Rock Evolution

di Laura Fiore

Numero 177 - Maggio 2017

Amano ciò che fanno, suonano sempre con grande entusiasmo ed hanno ancora tanto da raccontarci con la loro musica, i Virtual Time sono destinati a fare grandi cose


A Vicenza col rock fanno sul serio, un esempio lampante sono i Virtual Time, band giovane che dopo appena cinque anni di attività si è già presa le sue soddisfazioni raccogliendo un bel po’ di consensi da parte del pubblico e della critica. La formazione è composta da Alessandro Meneghini – batterista – Luca Gazzola – chitarra – Marco Lucchini – basso – Filippo Lorenzo Mocellin – voce; insieme sono riusciti a far confluire le energie positive creando un rock moderno che prende il meglio dalla storia di questo genere e lo trasforma in un sound attuale e mai scontato. Il loro singolo Fire World II diventa nel Gennaio del 2016 la novità più importante per Virgin Radio Italy, ed il mese successivo Mtv New Generation li sceglie come band “Just discovered”. Nel Marzo di quest’anno è uscito il loro nuovo album “Long Distance”, un lavoro più maturo e consapevole, proprio come ci racconta Alessandro in quest’intervista esclusiva.

Il 2012 è la data ufficiale di fondazione dei Virtual Time, come nasce la vostra collaborazione ed il nome della band?

“Il gruppo nasce principalmente da un’idea mia – Alessandro, il batterista – all’epoca ho contattato il chitarrista e decidemmo di mettere su questo progetto. Inizialmente facevamo cover, è questo il modo in cui più o meno iniziano tutti, per cercare il feeling necessario. Dopo si sono aggiunti Filippo e Marco e da quel momento abbiamo iniziato a lavorare seriamente su dei pezzi nostri; volevamo fare qualcosa di originale: l’obiettivo principale era quello. Per quanto riguarda il nome della band, cercavamo qualcosa che suonasse bene e che avesse un bel significato. Virtual Time vuol essere una sorta di riflessione sul viaggio spazio temporale che facciamo fare alle persone attraverso la nostra musica.” -taglio- Cosa o chi ha influenzato maggiormente la vostra produzione musicale?

“Senza ombra di dubbio i Led Zeppelin sono il punto in comune di tutti noi, ci mettono d’accordo. Poi, ognuno ha le sue personali influenze e preferenze: il chitarrista è un tipo alla Deep Purple; io, sono alternative e post rock stile Muse; il cantante è invece particolarissimo; ed il bassista è rock anni’80.”

Durante i primi anni avete lavorato per raggiungere il giusto sound e quindi intraprendere una direzione, quando avete capito che la “ricerca” stava iniziando a dare i suoi primi risultati?

“Beh, non c’è una risposta definitiva a questa domanda, perché siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e come band siamo in continua evoluzione. Anche ascoltando l’album ci si può rendere conto che le tracce sono diverse tra loro, passiamo dal folk rock al rock più cattivo, intervallati dalle ballads. Col primo lavoro discografico abbiamo dato un’idea di quello che sappiamo fare col prossimo vedremo, ci sono delle soprese ed anche noi ci stiamo modificando, forse è questo che ci fa amare ciò che facciamo.”

Fire World II è il primo singolo estratto dal vostro ultimo album, che ha avuto un enorme successo, il testo è un invito a realizzarsi, ad essere felici, spiegaci meglio...

“Il testo del brano è di Filippo, mentre la musica nasce da una jam session. È stato tutto casuale, in quel momento eravamo particolarmente allegri – ride – ed è uscita fuori una canzone che parla di una difficoltà di coppia: lei ha -taglio2- dubbi e lui la conforta. Tutto si conclude con ‘Non pensiamoci e balliamo intorno al fuoco’.”

Come è cambiato il vostro approccio alla musica dagli esordi fino ai giorni nostri?

“All’inizio eravamo ovviamente inesperti, non che adesso ci sentiamo dei musicisti finiti, però prima si provava e si facevano le cose come venivano. Adesso, grazie all’esperienza che abbiamo maturato e alla consapevolezza, riusciamo a lavorare meglio. ‘Long distance’ spiega tutto: abbiamo fatto un lungo percorso, ci ha portato fin qui e speriamo continui a lungo.”

Che rapporto avete con il pubblico?

“Direi buono, ci piace interagire con le persone, anche alla fine dei nostri live. Molliamo tutti gli strumenti sul palco e stiamo lì a parlare, siamo entusiasti di avere questo contatto diretto e questo scambio di opinioni. È bello capire cosa riusciamo a trasmettere con la nostra musica; nei live cerchiamo sempre di divertirci e di far divertire: il nostro pubblico deve staccare la mente dal resto del mondo per un paio d’ore. Non abbiamo molte altre pretese. Le riflessioni sui testi le lasciamo ad un ascolto dell’album più rilassato, magari sul divano con un bicchiere di whisky!”

Sarà possibile ascoltarvi dal vivo?

“Certo, abbiamo un bel po’ di date in programma: ad esempio il 19 saremo all’Hard Rock Cafè di Venezia, poi a Bassano del Grappa, Firenze, e via così... Tutte le date sono disponibili sulle nostre pagine social ufficiali e sul nostro sito. Vi aspettiamo! ”





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