Pronta a continuare

di Gennaro Santarpia

numero 178 - Giugno 2017

Il capitano azzurro più amato di tutti i tempi ha ancora tanto da dare al mondo della pallavolo, non ha nessuna intenzione di smettere ed ha qualcosa da dire alle più giovani


Francesca Piccinini, l’atleta italiana più conosciuta del mondo della pallavolo, ha vinto l’ennesimo scudetto della sua carriera con la Igor Novara, squadra di cui è stata trascinatrice indiscussa e giocatrice di punta. Nonostante non sia più una ragazzina, la Piccinini nazionale esprime in campo una grande pallavolo, in grado di darle numerose soddisfazioni. Proprio come ci racconta in questa intervista, a chi le chiede “Ma quando smetti?” lei risponde con una grande risata e nel frattempo già pensa al prossimo anno sportivo. La sua carriera è costellata dalla vittoria di numerosi titoli (5 campionati italiani, 2 coppe Italia, 4 supercoppe italiane, 6 champions league, 1 coppa CEV, 1 coppa delle coppe, 1 supercoppa europea, 5 medaglie d’oro e 2 di bronzo), ma Francesca non perde quell’umiltà che l’ha sempre contraddistinta dentro e fuori dal campo. La Piccinini ha raggiunto una maturità sportiva enorme, che le permette di indirizzare le nuove promesse della pallavolo italiana ed internazionale. Forse di leader come lei ce ne sono davvero pochi, e chi la conosce sa di essere veramente fortunato!

Iniziamo subito dalla vittoria scudetto con la Igor Novara, com’è stato quest’anno sportivo?

“Fin dall’inizio c’erano dei buoni presupposti. Le intenzioni della società erano quelle di posizionarsi al vertice della classifica, ma nessuno mai fatto pressione eccessiva sulla squadra. Vincere lo scudetto è stato bellissimo, nonostante non sia la prima volta, mi sono emozionata davvero tanto. Non finirò mai di ringraziare le mie compagne di squadra. Credo sia stato proprio il gruppo, oltre le capacità tecniche di ognuna, a fare la differenza. La pallavolo è uno sport di squadra: da soli non si va da nessuna parte, poter sempre contare l’una sull’altra è stato determinante per questa stagione sportiva.”

Per il prossimo anno, hai intenzione di restare a Novara?

“Ancora non abbiamo discusso nei dettagli della prossima stagione sportiva, di sicuro sono intenzionata a fare un altro anno, mi piacerebbe restare alla Igor per portare avanti questo percorso di crescita costruito con tanta fatica e sacrifici, ma più di questo non posso dire!” -taglio- C’è chi sostiene che ormai hai raggiunto una “certa età” e sarebbe il caso di appendere le scarpette al chiodo...

“Si, in realtà lo dicono già da qualche anno – ride – ma io non ho nessuna intenzione di smettere. È vero, gli anni si sentono, ma credo di poter dare ancora tanto a questo sport. Aver vinto lo scudetto quest’anno lo dimostra, sono riuscita a portare a termine un anno senza troppi ‘cali’ fisici e questo è anche merito della squadra tecnica della Igor Novara”

Oltre ad essere una sportiva, ti abbiamo visto anche nelle vesti di attrice e modella. Quando smetterai di giocare, valuterai la possibilità di inserirti nel mondo dello spettacolo?

“Che nessuno me ne voglia, ma no! Le partecipazioni che ho fatto sono state meramente per divertimento; non mi sento portata per questo mondo e soprattutto non sono né un’attrice né una modella professionista. Con questo non giudico negativamente gli sportivi che alla fine della carriera decidono di reinventarsi in un altro ‘settore’, ma non è il mio caso. Quando non giocherò più, sono certa di restare nell’ambito sportivo, mi piacerebbe aiutare tutte le nuove leve della pallavolo.”

A proposito di nuove leve, com’è la situazione?

“Ho giocato con molte ragazze brave e umili. Ma spesso altre entrano in una squadra credendo che tutto gli sia dovuto, non hanno rispetto di chi è più esperto e ha una storia. Hanno la lingua lunga e il cellulare ultimo modello sempre sotto gli occhi. A 18 anni rispondono a muso duro a quelli di 40, io quando ne avevo 18 ascoltavo e sapevo stare al mio posto. Io capisco la voglia di essere giovani e sfrontati, ma bisogna avere rispetto. Soprattutto quando non hai ancora vinto niente nella vita. E comunque il rispetto serve anche se hai avuto successo.”

Sei attiva anche nel sociale, con varie campagne volte ad aiutare chi è meno fortunato. Qual è il ruolo di uno sportivo in questo contesto? -taglio2- “Ai giorni nostri i media puntano molto sullo sportivo come simbolo di persona pulita e che lavora per raggiungere i propri obiettivi. Ritengo che io ed i miei colleghi abbiamo una grossa responsabilità di fronte al pubblico ed in particolare ai giovani, e proprio per questo sia nostro compito confermare che grazie allo sport si debbano sempre tenere presenti determinati valori. È importante che si investa sullo sport affinché anche i giovani dei nostri giorni possano divenire gli sportivi del futuro. I ragazzi devono capire che in questo mondo, per fortuna, vale la meritocrazia quindi tutti possono provare a diventare dei campioni, ma solo se disposti a sacrificare tempo ed energie!”

Sei una leader indiscussa in campo, qual è il tuo segreto?

“Tanto per cominciare non urlo. Quando c’è bisogno di darsi una svegliata generale, però ci sono. Soprattutto quando le cose vanno meno bene ed è importante parlare e confrontarsi. La difficoltà degli sport di squadra è proprio questa: riuscire ad instaurare un rapporto con tutti, ognuno ha le proprie esigenze ed è quindi un bene riuscire a spiegarsi e convivere pacificamente.”

Ti è mai capitato di avere una compagna di squadra poco affine?

“Assolutamente si! Ma non ho mai litigato con nessuno. Forse è il mio carattere che mi porta sempre a reagire in modo calmo, però in generale non sono proprio il genere di persona che sbraita a più non posso. Se c’è una collega che ti sta sulle scatole, si cerca di creare una buona sintonia almeno in campo, poi una volta uscite dal palazzetto, ognuno è libero di fare ciò che vuole.”

Ma ce l’hai un difetto?

“Certo che ne ho. Sono una specie di generale, troppo rigida e schematica. A casa mia è tutto perfetto, 
forse troppo. Ogni tanto avrei la tentazione di buttare all’aria i miei armadi, provare a uscire dalle righe, 
ma non ci riesco, è più forte di me. Così, per rilassarmi, di solito passo l’aspirapolvere o pulisco, se non è un difetto questo!”





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