Ricerca empatica

di Antonino Ianniello

Numero 185 - Febbraio 2018

Pasquale Innarella: un personaggio eccentrico quanto semplice inserito a pieno titolo nel mondo del jazz internazionale


Innarella è un sassofonista conosciutissimo nel free-jazz italiano e internazionale. Un personaggio che rappresenta l’orgoglio della musica jazz ‘made in Campania’. Una regione che sforna moltissimi rappresentanti di quella musica che un tempo veniva definita ‘di nicchia’. Il jazz, finalmente oggi è l’anima di quel modo di fare musica contrassegnata dalla continua ricerca, esperimenti e contaminazioni. Potremmo dire che è proprio per questo che jazz e free-jazz hanno trovato terreno fertile anche nell’animo di chi non trovava il punto di riferimento giusto. -taglio- Dal 2001, Iannarella, è impegnato didatticamente alla realizzazione di BandaRustica: un’ensemble di musicanti jazz oggi formata da quaranta ragazzi della periferia sud est di Roma. Pasquale Innarella è indicato da molti musicisti e da alcuni critici come il fondatore della nuova corrente del jazz sociale, seguendo didatticamente e stimolando in maniera significativa la creazione di brass band come Titubanda, Pink Puffers ed altre band romane dal 1998 in poi. Dal 2011 ha fatto concerti con Butch Morris utilizzando il sistema della Conduction. Nei due anni successivi, partendo dalla conduction appresa con Butch Morris, incrementa e rivisita il sistema dedicando maggiore spazio alla musica improvvisata nelle sua varie forme. Gli anni recenti sono quelli maggiormente dedicati ai workshop ed alle tournée con la Minafric Orchestra e con il Pasquale Innarella 4tet, lavorando principalmente su musiche scritte appositamente per il proprio quartetto e suonando musiche del jazz sudafricano dell’apartheid portato dai rifugiati politici a Londra negli anni sessanta e -taglio2- settanta. L’ Innarella 4tet nel disco “Migrantes” propone brani jazz dello stesso sassofonista, strutturati ed eseguiti nel linguaggio della new thing e del jazz contemporaneo, di conseguenza nel repertorio convivono brani tonali, brani modali, canzoni e free jazz. Il sound del gruppo è caratterizzato dall’impasto timbrico tra il sax tenore dal suono grumoso e materico di Innarella e dal timbro dolce ed aulico del vibrafono di Francesco Lo Cascio. Il tutto sostenuto dalla fantasiosa e puntuale batteria di Roberto Altamura e dal contrabbasso solido e possente di Pino Sallusti. Il sound ricco e coinvolgente che ne deriva è il frutto di una laboriosa ricerca empatica effettuata dal gruppo sia durante le prove che durante i molti concerti tenuti. La variegata tavolozza timbrica del quartetto prende le mosse dalla diversità espressiva dei singoli musicisti e dalla loro lunga esperienza come musicisti Jazz. La musica che ne emerge è un ricco caleidoscopio di suoni con le radici saldamente piantate nel solco del Jazz.





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