Ricette pericolose

di Lucia de Cristofaro

Numero 179 - Luglio-Agosto 2017

Per tutti noi è chiaramente molto più facile parlare del tempo, dello sport o delle celebrità, evitando accuratamente di toccare con il nostro interlocutore...


Per tutti noi è chiaramente molto più facile parlare del tempo, dello sport o delle celebrità, evitando accuratamente di toccare con il nostro interlocutore degli argomenti scomodi, sui quali dovremmo poi prendere posizione e riflettere sulla realtà che ci circonda. Ma la domanda vera è: “È più conveniente far finta di nulla e restare allo strato superficiale della nostra contemporaneità, oppure affrontare l’inevitabile realtà e quindi apprezzare fino in fondo la nostra vita e ciò che ci circonda?” Ai posteri l’ardua sentenza ci verrebbe da affermare, ricordando il grande Manzoni, ma proviamo per un attimo a riflettere e ad affrontare insieme le verità, individuate da Matthew Jones: “Un giorno morirai, e non hai idea di quando sarà”... meno male! Vivere con l’angoscia che ogni giorno possa essere l’ultimo, se da una parte può portare a comportamenti di euforia forzata pur di vivere tutto e subito, dall’altra può condurre ad una depressione senza ritorno, quindi ignorare ciò, non è essere superficiali, ma semplicemente prendere la vita per ciò che è, un viaggio ignoto attraverso l’umanità; “La tua ricchezza materiale non ti renderà una persona migliore o più felice”... personalmente crediamo che solo gli sciocchi possono pensare che il denaro e le risorse materiali e senza interiorità e essenza valoriale, possano renderci felici. -taglio- Ad ogni desiderio appagato, siamo già pronti a sognarne un altro e così fino a giungere alla conclusione che tutto ciò che abbiamo è futile e soprattutto inutile alla nostra felicità. Anche perché quel poco di esperienza sul campo della vita che abbiamo sin qui fatto ci ha insegnato che la felicità premia sempre i puri di cuore e soprattutto coloro che non la inseguono a tutti i costi, ma semplicemente vivono e se gli capita di essere felici, ringraziano il fato e vanno avanti; “Non si può essere perfetti, e rifarsi a standard irrealistici crea sofferenza”.... l’idea di perfezione che ogni uomo e donna ha, non dona bellezza, perché la bellezza delle cose è proprio nell’imperfezione, che rende ogni individuo, ogni cosa, ogni dono della natura originale e unico. Pensate solo per un attimo se l’umanità fosse tutta ugualmente perfetta, con nasi perfetti, menti perfette, corpi perfetti, oppure se i frutti della natura fossero tutti tondi allo stesso modo, ci sembrerebbe di vivere in un mondo falso e soprattutto omologato, non affrontiamo quindi come scomoda realtà il concetto di perfezione, ma adeguiamoci serenamente a tutte le nostre meravigliose imperfezioni; “I tuoi pensieri sono meno importanti dei tuoi sentimenti, ai tuoi sentimenti va data importanza”... un concetto questo che ci vede più che d’accordo, anche se l’ideale sarebbe che pensieri e sentimenti andassero di pari passi, uno al fianco dell’altro, facendoci sentire tutta la bellezza della nostra anima umana; “Le tue azioni contano più delle tue parole, quindi bisogna agire in modo responsabile”... da sempre le religioni del mondo insegnano ai credenti la validità delle azioni, dell’esempio, un momento di riflessione su ciò, credo che ognuno di noi nella sua vita l’abbia fatto, voltandosi indietro e facendo il bilancio di quante volte ha agito in favore degli altri, agendo in modo responsabile. I bilanci non sempre sono positivi, ma di sicuro aiutano a crescere; “Il tuo talento non significa nulla senza sforzo e pratica costante”... verità cui tutti coloro che hanno rincorso e lavorato profondamente per realizzare un sogno conoscono benissimo. Ogni pianista si esercita almeno sei ore al giorno, ogni scrittore degno di questo nome, riempie pagine e pagine di pensieri ed esperienze e così via, perché è ben chiaro a loro che nessun talento dura a lungo se non è coltivato e chi si inorgoglisce di un -taglio2- successo effimero, presto si accorgerà che i riflettori si spegneranno senza alcun preavviso, se a sostenere il successo c’è il talento primordiale senza sacrificio; “Il presente è l’unico tempo che conta, quindi smettila di sprecarlo rimuginando sul passato o progettando il futuro”... non so, in verità, quanto sia giusto vivere in un eterno presente, quindi in verità mi dissocio da questa verità di Jones, in quanto sono convinta che senza passato non siamo nulla, il passato è il nostro patrimonio, la nostra ricchezza per affrontare un futuro più equilibrato e consapevole, quindi il presente, sinceramente per me, è solo un battito di mani tra passato e futuro. Continuando ad analizzare il pensiero di Jones scopriamo altre sue verità, che come un mantra, dovrebbero condurci verso il Nirvana della vita, le citiamo per voi lettori: “A nessuno importa di quanto sia difficile la tua vita, sei tu l’artefice della storia di essa... Le tue parole sono più importanti dei tuoi pensieri, in modo da iniziare ad ispirare le persone... investire in te stesso non è da egoista, è la cosa più utile che puoi fare... Non è ciò che accade, è come reagisci che conta... Devi migliorare i tuoi rapporti per avere una felicità duratura... Il piacere è temporaneo e fugace, quindi smetti di inseguire i fuochi d’artificio e iniziare a costruire una costellazione... La tua ambizione non significa nulla senza esecuzione: è il momento di lavorare... Il tempo è il tuo bene più prezioso: devi ottimizzare il modo in cui lo spendi.” A questo punto ci chiediamo:” È davvero così importante ogni giorno vivere secondo dettami che ci mettano sui binari della vita, come se questa fosse una linea tracciata con un’unica possibile traiettoria? Siamo grati a Matthew Jones, per averci rilevato queste verità, ma siamo più grati alla vita che ogni giorno ci propone cose diverse, che ci fa prendere strade diverse, che traccia per noi situazioni e incontri spesso insperati e che non avevamo pensato possibili, quindi bando alle ricette, viviamo... semplicemente viviamo... e impariamo l’unica cosa importante, ossia guardarci dentro e ascoltare quella vocina interiore, per andare dove il nostro cuore vuole senza sentenze e senza formule preconfezionate, perché un po’ di imprevedibilità rende il nostro cammino di sicuro più interessante e soprattutto meno noioso.





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