Nawal al-Sa'dawi

di Maresa Galli

Numero 186 - Marzo 2018

Si batte per i diritti delle donne e pone la sua penna al servizio del femminismo: Nawal Al-Sa’Dawi, classe 1931, egiziana, è scrittrice e psichiatra.


Si batte per i diritti delle donne e pone la sua penna al servizio del femminismo: Nawal Al-Sa’Dawi, classe 1931, egiziana, è scrittrice e psichiatra. Nata in un piccolo villaggio, Kafr Tahla, in una famiglia numerosa, ha introiettato l’esempio del padre, funzionario governativo del ministero dell’Educazione Nazionale, che partecipò alla Rivoluzione Egiziana contro il Regno Unito che occupava l’Egitto e il Sudan nel 1919. Progressista moderato, educò i figli alla libertà di espressione. Soprattutto d’esempio le sono le donne come la nonna paterna, contadina analfabeta che nell’Egitto feudale negli anni ‘30 osa schiaffeggiare il capovillaggio. I libri di Nawal denunciano la condizione della donna dell’Islam, condannando in particolare la pratica della mutilazione genitale femminile subita anche da lei in tenera età. I suoi romanzi hanno influenzato diverse generazioni, in primis le donne e non solo quelle dei paesi arabi. Per la scrittrice le ingiustizie riguardano tutte le culture, con le loro mistificazioni, le violenze fisiche e psicologiche, i cosiddetti “delitti d’onore” e altre atrocità. Da medico ha potuto constatare i trattamenti diseguali delle donne di ambiente rurale e povero rispetto alle classi agiate. Già Direttore della Sanità Pubblica al Cairo sposa in terze nozze Sherif Hetata, impiegato presso il ministero della Sanità, ex prigioniero politico. -taglio- Il matrimonio le costa il ruolo istituzionale, così come quello ricoperto in seguito di redattore-capo di un giornale sanitario e di Segretario Generale aggiunto dell'Associazione Medica in Egitto. Già ricercatrice nel campo delle nevrosi presso la Facoltà di Medicina dell’Università statale di ‘Ayn Shams al Cairo, è stata consigliere delle Nazioni Unite per il Women’s Programme in Africa (ECA) e Medio Oriente (ECWA). Militante sempre pronta a denunciare le ingiustizie e la poltica del presidente Sadat non poteva che finire in carcere nel 1980 con l’accusa di “crimini contro lo stato”, insieme ad altri oppositori del Trattato di pace di Gerusalemme e rilasciata un anno dopo l’uccisione di Sadat. In carcere scrive l’opera che diventerà famosa in tutto il mondo, “Memorie dal carcere delle donne”. In prigione si rifiutano di fornirle carta e penna e così Nawal scrive su fogli di carta igienica con il kajal per gli occhi. “Il pericolo ha fatto parte della mia vita fin da quando ho impugnato una penna e ho scritto: “Niente è più pericoloso della verità in un mondo che mente” – spiega. Minacciata dai fondamentalisti si reca per qualche anno negli Usa dove insegnerà alla Duke University e alla Washington State University. Insignita del Premio Nord-Sud dal Consiglio d’Europa, è stata tentata anche dalla politica pensando di candidarsi alle presidenziali, idea poi abbandonata. Scrittrice feconda, è stata tradotta in oltre venti lingue. -taglio2- I suoi libri più famosi sono “Memorie di una dottoressa”, “Donne e sesso”, “The Hidden Face of Eve”, “God Dies by the Nile”, “The Circling Song”, “The Fall of the Imam”, “Woman at Point Zero”, “L’amore ai tempi del petrolio”. Donna determinata, pasionaria, ha continuato a subire denunce per apostasia ed eresia, a pagare un alto prezzo per il suo femminismo militante. “All’università del Cairo, dove insegno, dico ai miei allievi di non lasciare l’Egitto. È necessario lavorare localmente per il bene del nostro paese, scrivere localmente, bisogna combattere qui per la libertà”, spiega. “Dobbiamo unire le forze noi uomini e donne di tutto il mondo, dobbiamo andare oltre la religione – sostiene. Ecco perché viaggio, partecipo ai congressi internazionali, incontro persone diverse ma poi torno in Egitto e vivo in Egitto. Dobbiamo conoscere il mondo, aprire la mente all’esterno ma lavorare per il bene del nostro paese”. Tante conquiste civili e sociali per le donne egiziane si devono a lei ed oggi le atroci mutilazioni genitali femminili costituiscono un reato perseguibile. Una grande, sudata vittoria combattuta pacificamente per offrire un futuro migliore a tutte le donne che lottano in un paese che soffre un grave deficit di democrazia.





Booking.com

Booking.com