PAOLO BERNARDINI

Deciso

di Laura Fiore

Numero 185 - Febbraio 2018


Un ragazzo di cui sentirete parlare molto presto, e che forse conoscete già visto che la sua faccia è entrata nelle case di tutti gli italiani


Il grande pubblico tende ancora a riconoscerlo come “quello” della pubblicità Trivago, ma Paolo Bernardini ha davvero tante carte ancora da scoprire. Nato in Belgio, ma italianissimo, Bernardini è un attore, un cantante ed anche un veejay. La sua storia inizia da molto lontano, esattamente quando, ritrovatosi a lavorare sul set del celebre film “Gangs of New York” di Martin Scorsese, decise di fare l’attore. Era il 1999. E da quel momento si sono susseguite per Bernardini numerose partecipazioni a spot pubblicitari, fiction, film e programmi televisivi. A proposito di quest’ultimi, il bel Paolo ha anche partecipato ai provini di X Factor 5, ma ahinoi il suo provino non è mai stato mandato in onda. Attualmente, lo vediamo sul grande schermo con qualcosa di “esaltante” come la definisce lo stesso Bernardini; si tratta di una parte nel nuovo film di Ridley Scott “Tutti i soldi del mondo”.

Un bel salto di qualità: dalla pubblicità ad un film internazionale come quello di Scott...

“Beh, in realtà non è la prima volta che recito in un film. La pubblicità di Trivago è talmente virale, che la gente mi ha iniziato a conoscere per quella, ma ci tengo a sottolineare che mi sono diplomato al Centro Sperimentale nel 2005 e ho partecipato a numerosi provini. Questa che vedete adesso è solo una piccola parte di un percorso iniziato già da un po’.”-taglio-

Com’è partecipare ad un film internazionale, con un regista pluripremiato?

“Sarò banale dicendo ‘favoloso’! Per prendere parte al film ‘Tutti i soldi del mondo’ ho dovuto superare sette provini, anche se in realtà avevo già avuto la fortuna di lavorare per lui nella serie ‘The Vatican’ che, purtroppo, non è mai andata in onda in Italia. mai uscita in Italia. Mi rendo conto che avere nuovamente la possibilità di lavorare con un regista del genere è una fortuna; appena sono arrivato sul set gli ho anche detto ‘Ciao, ti ricordi?’ e lui ‘Sì sì mi ricordo’. Non sono certo che sia vero, ma a me piace pensare di si – ride ndr.”

Che parte fa nel film?

“Il mio ruolo è ‘marginale’, ovviamente. Interpreto il poliziotto che passa le chiamate dei rapitori alla madre di John Paul Getty III, cercando di capire da dove partono le telefonate.”

Lei ha certamente il physique du rôle; è stato d’aiuto per la sua carriera?

“Sarebbe da ipocriti dire il contrario, ma allo stesso tempo è importante anche essere bravi altrimenti alle lunghe non vai da nessuna parte. Ad esser sincero, però, non ho mai puntato tutto solo sull’aspetto fisico, ho sempre cercato di distinguermi per altre cose...”

Viste le sue numerose esperienze sul grande e piccolo schermo qual è, secondo lei, il canale migliore per farsi conoscere?

“Difficile rispondere, dipende molto dal tipo di ‘cose’ che si vanno a fare sul grande e piccolo schermo. Certamente, fare pubblicità rende il tuo volto super riconoscibile ma, siamo sinceri, poi a te personalmente lascia davvero molto poco. Per quanto riguarda fiction e film, ormai le persone hanno tantissimi modi per guardarti, quindi l’importante è farsi notare per le proprie doti artistiche.”

Al momento in cosa è impegnato?

“Ora sto girando con Peter Greenaway, ma siamo in fase di rifinitura. Abbiamo girato in Sicilia, a Roma, a Torino, in Umbria. Nel film sono uno dei Constantin Brancusi. Sono entusiasta di questo lavoro perché Greenaway è un regista visionario, e devo ammettere che la sua idea non l’abbiamo ancora capita neanche noi che stiamo lavorando al film, dopo tre anni di riprese, ma è questa la sua particolarità.”

Lei è anche un cantante...

“Sì, sto collaborando con il producer Giuseppe Mercadante e andiamo spesso a Los Angeles, negli studi dei Foo Fighters. Ho conosciuto Rami Jaffee, il tastierista del gruppo, a una festa: due chiacchiere, gli ho fatto sentire i miei pezzi e abbiamo deciso di incidere lì.”

La cover di questo mese è sul contributo di ogni paese al bene comune dell'umanità. Cosa potrebbe fare l’Italia per migliorarsi?

“Rivedere le proprie priorità. Purtroppo nel nostro Paese viene data importanza a cose che forse non sono poi così essenziali per il bene comune. L’Italia è un posto bellissimo, ma è come se le stessimo tarpando le ali.”


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