Pronto soccorso

di Alfredo Salucci

Ho affrontato più volte, su queste pagine, il tema, o meglio il problema del pronto soccorso. Una storia, quella dell’emergenza, che viene da lontano...


Noi paghiamo purtroppo lo scotto di una visione miope e antica di una medicina che ha dato sempre poco peso all’emergenza. Il pronto soccorso ospedaliero, nella maggior parte dei nosocomi italiani, è stato sempre considerato un luogo di secondaria importanza rispetto ai reparti, dove si svolgeva la vera e nobile arte della medicina. Se andiamo indietro nel tempo, ci accorgiamo quanto a livello universitario la medicina di urgenza, e lo studio delle emergenze, sia stato trascurato. Se non ricordo male, c’era anche qualche policlinico universitario con le cattedre di medicina d’urgenza e di chirurgia d’urgenza, ma senza il pronto soccorso. -taglio- Ma queste cose sono state sottovalutate, se non ignorate, così ci siamo ritrovati per decenni con una classe medica, non solo poco preparata alle urgenze e alle emergenze, ma anche mal disposta a praticarla. Tutti i medici impegnati al pronto soccorso speravano, capita ancora oggi, solo di lasciare quel posto prima possibile. Questo anche perché in molti ospedali non esisteva, e ancora non c’è, un pronto soccorso autonomo. In pratica, tutti i medici delle varie divisioni a turno dovevano fare delle ore di servizio in pronto soccorso per garantire l’emergenza. Così, il pronto soccorso è restato per anni un posto di passaggio, dove il medico dava il suo apporto momentaneo. Sono trascorsi anni senza comprendere che il pronto soccorso di un ospedale è un luogo di vitale importanza. E sono passati decenni senza capire che l’emergenza non può essere improvvisata, fatta da medici di buona volontà, con ottima preparazione, ma privi di un tirocinio specifico. E questo è un altro capitolo della storia. Fare il medico di pronto soccorso richiede uno studio particolare e delle competenze specifiche. Di queste cose, però, ci siamo resi conto solo quando la domanda di soccorso da parte degli utenti è diventata più pressante e l’attesa di risposte concrete più consapevole.
Da anni, poi, siamo informati quotidianamente di brillanti interventi chirurgici, di nuove scoperte, di moderne possibilità diagnostiche, ma si è parlato o scritto poco dei tanti pazienti salvati in pronto soccorso grazie alla bravura e all’abnegazione dei medici. Quanti casi ci sono stati di cui non sappiamo niente? Quante persone sono ancora vive grazie a questi medici che anche senza una -taglio2-preparazione specifica e i mezzi necessari sono riusciti a salvarle? Ma si è saputo immediatamente del caso dell’ospedale di Nola. La stampa, le radio e le televisioni hanno subito diramato la notizia con slancio. Ancora una volta qualcuno ha parlato di malasanità. Ancora una volta i medici sono stati presi di mira. E quale colpa avevano? Quella di aver continuato a fare il loro dovere anche in una situazione di estremo disagio? Fortunatamente, la cosa è stata capita anche a livello istituzionale. Quei sanitari hanno fatto solo il loro dovere e vanno elogiati e ringraziati per questo. Ora bisogna solo sperare che superato il fatto non si ritorni al solito andazzo, e si capisca che il pronto soccorso è un luogo vitale per il cittadino. Quel posto dell’ospedale, di cui tutti potremmo avere bisogno, richiede maggiore attenzione a qualsiasi livello. Innanzitutto dobbiamo convincerci che il primo soccorso va affidato a personale esperto, che deve avere i mezzi necessari per svolgere un lavoro delicato, senza l’assillo della precarietà e della supplenza continua a eventuali carenze organizzative, senza sperare nel fato che tutto si risolva nel modo migliore per il paziente e anche per il medico. Un maggiore interesse delle Istituzioni per questi luoghi di lavoro, l’impegno delle facoltà di medicina ad avere particolare attenzione alla didattica che riguarda l’urgenza e l’emergenza, un più stretto collegamento con i medici di medicina generale e, dove possibile, la realizzazione di pronto soccorso autonomi, sono condizioni che potrebbero migliorare di molto la pratica di questa branca della medicina sempre più richiesta.





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