Serena Autieri

Vita d’amore

di Maresa Galli


Anche questa volta ha confermato di essere una grande interprete, al pari delle tanti attrici che hanno vestito i panni dell’indimenticata principessa Diana, in cui ha saputo imparare a riconoscersi


Il successo del concept musical “Diana & Lady D. L’amore ti trova sempre”, si deve certamente alla poliedrica e brava Serena Autieri. In scena con sei ballerine, per quasi due ore la Autieri recita, balla, canta e racconta il dramma di una donna “nata per non essere libera”. Un dialogo tra le due anime della principessa triste, icona di glamour ma anche donna sensibile alle cause umanitarie: la Lady D pubblica e la Diana privata si intrecciano. Un grande team al lavoro: firma i quadri scenici il premio Oscar Gianni Quaranta, le luci A. J. Weissbander, le coreografie Bill Goodson, già coreografo di star del calibro di Michael Jackson, Diana Ross, Stevie Wonder, Gloria Estefan. Strepitosi i costumi di Silvia Frattolillo, magiche le luci che sottolineano le emozioni della protagonista, la musica diretta da Maurizio Metalli. L’atipico musical, che ha raccolto un enorme successo anche presso il Teatro Augusteo di Napoli, racconta l’ultima notte di Diana in un flusso di coscienza doloroso e poetico, nel quale riemergono l’infanzia tormentata di Diana, l’adolescenza felice, la vita difficile con Carlo, le cerimonie reali, la mondanità, il glam, il volontariato, gli amanti, la bulimia, la solitudine, le umiliazioni, la fierezza di madre. Si giunge al tragico giorno dell’incidente con Diana che sta per lasciare l’appartamento all’Hotel Ritz di Parigi e raggiungere Dodi in macchina: un ultimo colpo di cipria allo specchio ed ecco apparire l’immagine riflessa dell’altra Lady D. Serena Autieri ci introduce a quello che c’è “dietro” questo grande personaggio dell’era moderna e a questo meraviglioso spettacolo teatrale, che racconta tanto della nostra storia recente, ma anche delle paure, pensieri e speranze dell’oggi e del domani.

Lo spettacolo mostra le diverse fasi della vita di Diana. Come lo presenteresti?

“È una forma di spettacolo che non saprei esattamente come definire. Sul palcoscenico ci sono solamente io per una performance verbale e fisica particolarmente originale. Si va avanti e indietro nel tempo, per ritrovare Diana bambina, senza nome per settimane poiché i conti Spencer desideravano un maschio; c’è la ragazza giovane e inesperta che ad una partita di polo stringe per la prima volta la mano di Carlo, di dodici anni più grande, rimanendone affascinata. Il momento spensierato è quello di Diana con le amiche (sulle note di ‘A Wonderful Life’), e c’è lo sgomento di Diana quando, ancora maestra d’asilo, le ‘uccisero l’anima con un flash in un giorno qualunque’. C’è Diana ‘venduta’ a Buckingham Palace, scelta perché vergine e per quel viso perfetto per monete e francobolli, la principessa che precipita nell’inferno di un amore solo sognato che si trasforma in una gabbia con diadema, tra un marito che la lascia sanguinante a terra quando lei si getta dalle scale sperando di abortire e Camilla sempre presente, persino sul letto di nozze. Una storia forte!” -taglio- Si legge grande ammirazione nelle sue parole per Lady Diana...

“Assolutamente, l’ho sempre ammirata in qualità di donna, di madre e per il suo impegno di solidarietà durante tutta la sua vita. La sua tristezza mi ha molto colpito, entro in contatto con lei ad ogni replica dello spettacolo, attraverso le mie fragilità. Diana era un'anticonformista alla disperata ricerca di amore. Era una principessa ma amava la semplicità: a 19 anni credeva nell’amore ed era innamorata follemente di Carlo. Ha cercato di ribellarsi in ogni modo alle rigide regole senza mai essere ascoltata da nessuno, neanche da suo marito.”

Chi l’ha supportata nell’affrontare un personaggio così complesso?

“Il regista Incenso, uno psicologo e Fioretta Mari, la mia coach, colei che anni fa mi ha insegnato dizione e che mi segue da sempre. Anche questa volta è riuscita a farmi portare a casa una bella interpretazione.”

Una colonna sonora molto ricca e variegata sottolinea la vita di Lady D, alternando grandi successi con brani inediti di Francesco Arpino e Vincenzo Incenzo.

“Esatto, interpreto le canzoni che hanno scandito la vita di Diana: da ‘The Sound of Silence’, a ‘Wonderful Life’, oppure ‘The Promise’ tradotta in italiano, e ‘Candle in The Wind’ che Elton John cantò al suo funerale. È stato davvero bello poter dare un ulteriore contributo ad uno spettacolo del genere, cantando quella che può definirsi una vera e propria colonna sonora della vita di questa grande donna.”

In passato ha già interpretato una principessa, nel musical “Vacanze Romane”. Si trattava di Anna, ruolo scolpito nell’immaginario collettivo nella magnifica interpretazione di Audrey Hepburn. Sembra portata per ruoli simili...

“Eh si, le due principesse sono simili e differenti allo stesso tempo. Vivono diversi periodi storici, hanno un carattere particolare, ma sono accomunate da quella sorta di prigionia che impediva loro di vivere semplicemente. E soprattutto di vivere d’amore.”

Lei cosa ama di più?

“Sicuramente la parte della mia vita che amo di più è quella privata. Il teatro è la mia casa: l’ho scoperto tredici anni fa grazie a Pietro Garinei e ad Armando Trovajoli che considero i miei maestri. Sto cercando di trovare questo ‘posto al sole’, studiando, per meritarlo e fare teatro di qualità in un momento così arido per questo mondo. Considero magico il Sistina, un tempio, così come l’Augusteo, dove mi sento a casa e dove torno sempre con gioia e trasporto.”

Incenzo – il regista dello spettacolo - ha affermato di voler portare questo musical a Londra, e proporlo alla famiglia reale. Se la sente?

“È nostra intenzione, il 31 agosto, nel ventennale della morte di Diana, presentare questo spettacolo a William ed Henry. Abbiamo avviato un percorso di corrispondenza che ci auguriamo proficuo. Lo spettacolo su Lady D parla a tutte le donne che subiscono soprusi ma hanno grande dignità. È un canto all’essenza della vita e alla bellezza delle donne. Speriamo di poter avere il consenso della famiglia reale, sarebbe una grande soddisfazione!”

La Cover Story di questo mese è incentrata sugli stereotipi, crede che sia ancora forte questo fenomeno nella società odierna?

“Purtroppo non posso far altro che rispondere affermativamente. Nonostante in molti si danno da fare per mettere fine ad una visione del mondo pregna di stereotipi, sono ancora numerose le persone che non riescono ad uscire dai preconcetti. Nel frattempo, non bisogna darsi per vinti e bisogna continuare a ‘lottare’ per un mondo che ci vede tutti sullo stesso piano.”

Quali sono i suoi progetti futuri?

“Continuerò con il teatro, e sarò in scena con un altro spettacolo. Forse ci sarà qualche ospitata in tv, ma nulla di certo.”

“La tristezza di Lady D mi ha molto colpito. Entro in contatto con lei ad ogni replica dello spettacolo, attraverso le mie fragilità”


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