MARIA ROVERAN

La forza delle donne

di Laura Frigerio


Dopo il successo alla Mostra del Cinema di Venezia con “Questi giorni”, l’attrice veneta è tornata sul set per un nuovo film da non perdere


Maria Roveran, attrice e cantante veneta, sta dimostrando con il tempo di essere davvero uno dei più grandi talenti del nostro paese. Solo nell'anno appena trascorso, l'abbiamo vista al Piccolo Teatro di Milano con “L'opera da tre soldi”, poi alla 73.ma Mostra del Cinema di Venezia dove ha emozionato tutti con la sua interpretazione in “Questi giorni”, film di Giuseppe Piccioni che racconta il viaggio di formazione di quattro ragazze, molto diverse tra di loro ma unite da un'amicizia sincera e (all'apparenza) indissolubile. Le protagoniste della pellicola nel giro di pochi giorni si troveranno ad affrontare i problemi della vita adulta e a dover crescere, proprio come questa giovane attrice. Subito dopo la Roveran è stata catapultata su un nuovo set, quello del regista italo-iraniano Samad Zarmandili e della sua opera prima “Beate” in cui recita al fianco di Donatella Finocchiaro e veste i panni di una giovane suora. Ciò che piace di lei è proprio questa sua poliedricità, interpreta i ruoli più disparati, sempre con estrema credibilità e professionalità. Quindi, in attesa di vederla nuovamente al cinema in questa commedia agrodolce tutta da scoprire, abbiamo fatto due chiacchiere con lei, per conoscere Maria Roveran oltre i personaggi che interpreta.

Che effetto ti ha fatto tornare, lo scorso settembre, alla Mostra del Cinema che ti ha lanciata nel 2013 con “Piccola Patria”?

“Eh, non è semplice riuscire a descrivere effettivamente le mie sensazioni. Tre anni fa, quando mi sono ritrovata al Lido, non ero consapevole di ciò che mi sarebbe accaduto. Stavolta è stato diverso: la paura di sbagliare era tanta, ma ho cercato di tenere a bada l'ansia e godermela al massimo.” -taglio- In “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni interpreti Liliana, una romantica dall'animo poetico, che poco prima di laurearsi in letteratura scopre di avere un tumore e decide di affrontare tutto da sola. È stata dura entrare nei suoi panni?

“Abbastanza, per affrontare un ruolo così particolare e delicato ho lavorato molto con il regista. Prima di tutto ho voluto capire in che modo aveva intenzione di raccontare il tumore, poi ho cercato per quanto possibile di documentarmi a livello medico ed infine ho lavorato dal punto di vista emotivo. La parte più complicata. Come ho detto prima, non è stato facile, perché mi sentivo addosso una responsabilità enorme sia come attrice sia come persona. Devo ringraziare, però, Giuseppe per essere riuscito a tirare fuori degli aspetti di me che non conoscevo e non riuscivo a vedere prima di affrontare questa interpretazione.”

Ti piace lavorare in film corali al femminile come questo (in cui ha recitato con Marta Gastini, Laura Adriani e Caterina Le Caselle)?

“Lo adoro! Abbiamo vissuto fin da subito in un bel clima di complicità, tanto che Giuseppe (Piccioni) temeva che il legame che si stava creando tra di noi potesse influenzare in qualche modo la messa in scena, ma alla fine il risultato è stato quello desiderato. Nelle scene è chiaro il feeling che c’è tra di noi. In più mi sono ritrovata delle amiche vere e sincere: cosa difficile spesso da immaginare nel nostro ambiente lavorativo.”

Le protagoniste di “Questi giorni” partono per quello che si rivela per loro un viaggio di formazione. Tu che rapporto hai con questa dimensione?

“Molto stretto, dato che il mio lavoro mi porta a non avere una base fissa. Io sarei originaria del Veneto, ma ormai non ci vivo più e cambio casa in base ai miei impegni professionali. Questa vita mi permette di vedere le cose sotto punti di vista diversi e di conseguenza vivere ogni momento ed ogni posto in maniera del tutto singolare e personale.”

Sei una ragazza con i piedi ben piantati a terra, come riesci a gestire la tua vita privata e quella professionale?

“Mi fa piacere che tu mi abbia descritto ‘con i piedi ben piantati a terra’, significa che faccio una buona impressione! -taglio2- -sorride- riuscire a dividere gli spazi tra lavoro e vita quotidiana non è affatto semplice e sto ancora imparando. L’errore che spesso commetto, è quello di lasciarmi trasportare troppo dai ruoli che interpreto. Questo non vuol dire che non ho una mia personalità, è solo che mi immergo talmente tanto nel mood del personaggio, che alcuni suoi aspetti si riflettono inconsciamente nella mia vita. Infatti, le persone a me più vicine capita che mi dicano ‘Che ti è successo, non ti riconosco’, poi guardano il film o lo spettacolo, e tutto diventa loro più comprensibile!”

Come hai trovato lo sguardo maschile del regista rispetto ad una storia femminile?

“Giuseppe è stato per noi una vera guida, ed è riuscito a tratteggiare dei meravigliosi ritratti in cui si sottolinea come la forza delle donne stia nella loro fragilità. Trovo questo messaggio importantissimo, soprattutto in una società in cui sembra che l'unico modo per farsi rispettare sia comportarsi come un uomo o aderire a certi stereotipi. Purtroppo ne abbiamo avuto un esempio anche alla Mostra del Cinema, quando due fanciulle si sono presentate sul red carpet con abiti che lasciavano ben poco all'immaginazione: lì c'era del puro maschilismo, ma applicato da delle donne, strano il mondo, no? Il cambiamento deve partire da noi, altrimenti non andremo mai avanti.”

Tu sei anche una musicista e lavori tanto a teatro. Questo tuo essere artista a trecentosessanta gradi come viene visto in un paese come l'Italia, che ha la fama di essere maschilista?

“Non posso negare che nel mondo della musica così come nelle troupe cinematografiche le presenze maschili facciano sentire la propria presenza, ma io non sento pesare su di me dei pregiudizi perché ‘sono una donna’. Mi ritengo una persona aperta, che non ama i sessismi e va d'accordo con tutti e questo non significa non essere schierata dalla parte delle donne, anzi. Tutti dobbiamo dare il buon esempio e noi donne dobbiamo smettere di trincerarci dietro al femminismo, affiniamo i cervelli di chi preferisce guardare nella nostra mente piuttosto che dietro le nostre gonne.”

“Questa vita mi permette di vedere le cose sotto punti di vista diversi e di conseguenza vivere ogni momento ed ogni posto in maniera del tutto singolare e personale”


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