NEGRAMARO

Pausa di riflessione

di Tommaso Martinelli

Numero 186 - Marzo


Salentini doc, i loro concerti sono sempre sold out e adesso sono tornati con un nuovo album più forti di prima


I Negramaro sono la dimostrazione che con impegno e dedizione è possibile raggiungere grandi risultati. Una band che ha sfornato un successo dopo l’altro e che nel corso del tempo ha saputo evolversi e migliorarsi, fino ad arrivare ad oggi. Lo scorso anno lasciarono i loro migliaia di fan con il fiato sospeso, a causa del loro temporaneo scioglimento. Adesso, però, i Negramaro sono tornati ad essere più affiatati che mai e lo hanno dimostrato sul palco del Festival di Sanremo, dove, nelle vesti di super ospiti, hanno duettato con il padrone di casa Claudio Baglioni, dopo aver presentato il loro nuovo album “Amore che torni”, già in vetta alle classifiche italiane. Abbiamo incontrato il frontman Giuliano Sangiorgi e il resto della band nella sala Lucio dalla di Casa Sanremo, per farci raccontare questo nuovo lavoro discografico ed il nuovo percorso che ha intrapreso la band pugliese dopo un periodo di “crisi” che, però, è ormai alle spalle. -taglio-

Giuliano, com'è stato tornare a Sanremo dopo tredici anni?

“Abbiamo provato una bellissima emozione, mi sono commosso quando ho visto le prime file alzarsi al termine della nostra esibizione. La standing ovation, al Festival di Sanremo, credo che equivalga a un Oscar per un cantante italiano. È una cosa che non potrò mai dimenticare, perché ti resta dentro e non potrà uscire mai più. Ultimamente di grande emozioni ne stiamo provando diverse, come la più grande:quella legata alla nascita di Bianca (la figlia di Andro, uno dei componenti della band, ndr). Adesso noi Negramaro siamo tutti diventati zii e questo ruolo non ci dispiace affatto!”

Quale ricordo conservate della vostra prima partecipazione sanremese?

“Siamo stati noi, tredici anni fa, a voler andare al Festival. In quel periodo suonavamo e ottenevamo già un buon riscontro, visto che riempivamo i club, e a quel punto lo abbiamo chiesto a Caterina Caselli. Sentivamo l'esigenza di misurarci col pubblico italiano e capire a che punto fossimo della nostro cammino da musicisti. Ed è quello che ci ha spinto a tornare anche questa volta. E dopo 13 anni abbiamo capito che siamo andati avanti, lontano da dove eravamo partiti. Duettare sulle note di Poster con Claudio Baglioni è stato un bellissimo traguardo raggiunto, se me l’avessero detto tempo addietro non ci avrei creduto.”

Sei sempre stato molto legato a Claudio Baglioni...

“Quando ero un ragazzino e mi innamoravo, puntualmente mi chiudevo nella mia stanza e piangevo con una delle strofe di Questo piccolo grande amore: ‘Accoccolati ad ascoltare il mare’… Un po' come credo sia successo a molti dei miei coetanei e non. Le canzoni di Claudio sembravano essere state scritte con l'obiettivo di lenire o accentuare i dolori degli innamorati(sorride, ndr).”

Escludete di tornare in gara al Festival di Sanremo?

“Sì, lo escludiamo, non penso torneremo in gara. Il fatto è che non riusciremmo a parlare di musica partecipando a una gara, magari è un nostro limite. È vero, la competizione serve per crescere musicalmente e culturalmente ma a me mette un po' troppa ansia, quindi non è tra i nostri progetti partecipare al Festival.”

In tutti questi anni avete duettato con diversi artisti internazionali. Ce n'è uno di cui andate particolarmente fieri?

“Senza ombra di dubbio quella con Dolores O'Riordan; è stata una collaborazione meravigliosa, incredibile. Così come è stato incredibile il fatto che di recente se ne sia andata via. Voci come la sua hanno regalato grandi cambiamenti al mondo della musica e sono certo che continuerà a farlo anche oggi che non c’è più. La sua musica resterà in eterno.”

Facciamo un passo indietro, quali ricordi conservate dei vostri inizi in cui vi esibivate prevalentemente nel Salento?

“Pensandoci, ricordo con grande affetto quel periodo, fatto di sacrifici e tanta buona volontà. Guardare dove siamo adesso e la strada che abbiamo percorso mi rende davvero orgoglioso.”

Rimpianti?

“Nessun rimpianto, visto che abbiamo avuto una grande fortuna in tutti questi anni insieme. Con il passare del tempo mi sono reso conto che se avessi ottenuto questo successo da solo, probabilmente avrei avuto la testa tra le nuvole. Siamo stati fortunati perché abbiamo avuto il sostegno delle persone a noi tanto care. I genitori di Ermanno(uno dei componenti dei Negramaro, ndr), per esempio, ci hanno sopportati per anni, quando suonavamo in cantina. Ma anche tutti gli altri genitori sono stati fantastici, perché ci hanno incoraggiato, facendoci capire che quello che facevamo allora era già un buon risultato. In sei siamo stati bene sin dall'inizio e lo abbiamo capito in diverse occasioni, come quando abbiamo fatto uno dei nostri concerti all’interno dello stadio San Siro nel 2008. Stare sempre insieme, ci fa sentire a casa.”

Eppure, tempo fa si era parlato di un vostro scioglimento durato due mesi...

“In quel periodo, in realtà, non è successo un granché. Noi sei siamo una famiglia da tanti anni e ad un certo punto, anche un piccolo screzio, volevamo che non si risolvesse. Sicuramente perché sentivamo l'esigenza di prendere un po’ le distanze per poi ritrovarsi. Un po' come può capitare con una moglie oppure con una compagna. La voglia di non risolvere sempre i problemi, ti porta ad approfondire meglio te stesso. La soluzione era molto semplice: dovevamo fermarci un attimo e allontanarci ma poi per fortuna ci siamo ritrovati subito. Io, per esempio, sono scappato a New York, ma sapevo che poi tutto si sarebbe risolto. A distanza di un anno da quella crisi, la situazione si è completamente ribaltata e oggi siamo più uniti che mai. Abbiamo raccontato la nostra crisi per evitare le prossime ad altri.”

“Con il passare del tempo mi sono reso conto che se avessi ottenuto questo successo da solo, probabilmente avrei avuto la testa tra le nuvole”


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