NATSUO KIRINO

di Maresa Galli

Albatros 182 - Novembre 2017

Giallista famosa in Giappone, sta conquistando anche il pubblico italiano: Natsuo Kirino è tra le scrittrici più in voga.


Giallista famosa in Giappone, sta conquistando anche il pubblico italiano: Natsuo Kirino è tra le scrittrici più in voga. Natsuo Kirino è lo pseudonimo di Mariko Hashioka, nata a Kanazawa il 7 ottobre 1951.-taglio- “Ho rubato il nome dai libri che leggevo da giovane, un nome da uomo. Non volevo finire associata alla cosiddetta ‘scrittura femminile’, a quel genere che le librerie relegano in scaffali a parte”, spiega l’autrice di storie noir che nascono dall’intreccio “di libertà e responsabilità”, pur sentendosi libera di dettare alla pagina tutto ciò che vuole. Paragonata a Chuck Palahniuk, si schiera contro la “letteratura globale” alla Murakami che secondo lei scrive per un pubblico internazionale. Il suo primo romanzo, nel ’93, le regala la notorietà e un premio in Giappone: “Pioggia sul viso”, per poi diventare famosa, dopo diversi racconti brevi e “Morbide guance”, con il romanzo “Le quattro casalinghe di Tokyo”, del ’97, insignito del Premio della lega degli scrittori giapponesi di romanzi gialli e finalista ai prestigiosi Edgar (Allan Poe) Awards della Mystery Writers of America, nel 2004. Diploma di laurea in Giurisprudenza, già editor e autrice di articoli, è stata anche sceneggiatrice. Ama la scrittura e inizialmente si dedica ai romanzi rosa. Si accorge subito che è appassionata di gialli, ama l’hard boiled dei grandi autori con le loro trame intricate, psicologicamente complesse. Più che ai colpi di scena, ai grandi effetti, i suoi romanzi puntano sull’introspezione psicologica per offrire una rappresentazione attuale del Giappone.-taglio2- I suoi polizieschi indagano l’universo femminile, la sua capacità di reagire alla solitudine. “Nei miei scritti – spiega – pongo in primo piano le donne che in Giappone sono discriminate. Il governo di Shinzo Abe promuove una vecchia idea di famiglia nella quale la donna deve sposarsi, mettere al mondo i figli e crescerli”. Per questo ama ambientare le storie negli anni Settanta, nei quali le donne vivevano lo spirito di una modernità che prometteva un futuro migliore. “Le quattro casalinghe di Tokyo” è stato interpretato come “un cupo ritratto delle classi inferiori del Giappone, delle vite dei suoi personaggi femminili, e delle ingiustizie sociali, sessuali ed economiche che devono affrontare”. La protagonista delle sue storie è stata per diversi romanzi la detective Miro Murano che ha sentito poi di dover sopprimere. Spesso i lettori si trovano dinanzi a particolari raccapriccianti (sanguinose morti, smembramenti), a vicende che molti lettori non hanno gradito. Le sue storie raccontano ingiustizie sociali, la prostituzione, la perdita di identità, l’oblio dei crimini commessi dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ci si immedesima nei suoi personaggi, nelle sue storie avvincenti e realistiche che raccontano un mondo nel quale è evidente che la donna deve ancora lottare per affermarsi, per essere se stessa.





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