbe la Chiesa, partendo dai Longobardi che occuparono il monastero di Montecassino e a seguire con le dominazioni Normanna, Sveva, Angioina e Aragonese. Altro argomento di grande interesse affrontato è la devozione per le reliquie. Lo studio delle reliquie è un’altra fonte essenziale per comprendere il Medioevo. In quegli anni, chiese e monasteri facevano a gara per accaparrarsi reliquie, cosa che dava grande prestigio e attirava una folla di pellegrini; in pratica era una fonte di guadagno, per cui non mancarono il commercio e i furti di reliquie. Nel Medioevo, storie di spoglie di santi trafugate se ne -taglio2- raccontano molte, come quella di s. Martino di Tours o di s. Lupicino. Avere le spoglie di un santo taumaturgo significava beneficiare dei suoi miracoli. L’Autrice ci informa che anche le spoglie di s. Benedetto e di sua sorella santa Scolastica sarebbero state rubate e traslate nell’abazia benedettina di Fleury, in Francia, dando origine ad un contenzioso fra le abbazie di Fleury e Montecassino che a tutt’oggi non è stato risolto. Dall’analisi storica degli eventi trattati emergono anche tanti temi che appartengono al quotidiano di quelle persone: il modo di vivere e di pensare, il diavolo, onnipresente, il peccato, il culto, i miracoli, la paura dell’aldilà. Il Medioevo è stato certamente un periodo difficile fra invasioni barbariche, guerre, epidemie e altre calamità naturali, ma è stato anche un momento di crescita umana e intellettuale. Questo significa che dobbiamo abbandonare l’idea del Medioevo come epoca buia. Il libro della Galdi va in questa direzione, offrire attraverso la storia di s. Benedetto una visione del Medioevo più vicina alla realtà che alle fantasticherie, in questo caso le nostre, sul quel periodo. “Benedetto”, non è solo un libro agiografico nel senso comune del termine, ma un testo di storia medievale che consente all’Autrice di raccontarci anche uno spaccato della quotidianità di quei tempi. La professoressa Galdi con questo libro, oltre a mostrare le sue profonde conoscenze della storia medievale rivela che argomenti anche complessi, se si hanno le capacità e le competenze, possono essere resi fruibili a tutti, non solo agli addetti ai lavori. “Benedetto” è un libro per tutti.





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